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	<title>Sito ufficiale di Roberto Cotti &#124; Portavoce del MoVimento 5 Stelle - Senatore della Repubblica Italiana &#187; Economia</title>
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		<title>La Difesa non paga IMU a Cagliari. E nessuno lo sapeva (sic)</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2018 17:53:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Comune di Cagliari potrebbe far pagare l&#8217;Imu per i beni non più utilizzati dalla Difesa. Ma non sa nemmeno quali e quanti sono gli immobili con le stellette in città. L&#8217;ammissione dell&#8217;inconsapevolezza in un clamoroso documento che oggi sono riuscito a fare uscire dai cassetti del capoluogo sardo, dopo la mia richiesta di accesso ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Cagliari potrebbe far pagare l&#8217;Imu per i beni non più utilizzati dalla Difesa. Ma non sa nemmeno quali e quanti sono gli immobili con le stellette in città. L&#8217;ammissione dell&#8217;inconsapevolezza in un clamoroso documento che oggi sono riuscito a fare uscire dai cassetti del capoluogo sardo, dopo la mia richiesta di accesso civico generalizzato dello scorso dicembre (<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/MBjRQJ">https://goo.gl/MBjRQJ</a></span>).</p>
<p>Il documento lo trovate qui: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/27s38h">https://goo.gl/27s38h</a></span></p>
<p>Immagino che la situazione possa essersi ripetuta in tanti comuni isolani. Provate ad immaginare quante belle cose si potrebbero realizzare nelle nostre città con i quattrini dell&#8217;IMU militare. A cominciare dall&#8217;abbattimento delle tasse/imposte comunali. Ma qualcuno, evidentemente, preferisce dormire sonni tranquilli. Chiedetevi perchè. Oppure aspettiamo tutti insieme le prossime elezioni amministrative, quando finalmente si porrà mano a questa ed altre vicende con ben altre rappresentanze politiche di governo del capoluogo sardo. A 5 stelle!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/0001-2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2685" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/0001-2-891x1024.jpg" alt="0001 (2)" width="620" height="712" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.sardiniapost.it/politica/la-difesa-paga-limu-interrogazioni-cotti-sugli-immobili-le-stellette/">http://www.sardiniapost.it/politica/la-difesa-paga-limu-interrogazioni-cotti-sugli-immobili-le-stellette/</a></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.youtg.net/v3/primo-piano/6167-immobili-militari-dismessi-a-cagliari-boh-e-niente-imu">http://www.youtg.net/v3/primo-piano/6167-immobili-militari-dismessi-a-cagliari-boh-e-niente-imu</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/03/salva.png"><img class="alignnone size-large wp-image-2658" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/03/salva-1024x765.png" alt="salva" width="620" height="463" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 100%; height: 349px; " class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-2657-1" width="620" height="349" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/03/10000000_182010319252086_2488564829384605696_n.mp4?_=1" /></video></div>
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		<title>Devo una risposta ai tantissimi amici e sostenitori del M5s&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 16:06:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Devo una risposta ai tantissimi amici e sostenitori del M5s che hanno chiesto come mai non ero tra i candidati delle &#8220;parlamentarie&#8221; del Movimento. In queste settimane mi hanno cercato in tanti e mi scuso anche coi giornalisti corretti ed in buona fede, ma per me era indispensabile attendere, non disponendo prima di elementi utili ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Devo una risposta ai tantissimi amici e sostenitori del M5s che hanno chiesto come mai non ero tra i candidati delle &#8220;parlamentarie&#8221; del Movimento.</p>
<p>In queste settimane mi hanno cercato in tanti e mi scuso anche coi giornalisti corretti ed in buona fede, ma per me era indispensabile attendere, non disponendo prima di elementi utili a valutare l’accaduto.</p>
<p>Non potevo approfittare di occasioni di incontro pubblico del Movimento (raduno di Pescara, appuntamenti elettorali), per es<span class="text_exposed_show">ternare mie considerazioni, che avrebbero potuto intralciare le previste comunicazione del Movimento, tanto più che sarei stato oggetto di tentativi di creare forzatamente conflitti tra me ed il Movimento, a vantaggio di forze politiche avversarie.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">La mia esclusione, comunque, non è avvenuta per ipotetiche mie incompatibilità alla candidatura (non c&#8217;erano 5 anni fa e, nel frattempo, il mio curriculum non è mutato; la mia fedina penale è sempre immacolata. Non è avvenuta neanche per motivi politici, quali mie posizioni sulle politiche della Difesa. Nè è avvenuta per problemi relativi a mie rendicontazioni e restituzioni dell’eccedenza di stipendi e diaria, assolutamente regolari.<br />
La mia esclusione, i cui dettagli mi saranno comunicati solo dopo le elezioni, non può che derivare da segnalazioni legate a divergenze sulla gestione del Movimento in Sardegna, su cui non mi sembra il caso di soffermarmi ora. Del resto le regole del Movimento consentivano ampia discrezionalità dello staff nel scegliere chi far partecipare a questa tornata elettorale.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Pur non avendo ritenuto opportuna l’esclusione mia e di tanti altri potenziali candidati, credo che i destini del nostro Paese siano ben più importanti di una carriera parlamentare personale, e la necessità di una svolta a 5 Stelle rimane un obiettivo troppo importante per distrarci con questioni di organizzazione interna.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Come sanno i miei colleghi e lo stesso Luigi Di Maio, continua e continuerà il mio appoggio e la mia partecipazione al Movimento 5 Stelle, anche senza cariche e stipendi, come del resto avevo pubblicamente annunciato quando ho messo a disposizione del M5s la mia ricandidatura per le &#8220;parlamentarie&#8221;.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show"><br />
Il 4 Marzo buon voto 5 Stelle a tutti!<br />
Roberto Cotti, portavoce M5S (senatore uscente)</span></p>
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		<title>La televisione tedesca ci spiega perchè le bombe Rwm si fanno in Sardegna&#8230;oplà!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 17:30:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le bombe RWM made in Sardegna in un reportage di denuncia della televisione pubblica tedesca. Dove si spiega perché certe produzioni si fanno fuori dalla Germania. Ad esempio a Domusnovas &#8211; Dopo l’inchiesta del New York Times le bombe #Rwm made in Sardegna, che fanno stragi in #Yemen, ritornano d’attualità in un reportage dal titolo &#8220;Bomben ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le bombe RWM made in Sardegna in un reportage di denuncia della televisione pubblica tedesca. Dove si spiega perché certe produzioni si fanno fuori dalla Germania. </strong><strong>Ad esempio a Domusnovas</strong></p>
<p>&#8211; Dopo l’inchiesta del New York Times le bombe #Rwm made in Sardegna, che fanno stragi in #Yemen, ritornano d’attualità in un reportage dal titolo &#8220;Bomben für die Welt&#8221; (“Bombe per il mondo”) che andrà in onda lunedì 15 gennaio (ore 22.45) sul primo canale della televisione pubblica tedesca (ARD).</p>
<p>Gli autori del reportage (Philipp Grüll e Karl Hoffmann, quest’ultimo aveva già firmato nel marzo del 2016 un’inchiesta sulla fabbrica bombe di Domusnovas, in Sardegna: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/SKJ179">https://goo.gl/SKJ179</a></span>) spiegano come le norme sulle esportazioni di armi tedesche siano tra le più severe al mondo, però solo sulla carta. Questo perché allo stesso tempo bombe di un’azienda italiana (facente capo ad un gruppo tedesco: Rheinmetall) cadono nello Yemen, dove si verifica il peggior disastro umanitario del nostro tempo. E anche perché le aziende tedesche, così facendo, hanno sviluppato una padronanza nell&#8217;escludere gli standard di approvazione tedeschi, molto restrittivi, restando però coinvolte in società di paesi in cui le stesse leggi non si applicano, come ad esempio l’Italia. Così l&#8217;industria tedesca delle armi si è attrezzata per rimanere sempre in attività, il lavoro sporco viene fatto altrove.</p>
<p>La soluzione? Munizioni e sistemi d’armi  devono essere fabbricati all&#8217;estero e quindi fuori dai controlli delle esportazioni tedesche, in paesi che si fanno meno scrupoli. E’ il caso della Rwm Italia, fabbrica di bombe a Domusnovas (Sardegna), un caso che si ripete in altre parti del mondo dove i produttori di armi Rheinmetall hanno creato stabilimenti (ad esempio veicoli su ruote e cingolati militari tramite uno stabilimento secondario in Turchia): una prova senza precedenti delle conseguenze con cui le compagnie tedesche di armamenti sfuggono ai controlli del governo federale. La documentazione del reportage mostrerà inoltre le connessioni tra bombe, ritorni e flussi di rifugiati, ponendosi una domanda finale: “Che dire del ruolo della Germania come autorità morale nel mondo?” (<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/z1DSx6">https://goo.gl/z1DSx6</a></span>).</p>
<p>E che dire – aggiungiamo noi – dell’immoralità tutta italiana, nel momento in cui, prestandosi a tali operazioni, arriva in ultimo ad autorizzare l’esportazione degli ordigni, sapendo che saranno utilizzati per compiere stragi in paesi in conflitto? Non per caso lo scorso settembre mi sono recato a Londra, alla Defence and Security Equipment International (DSEI), una delle fiere più importanti al mondo del settore militare. Proprio per denunciare questo scandalo e vergogna. Tedesco e italiano insieme. Tutto torna.</p>
<p>Qui i riferimenti alla notizia:</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ard.de/home/ard/Waffendeals_fuer_Anfaenger/4567890/index.html">http://www.ard.de/home/ard/Waffendeals_fuer_Anfaenger/4567890/index.html</a></span><br />
<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ard.de/home/ard/Waffendeals_fuer_Anfaenger/4567890/index.html">http://www.daserste.de/information/reportage-dokumentation/dokus/sendung/bomben-fuer-die-welt-100.html</a></span></p>
<p>p.s.</p>
<p>Un lancio di agenzia che è sicuramente sfuggito all&#8217;AD Rwm Italia: &#8220;Sul fronte delle politica estera, Cdu e Spd intendono introdurre ulteriori limiti sull‘esportazione di armi e bloccare immediatamente la vendita di armi ai paesi coinvolti nel conflitto yemenita (un passaggio che sembra mirare all‘Arabia Saudita, tra i principali acquirenti di armi tedesche)&#8221;. <span style="color: #0000ff;"><a class="" dir="ltr" style="color: #0000ff;" href="https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1F118C-OITTP" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1F118C-OITTP</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 100%; height: 349px; " class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-2606-2" width="620" height="349" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/960-1.mp4?_=2" /></video></div>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/2-620x330-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2608" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/2-620x330-1.jpg" alt="2-620x330 (1)" width="620" height="330" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/11.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2609" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/11-1024x576.jpg" alt="1" width="620" height="348" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sardo.png"><img class="alignnone size-large wp-image-2610" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sardo-1024x493.png" alt="sardo" width="620" height="298" /></a></p>
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		<title>Cagliari, servitù e immobili militari: la Difesa paga l’Imu?</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2017 21:05:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“&#8230;. all’amministrazione comunale di Cagliari notizia sull’accertamento, ai fini dell’Imposta Municipale Propria I.M.U, a far data dal 2012, svolto dal Comune di Cagliari riguardo a proprietà abbandonate, inutilizzate, dismesse e non più destinate ai fini istituzionali, in capo al ministero della Difesa, ovvero se a seguito di accertamento – qualora fosse stato avviato – il ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“&#8230;. all’amministrazione comunale di Cagliari notizia sull’accertamento, ai fini dell’Imposta Municipale Propria I.M.U, a far data dal 2012, svolto dal Comune di Cagliari riguardo a proprietà abbandonate, inutilizzate, dismesse e non più destinate ai fini istituzionali, in capo al ministero della Difesa, ovvero se a seguito di accertamento – qualora fosse stato avviato – il Demanio abbia provveduto a corrispondere l’imposta, in quale misura e per quali immobili”. E’ quanto ho chiesto al Comune di Cagliari nella mia richiesta di accesso civico.</p>
<p>La norma del 2011 è chiara: stabilisce che la tassa comunale sugli immobili è dovuta anche per le strutture non utilizzate per attività istituzionali dello Stato. Proprio per questa norma, a Sesto Fiorentino, il ministero della Difesa ha subito un accertamento milionario per la caserma Donati, non più utilizzata e il Demanio sta già pagando l&#8217;Imu per altre caserme abbandonate.</p>
<p>Da qui l’interrogativo per fare chiarezza sugli immobili della Difesa ubicati a Cagliari (ma l’iniziativa potrà essere ripetuta in tutti i comuni isolani) ed evitare che questi, laddove non più utilizzati (od occupati, civilmente, da personale non riconducibile ai militari) siano sottratti all’imposizione dell’Imu.</p>
<p>L’elenco degli immobili militari a Cagliari è lunghissimo (<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/yqD5NU">https://goo.gl/yqD5NU</a></span>), potrebbero saltare fuori sorprese di non poco conto. Attendo risposte, spero di essere rassicurato in proposito e di non dover prendere atto di spiacevoli situazioni, come quelle concretizzatesi a Sesto Fiorentino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/sito1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2408" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/sito1.png" alt="sito1" width="904" height="749" /></a></p>
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		<title>Leonardo S.p.A. sotto accusa: la mia interrogazione</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 12:28:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho presentato un&#8217;interrogazione parlamentare (https://goo.gl/qVyjPw) in cui chiedo ai Ministri dell&#8217;economia e delle finanze, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa, di rispondere in merito al rapporto &#8220;Dirty Profits 5&#8243; presentato il all&#8217;organizzazione non governativa Facing Finance, che denuncia la violazione degli standard e delle normative internazionali, sociali ed ecologiche da parte ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="_5wde _n4o">
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<div class="_4gx_">
<div class="_d97" style="text-align: justify;"><span class="_5yl5"><br />
<strong>Ho presentato un&#8217;interrogazione parlamentare (<a href="https://goo.gl/qVyjPw" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://goo.gl/qVyjPw</a>) in cui chiedo ai Ministri dell&#8217;economia e delle finanze, degli affari esteri e della cooperazione internazionale e della difesa, di rispondere in merito al rapporto &#8220;Dirty Profits 5&#8243; presentato il all&#8217;organizzazione non governativa Facing Finance, che denuncia la violazione degli standard e delle normative internazionali, sociali ed ecologiche da parte di aziende e banche europee, mettendo sul banco delle imprese accusate l&#8217;italiana Leonardo.</strong></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/04/int1.jpg"><img class="alignnone wp-image-1320 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/04/int1.jpg" alt="int1" width="655" height="929" /></a>Nel Rapporto (<a href="https://goo.gl/eeZVb2" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://goo.gl/eeZVb2</a>), in particolare, si afferma che la società Leonardo (ex Finmeccanica) svilupperebbe veicoli militari senza pilota e armi potenzialmente autonome per paesi che violano i diritti umani e che si distinguono per violenze contro i civili, come l&#8217;Oman o l&#8217;Arabia Saudita, o che sono coinvolti in conflitti come quello in corso nello Yemen, in cui secondo le stime recentemente fornite dall’ONU dall’inizio del conflitto il bilancio di guerra ha prodotto la morte di oltre 10mila civili, il ferimento di altri 40mila e più di 3 milioni di sfollati.</p>
<p>Secondo il Rapporto, la società Leonardo non sarebbe poi firmataria dell&#8217;United Nations Global Compact, ovvero l&#8217;iniziativa ONU nata per incoraggiare le aziende di tutto il mondo ad adottare politiche sostenibili e nel rispetto della responsabilità sociale d&#8217;impresa e per rendere pubblici i risultati delle azioni intraprese. Inoltre, Leonardo non avrebbe riconfermato il suo sostegno ai &#8220;Principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani&#8221;, a differenza di gran parte delle società esaminate nel Rapporto. Per queste ragioni, almeno 4 grandi investitori internazionali (Delta Lloyd Asset Management, Nordea, Azio e AP7) avrebbero escluso la società italiana dai loro investimenti.</p>
<p>Nell&#8217;interrogazione parlamentare chiedo ai Ministri interessati come valutino la denuncia sollevata da Facing Finance e le implicanze sull&#8217;azienda italiana Leonardo S.p.A., alla luce dell&#8217;art. 41 della nostra Costituzione, che vieta lo svolgimento di attività economica a danno della sicurezza, libertà e dignità umana, ma anche di esercitare una moral suasion nei confronti dell&#8217;azienda italiana affinché sottoscriva rapidamente lo United Nations Global Compact, riconfermando inoltre il proprio sostegno ai &#8220;Principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani&#8221;.</p>
<p>L&#8217;italiana Leonardo S.p.A (ex Finmeccanica), attiva nei settori della difesa, dell&#8217;aerospazio e della sicurezza, è il nono produttore mondiale di tecnologia militare, con una vendita generale di armi per nove miliardi di dollari, tanto da qualificare la stessa, per giro d&#8217;affari, come seconda azienda del settore in Europa. Il Ministero dell&#8217; economia e delle finanze è inoltre il maggiore azionista di riferimento in quanto la sua partecipazione in Leonardo S.p.A è pari al 30,20% delle quote azionarie.</span></div>
<div class="_d97" style="text-align: justify;">Potete leggere il testo integrale dell&#8217;interrogazione qui sotto.</div>
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<h1 class="titoloLeg">Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03590</h1>
</div>
<p>Atto n. 3-03590 <em>(in Commissione)</em></p>
<p>Pubblicato il 16 marzo 2017, nella seduta n. 787</p>
<p><a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29074">COTTI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29061">CAPPELLETTI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29065">CASTALDI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29106">GIARRUSSO</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29140">MONTEVECCHI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29164">PUGLIA</a> &#8211; Ai Ministri dell&#8217;economia e delle finanze, degli affari esteri e della cooperazione internazionale, della difesa e dello sviluppo economico. -Premesso che:</p>
<p>in data 9 febbraio 2017, per il quinto anno consecutivo, l&#8217;organizzazione non governativa &#8220;Facing Finance&#8221; ha presentato il rapporto &#8220;Dirty profits 5&#8243; nel quale si evidenzia come gli impegni volontari assunti da aziende e banche non riescano a prevenire la violazione degli standard e delle normative internazionali sociali ed ecologiche;</p>
<p>il rapporto analizza il rispetto dei diritti umani, dell&#8217;ambiente e degli standard anticorruzione di 14 aziende multinazionali e 5 tra le principali banche europee. Il quadro tratteggiato è preoccupante: i lavoratori vengono sfruttati, la direzione imposta all&#8217;ambiente e al clima sembra precipitare velocemente verso la rovina e la corruzione dilaga;</p>
<p>più nello specifico, il rapporto, redatto con la collaborazione di organizzazioni internazionali come Transparency international, Greenpeace e Human rights watch, rileva che il 64 per cento delle aziende analizzate ha uno o più casi documentati di coinvolgimento nella distruzione dell&#8217;ambiente e del clima. Inoltre, per il 42 per cento delle aziende sono stati documentati casi di corruzione nelle loro operazioni e il 57 per cento è coinvolto in violazioni dei diritti umani;</p>
<p>tra le aziende monitorate da Facing Finance compare l&#8217;italiana Leonardo SpA (ex Finmeccanica), attiva nei settori della difesa, dell&#8217;aerospazio e della sicurezza. La società è il nono produttore mondiale di tecnologia militare, con una vendita generale di armi per 9 miliardi di dollari, tanto da qualificare la stessa, per giro d&#8217;affari, come seconda azienda del settore in Europa dietro il gruppo BAE Systems britannico, mentre le altre maggiori aziende sono statunitensi;</p>
<p>secondo il rapporto &#8220;Dirty profits 5&#8243;, Leonardo svilupperebbe veicoli militari senza pilota e armi potenzialmente autonome per Paesi che violano i diritti umani e che si distinguono per violenze contro i civili, come l&#8217;Oman o l&#8217;Arabia saudita, o che sono coinvolti in conflitti;</p>
<p>il rapporto evidenzia inoltre come la società Leonardo non sia firmataria dell&#8217;United Nations global compact, ovvero dell&#8217;iniziativa ONU nata per incoraggiare le aziende di tutto il mondo ad adottare politiche sostenibili e nel rispetto della responsabilità sociale d&#8217;impresa e per rendere pubblici i risultati delle azioni intraprese;</p>
<p>la società Leonardo non avrebbe poi riconfermato il suo sostegno ai &#8220;principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani&#8221;, a differenza di gran parte delle società esaminate nel rapporto. Per queste ragioni, almeno 4 grandi investitori internazionali (Delta Lloyd asset management, Nordea, Azio e AP7) avrebbero escluso la società italiana dai loro investimenti;</p>
<p>in forza dell&#8217;art. 41 della Costituzione italiana, l&#8217;iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana;</p>
<p>la partecipazione del Ministero dell&#8217;economia e delle finanze in Leonardo è pari al 30,20 per cento delle quote azionarie, tanto da risultare come il maggiore azionista di riferimento;</p>
<p>nel panorama mondiale l&#8217;Italia è uno dei Paesi maggiormente impegnati nella produzione e nella distribuzione d&#8217;arma di elevato contenuto tecnologico,</p>
<p>si chiede di sapere:</p>
<p>se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza del rapporto &#8220;Dirty profits 5&#8243; di Facing Finance;</p>
<p>come valutino i contenuti della denuncia e le implicazioni riguardanti l&#8217;azienda italiana Leonardo SpA, alla luce del dettato costituzionale che vieta lo svolgimento di attività economica a danno della sicurezza, libertà e dignità umana;</p>
<p>se non ritengano, per quanto di competenza, di dover esercitare una moral suasion nei confronti di Leonardo, affinché l&#8217;azienda sottoscriva rapidamente lo United Nations global compact, riconfermando inoltre il proprio sostegno ai &#8220;principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e i diritti umani&#8221;;</p>
<p>per quali motivi nella politica industriale dell&#8217;azienda non sia prevista l&#8217;interruzione della vendita di armamenti verso quei Paesi in stato di conflitto, come lo Yemen, in cui, secondo le stime recentemente fornite dall&#8217;ONU, dall&#8217;inizio del conflitto il bilancio di guerra ha prodotto la morte di oltre 10.000 civili, il ferimento di altri 40.000 e più di 3 milioni di sfollati.</p>
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		<title>&#8220;Le Iene&#8221;, Italia Uno: &#8221; La Pinotti d&#8217;Arabia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 17:29:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Il servizio di Dino Giarrusso andato in onda ieri sera durante la trasmissione Le Iene è scioccante, e soprattutto conferma le nostre preoccupazioni e ribadisce le nostre denunce, già presentate più di un anno fa, a proposito di un coinvolgimento dell’Italia nel transito di ordigni all’Arabia Saudita, che da oltre 19 mesi bombarda indiscriminatamente la ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Il servizio di Dino Giarrusso andato in onda ieri sera durante la trasmissione Le Iene è scioccante, e soprattutto conferma le nostre preoccupazioni e ribadisce le nostre denunce, già presentate più di un anno fa, a proposito di un coinvolgimento dell’Italia nel transito di ordigni all’Arabia Saudita, che da oltre 19 mesi bombarda indiscriminatamente la popolazione yemenita”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, deputati e senatori M5S delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.<iframe src="https://player.vimeo.com/video/188690828" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><a href="https://vimeo.com/188690828">Yemen, Cotti: L&#8217;Italia con mani sporche di sangue</a> from <a href="https://vimeo.com/user46449277">cittadino senatore</a> on <a href="https://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">“Denunce che con il nostro portavoce al Senato, <strong>Roberto Cotti</strong>, abbiamo portato direttamente alla procura di Brescia, che oggi indaga sull’<strong>export di bombe dalla Sardegna all’Arabia</strong>“. “Abbiamo presentato interrogazioni su interrogazioni alla Camera e in Senato senza mai ricevere alcuna risposta nel merito. Quel che si profila oggi, tuttavia, è la possibilità che da parte del ministro della Difesa siano stati compiuti dei reati ministeriali, così come da parte del titolare della Farnesina Paolo Gentiloni, visto che secondo la legge è il ministero degli Esteri che deve rilasciare un’autorizzazione per la vendita di armi a Paesi esteri. Appresa dunque la notizia che la Procura di Brescia ha già aperto un fascicolo sul caso – concludono i 5 Stelle – ci auguriamo che sia anche il Tribunale dei ministri a valutare eventuali responsabilità di Pinotti, Gentiloni e, ovviamente, del premier Matteo Renzi nella vendita di armi a Riyad”.</p>
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		<title>COTTI (M5S): “Pigliaru  si occupa dei poligoni militari solo per chiedere soldi ? ”</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 17:29:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, 3 agosto 2016 – Nel giorno in cui il governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, viene ascoltato dalla Commissione di inchiesta sull’uranio impoverito, trapelano sulla stampa i resoconti dell’audizione del Annibale Biggeri, docente di Statistica medica all’Università di Firenze, e del dirigente dell’Arpas Massimo Cappai. Il primo, senza mezzi termini, denuncia su alcune aree del ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Roma, 3 agosto 2016</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> – Nel giorno in cui il governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, viene ascoltato dalla Commissione di inchiesta sull’uranio impoverito, trapelano sulla stampa i resoconti dell’audizione del Annibale Biggeri, docente di Statistica medica all’Università di Firenze, e del dirigente dell’Arpas Massimo Cappai. Il primo, senza mezzi termini, denuncia su alcune aree del poligono di Teulada un eccesso di patologie e un indice di mortalità doppio rispetto alla media, “perché il Poligono è pieno di sostanze tossiche”. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/08/teulada.jpg"><img class="wp-image-960 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/08/teulada.jpg" alt="teulada" width="650" height="427" /></a>E così Biggeri parla di risultati “clamorosi” e di “catastrofe” che avrebbe subito la popolazione. Il secondo, invece, riferisce del superamento delle soglie di cadmio, piombo, rame e stagno, ma non degli inquinanti più pericolosi. Perché? Semplice, due anni fa il governo Renzi ha equiparato le zone militari ai siti industriali. Effetto dirompente: le soglie di contaminazione del suolo sono state innalzate fino a 100 volte rispetto alle norme vigenti in precedenza. Poi, riferendosi ai famigerati missili Milan al torio 232, ritirati ufficialmente nel 2000 ma continuati ad usare per anni, impunemente, a Teulada, si scopre che 2700 di questi (su un numero complessivo di 4.242) non si sa bene che fine abbiano fatto. Dice Cappai: “Abbiamo provato a chiederlo in tutti i modi, quindi presumiamo che buona parte di questi sia stata recuperata durante le operazioni di bonifica e non sappiamo dove siano stati portati, chi li abbia manipolati, in che condizioni, dove e come, quindi quali siano stati realmente i rischi delle persone che si sono trovate a contatto con questo materiale, probabilmente inconsapevoli dei rischi”. In ultimo, candidamente, Cappai riferisce che a poche centinaia di metri dalle aree che ospitano i cannoneggiamenti e dove il tasso di mortalità è doppio rispetto all’atteso, durante le esercitazioni arriva un’onda d’urto di 80 decibel, il doppio di quanto le leggi consentano. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/10/ur.jpg"><img class="wp-image-559 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/10/ur.jpg" alt="ur" width="400" height="243" /></a>Pronta la reazione del senatore cinquestelle </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Roberto Cotti</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">: “Di fronte all&#8217;evidenza dei problemi di inquinamento nei poligoni militari in Sardegna, anche se finora non sono stati individuati singoli responsabili, considerato il fatto che i Poligoni militari sardi sono utilizzati da forze armate sia italiane che di ogni parte del mondo, sui cui armamenti e munizioni utilizzate non possiamo avere certezza di assenza di conseguenze su salute ed ambiente, chiediamo al Presidente della Regione se ritenga di doversi occupare dei poligoni solo per auspicare contropartite economiche o di altro tipo alla pesante presenza degli stessi nell&#8217;isola, o se non ritenga di dover rivendicare tutta la propria autorevolezza per fermare esercitazioni militari comunque pericolose, liberando, previa adeguata bonifica, la Sardegna da pericoli per la salute e l&#8217;ambiente”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Viene da domandarsi – prosegue Cotti – come mai il presidente Pigliaru, analogamente al suo predecessore Cappellacci, abbia lasciato che il protocollo di intesa Stato-Regione del Marzo 2007 su dismissioni militari (quando l’attuale governatore sardo era assessore) finisse nel dimenticatoio, senza completare l’iter sui beni non più indispensabili alle forze armate. Il dialogo tra Regione Sardegna e ministero della Difesa cosa ha prodotto? A chi dobbiamo attribuire l&#8217;inerzia su nuove dismissioni? E che fine ha fatto la promessa di convocare la Conferenza regionale sulle servitù militari? Ma soprattutto, l’ordine del giorno n. 9, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nel giugno del 2014, quello che impegnava il presidente Pigliaru a raggiungere &#8211; nel quadro dei rapporti tra Stato e Regione – l’obiettivo della graduale dismissione dei poligoni militari, il loro superamento dal punto di vista economico, sociale ed ambientale, assicurando il mantenimento dei livelli occupazionali esistenti, che fine ha fatto? Carta straccia? Due le cose: o si ha la forza, la volontà e le capacità di imporre allo Stato le sacrosante rivendicazioni di un’isola intera, oppure è meglio alzare bandiera bianca lasciando immediatamente il compito ad altri, ben più motivati e attrezzati”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Anche perché non dimentichiamo – conclude Cotti – che nel febbraio 2014, prima che venisse definitivamente approvato il Decreto legge che ha innalzato le soglie degli inquinanti nei poligoni militari a livello di quelle applicate per le aree Industriali, la Regione Sardegna prometteva fiamme e fuoco per fare modificare la norma in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali. Risultato? Zero assoluto, come al solito. Lo ricordo bene: in commissione Difesa del Senato il decreto in questione ha ricevuto il via libera con il voto favorevole del Pd e il mio, unico, contrario. Un partito, il Pd, che guida il Governo, il ministero della Difesa e la Regione Sardegna. Un partito, il Pd, che continua a baloccarsi tra promesse, accordi e patti che mai vedono concreta realizzazione”.</span></span><i> </i></p>
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		<title>Bombe &#8220;made&#8221; in Sardinia, è scandalo anche in Germania: inchiesta di ARD, tv pubblica tedesca</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 13:55:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; scandalo internazionale per le bombe ardo-tedesche fabbricate a Domusnova, in Sardegna, vendute dall&#8217;Italia all&#8217;Arabia Saudita e usate dalla stessa nella guerra civile in Yemen.L&#8217;intero video in lingua originale tedesca potete visionarlo qua sopra. Il programma d&#8217;inchiesta e informazione nel quale è andato in onda si chiama REPORT, ed è stato trasmesso ieri sera alle ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/fmkKc7UYsBI" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; scandalo internazionale per le bombe ardo-tedesche fabbricate a Domusnova, in Sardegna, vendute dall&#8217;Italia all&#8217;Arabia Saudita e usate dalla stessa nella guerra civile in Yemen.<strong>L&#8217;intero video in lingua originale tedesca potete visionarlo qua sopra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/cotti5.jpg"><img class="alignnone wp-image-798 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/cotti5.jpg" alt="cotti5" width="973" height="512" /></a>Il programma d&#8217;inchiesta e informazione nel quale è andato in onda si chiama<strong> REPORT</strong>, ed è stato trasmesso ieri sera alle 21.45.Nel servizio foto e documenti esclusivi. <strong>Roberto Cotti senatore M5S,</strong> è  primo parlamentare che ha sollevato il caso in Italia, è stato intervistato dalla tv tedesca.Le guerre causano la tragedia dei rifugiati, è una verità lapalissiana. Eppure, le armi vengono consegnate dai paesi dell&#8217;UE in zone di guerra. Tra le altre cose, per le forniture di armi in Arabia Saudita, le aziende del settore sfruttano il fatto che non esista una politica comune e unitaria sulle esportazioni di armi all&#8217;interno dell&#8217;UE. Lo scandalo delle bombe italo-tedesche (fabbricate in Sardegna, a Domusnovas), con l&#8217;intervista al portavoce e senatore del M5S Roberto Cotti. Il programma d&#8217;inchiesta e informazione nel quale è andato in onda si chiama <strong>REPORT</strong>. Il servizio (6 minuti) è stato trasmesso alle 21.45 dell&#8217;8 marzo 2016 su ARD, primo canale pubblico in Germania (analogo a RAI 1) .Nel servizio foto e documenti esclusivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/cotti4.png"><img class="alignnone wp-image-797 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/cotti4.png" alt="cotti4" width="963" height="525" /></a></p>
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		<item>
		<title>Casaleggio e Grillo (M5S)  contro la guerra.Bloccare armi e finanziamenti all&#8217;Isis.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 15:51:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[                                   Gianroberto Casaleggio (M5S):&#8221;  L&#8217;Isis è figlio di guerre insensate &#8221; . Georges Abou Khazen (vicario apostolico di Aleppo): &#8220;L&#8217;Isis è un&#8217;invenzione dell&#8217;Occidente&#8221; .                                   ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Y4euHrUWu4o" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>                                   Gianroberto Casaleggio (M5S):&#8221;  L&#8217;Isis è figlio di guerre insensate &#8221; .</strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/qwe-NUhkCTY" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Georges Abou Khazen (vicario apostolico di Aleppo)</strong>: &#8220;L&#8217;Isis è un&#8217;invenzione dell&#8217;Occidente&#8221; .<br />
<strong> <iframe src="https://www.youtube.com/embed/zilD8IGleX8" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></strong><br />
<strong>                                   Beppe Grillo (M5S) e la NATO.</strong></p>
<h1 style="text-align: justify;">Il M5S è vicino alle famiglie delle vittime, alla Francia, a tutto il popolo francese, colpito venerdì da un attacco terribile, che deploriamo con fermezza.</h1>
<h1 style="text-align: justify;">Occorre bloccare la vendita e produzione di armi dall&#8217;Italia, tagliare ogni finanziamento diretto e indiretto ai terroristi dell&#8217;Isis .</h1>
<h1><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/10/bombe3.png"><img class="wp-image-622 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/10/bombe3.png" alt="bombe3" width="738" height="264" /></a></h1>
<h1 style="text-align: justify;">Stop alla vendita di missili e armi dalla Sardegna all&#8217;Arabia Saudita.</h1>
<h1 style="text-align: justify;"></h1>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: justify;"><strong>-Sorial Girgis Giorgio(M5S)-</strong></h1>
<h1 style="text-align: justify;"><strong>-16 novembre 2015-Intervento alla Camera dei Deputati</strong></h1>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/11/sorial.png"><img class="aligncenter wp-image-713 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/11/sorial.png" alt="sorial" width="702" height="360" /></a>Gli attacchi di Parigi sono stati terribili e hanno scosso la coscienza e la percezione di ognuno di noi. Nella capitale francese è stata realizzata una vera e propria azione militare con un commando specificatamente addestrato e pronto a morire.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attacchi di Parigi sottolineano ormai quanto siano deboli e facilmente attaccabili i sistemi occidentali, incerti e fortemente divisi sulle forme di contrasto al terrorismo e il nostro Paese, con il Giubileo alle porte, rischia oggi di divenire il primo bersaglio dei<br />
fondamentalisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se i fatti di Parigi rappresentano l&#8217;11 settembre europeo, quel che è certo è che occorre rispondere in modo totalmente diverso da come si è risposto dopo l&#8217;11 settembre statunitense. Da quando si è dichiarata una guerra totale al terrore, il questo è proliferato: i dati del Global Terrorism Index rivelano che le vittime del terrorismo sono quintuplicate dagli attacchi alle Torri Gemelle e nonostante i 4.400 miliardi di dollari spesi nelle guerre in Iraq, Afghanistan e in altre aree di crisi sono nate nuove sigle jihadiste.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 45 anni, sempre secondo il Global Terrorism Index, l’80% delle organizzazioni terroristiche è stato neutralizzato grazie al miglioramento della sicurezza e alla creazione di un processo politico finalizzato alla risoluzione dei problemi che erano alla base del sostegno ai gruppi terroristici. Appena il 7% è stato invece eliminato dall’uso diretto della forza militare.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attentati di Parigi e i loro esecutori dimostrano ancor di più che il terrorismo 2.0 si affronta internamente, non facendo alzare in volo un F35. L&#8217;Italia, ancor prima degli attentati di Parigi, aveva un disperato bisogno di sicurezza. Le forze dell&#8217;ordine sono sotto organico e mal equipaggiate. Le risorse sprecate in cacciabombardieri difettosi (ben 13 miliardi di euro) e in una guerra inutile, oltretutto persa, come quella in Afghanistan, vanno investite in sicurezza interna.</p>
<p style="text-align: justify;">La sicurezza è un investimento, non solo una voce di bilancio. Oltre alle forze dell&#8217;ordine è l&#8217;intelligence che necessita di sostegni ulteriori, anche attraverso la formazione di corpi d&#8217;élite.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo tutti che oggi non c&#8217;è una soluzione immediata al terrorismo, ma sappiamo anche che il terrorismo è una macchina che va a benzina. Per togliergli la benzina occorre da un lato lavorare sul traffico di armi e dei finanziamenti ad ISIS e contemporaneamente spegnere, uno ad uno, i focolai che alimentano il jihad dandogli forza di propaganda utile nel reclutamento di nuovi miliziani.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia deve:</p>
<p style="text-align: justify;">1. Ripristinare i fondi che il governo ha tagliato alle forze dell&#8217;ordine e dare maggiore sostegno all&#8217;intelligence.</p>
<p style="text-align: justify;">2. Interrompere ogni rapporto e sanzionare tutti quei Paesi che (direttamente e indirettamente) sostengono il jihad. In particolare le monarchie del Golfo (su tutti Arabia Saudita), che contribuiscono a finanziare in modo illegittimo milizie jihadiste con la compiacenza dell&#8217;Occidente. A Riad è in vigore la &#8220;sharia&#8221; così come a Raqqa, quartier generale dell&#8217;Isis. A Riad le donne non possono guidare, non hanno alcun diritto, è in vigore la pena di morte, la fustigazione, ma nel nostro governo nessuno sembra stupirsi, neppure quando all&#8217;Arabia Saudita viene concessa la guida del consiglio dei diritti umani dell&#8217;Onu. Non sembra stupirsi nemmeno Matteo Renzi, che solo pochi giorni fa era in visita proprio a Riad.</p>
<p style="text-align: justify;">3. L&#8217;Italia deve: varare subito una moratoria sulla vendita di armi ai Paesi coinvolti in conflitti, anche indirettamente, anche in guerre per procure come quella siriana (sono stati dati diritti alle merci, tra cui le armi e tolti alle persone. Oggi vogliono limitare la libertà delle persone ma non quella delle armi).</p>
<p style="text-align: justify;">4. Rafforzare le nostre frontiere: siamo la porta di ingresso in Ue, l&#8217;Italia è sottoposta a rischi maggiori. Servono maggiori controlli, controlli efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;">5. Introdurre misure volte alla prevenzione del terrorismo, misure atte ad avviare processi di de-radicalizzazione, che nel decreto Alfano sono assenti. Non possiamo sempre reagire, bisogna anticipare l&#8217;ipotesi di attacchi. Non sarà un aumento delle pena di carcere a convincere un kamikaze a non farsi saltare in aria in una piazza.</p>
<p style="text-align: justify;">VANNO ALTRESI&#8217; SPENTI I FOCOLAI CHE ALIMENTANO LA PROPAGANDA JIHADISTA.</p>
<p style="text-align: justify;">LA STABILITA&#8217; IN MEDIORIENTE E&#8217; LA CONDIZIONE NECESSARIA PER SCONFIGGERE IL TERRORISMO.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi:<br />
-Ritiro immediato delle truppe italiane dall&#8217;Afghanistan.<br />
Ogni militare che si trova in una inutile missione all&#8217;estero è un uomo in divisa in meno a difesa del nostro territorio e dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">-Coinvolgere nel processo diplomatico attori cruciali ma finora rimasti al margine del dibattito internazionale, come Lega araba e Unione africana.<br />
I governi europei finora hanno portato avanti iniziative di politica estera non considerando gli interessi e le volontà dei propri popoli. Anziché colpire il terrorismo e salvaguardare la sicurezza e le frontiere d&#8217;Europa, hanno garantito interessi privati delle multinazionali e perseguito altri obbiettivi. La situazione sta precipitando ed è necessario un cambiamento di rotta drastico e immediato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la responsabilità degli attentati in Francia è dell&#8217;ISIS e l&#8217;obiettivo comune è smantellare l&#8217;organizzazione dello Stato Islamico nel territorio in cui si è insediato in Siria e Iraq, si inizi con l&#8217;individuare e il punire chi compra il loro petrolio, con i proventi del quale finanziano la loro struttura e le attività terroristiche in tutto il mondo. Stime indicano che si tratta di 500 milioni di euro ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi finanzia i terroristi va considerato loro pari.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Europa deve riconoscere come suo alleato qualsiasi Paese mostra il chiaro interesse di combattere il terrorismo, compresa la Russia. L&#8217;Italia e i Ventotto devono innanzitutto revocare le sanzioni sancite nei confronti di Mosca per facilitare il percorso di cooperazione e lo svolgimento delle attività diplomatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo italiano ha il dovere di agire per garantire la sicurezza interna dei cittadini italiani, ma FINORA HA DIMOSTRATO DI NON AVER ALCUNA CREDIBILITÀ. Quanto detto sino ad ora, gentili colleghi, è infatti la sintesi di atti parlamentari già depositati dal M5S alla Camera e in Senato, che ci auguriamo questo governo sostenga.</p>
<p style="text-align: justify;">Colgo infine occasione per ribadire la ferma condanna del M5S ad ogni forma di violenza, odio e terrore, nonché la nostra vicinanza al popolo francese e a tutti nostri connazionali coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci stringiamo attorno al dolore della famiglia di Valeria Solesin, alla quale dedichiamo il nostro più profondo rispetto, pensiero e saluto.</p>
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		<title>Esercitazione Nato Trident Juncture 2015: ennesima violenza alla Sardegna</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 07:20:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, Senato della Repubblica, 21 ottobre 2015 Esercitazione Nato Trident Juncture 2015, di seguito quanto dichiarato in Senato dal portavoce cinquestelle Roberto Cotti. “Siamo dinanzi all’ennesima esercitazione alla violenza, perpetrata utilizzando, tra gli altri, il territorio della mia terra: la Sardegna. Perché da decenni la Sardegna viene usata per scopi di vera e propria preparazione ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Roma, Senato della Repubblica, 21 ottobre 2015</strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/RyB0NotP-74" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esercitazione Nato Trident Juncture 2015, di seguito quanto dichiarato in Senato dal portavoce cinquestelle Roberto Cotti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Siamo dinanzi all’ennesima esercitazione alla violenza, perpetrata utilizzando, tra gli altri, il territorio della mia terra: la Sardegna. Perché da decenni la Sardegna viene usata per scopi di vera e propria preparazione di eventi bellici, senza che chi governa e chi ha governato a Roma ed a Cagliari riescano a spiegare alla popolazione quali siano gli scopi diretti ed indiretti di questa attività? In questi giorni vediamo svolgersi una esercitazione che si inserisce in una incessante attività bellica, devastante dal punto di vista ambientale e della salute dei militari e della popolazione civile, ma soprattutto inaccettabile dal punto di vista etico, perché prepara le nostre ed altrui forze a sbarchi, cannoneggiamenti e bombardamenti che nulla hanno a che fare con la difesa del nostro territorio, ma piuttosto con la preparazione all’invasione di territori altri e alle aggressioni di popoli lontani, mai in grado di minacciare i nostri cittadini, a casa nostra. Perché nessuno ha mai voluto calcolare i reali costi sopportati dall’Isola per via di questa incessante attività di preparazione bellica, considerando il mancato avvio di attività economiche incompatibili con le manovre militari? Nonostante la mancanza di studi precisi e divulgati pubblicamente, ci vuol poco a capire che i costi sopportati dalla Sardegna, per queste attività, per questa coloniale occupazione del nostro territorio, sono enormemente superiori a quelli che verrebbero sopportati andando a svolgere le stesse attività in qualche parte desertica del nostro pianeta, sempre che si riesca a dimostrare che queste esercitazioni servano alla sicurezza di qualcuno, e non ad aggravare i problemi di sicurezza mondiale”.<br />
“Fa riflettere il fatto – conclude il senatore Cotti – che quando si tratta di contestare questo tipo di attività, violente e colonialiste, politici sardi di opposti schieramenti si ritrovino associati tra loro, ma non con il Movimento di cui fa parte il sottoscritto, evidentemente uniti dal fallimento dei vari governi regionali che a turno si sono alternati nel contrastare, più o meno debolmente, ma comunque debolmente, i loro riferimenti governativi romani. L’esercitazione Trident Juncture, prova muscolare di un modello di difesa pericoloso quanto obsoleto, è l’ennesimo atto di arroganza di poteri militaristi internazionali, che colpisce le incolpevoli popolazioni di Sardegna, ai cittadini che tengono ad una convivenza civile non rimane che protestare, come faranno i sardi in prossimità della base militare di Teulada i prossimi 31 Ottobre e 3 Novembre”.</p>
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