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	<title>Sito ufficiale di Roberto Cotti &#124; Portavoce del MoVimento 5 Stelle - Senatore della Repubblica Italiana &#187; Poligoni militari</title>
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		<title>Devo una risposta ai tantissimi amici e sostenitori del M5s&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Feb 2018 16:06:53 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Devo una risposta ai tantissimi amici e sostenitori del M5s che hanno chiesto come mai non ero tra i candidati delle &#8220;parlamentarie&#8221; del Movimento.</p>
<p>In queste settimane mi hanno cercato in tanti e mi scuso anche coi giornalisti corretti ed in buona fede, ma per me era indispensabile attendere, non disponendo prima di elementi utili a valutare l’accaduto.</p>
<p>Non potevo approfittare di occasioni di incontro pubblico del Movimento (raduno di Pescara, appuntamenti elettorali), per es<span class="text_exposed_show">ternare mie considerazioni, che avrebbero potuto intralciare le previste comunicazione del Movimento, tanto più che sarei stato oggetto di tentativi di creare forzatamente conflitti tra me ed il Movimento, a vantaggio di forze politiche avversarie.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">La mia esclusione, comunque, non è avvenuta per ipotetiche mie incompatibilità alla candidatura (non c&#8217;erano 5 anni fa e, nel frattempo, il mio curriculum non è mutato; la mia fedina penale è sempre immacolata. Non è avvenuta neanche per motivi politici, quali mie posizioni sulle politiche della Difesa. Nè è avvenuta per problemi relativi a mie rendicontazioni e restituzioni dell’eccedenza di stipendi e diaria, assolutamente regolari.<br />
La mia esclusione, i cui dettagli mi saranno comunicati solo dopo le elezioni, non può che derivare da segnalazioni legate a divergenze sulla gestione del Movimento in Sardegna, su cui non mi sembra il caso di soffermarmi ora. Del resto le regole del Movimento consentivano ampia discrezionalità dello staff nel scegliere chi far partecipare a questa tornata elettorale.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Pur non avendo ritenuto opportuna l’esclusione mia e di tanti altri potenziali candidati, credo che i destini del nostro Paese siano ben più importanti di una carriera parlamentare personale, e la necessità di una svolta a 5 Stelle rimane un obiettivo troppo importante per distrarci con questioni di organizzazione interna.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Come sanno i miei colleghi e lo stesso Luigi Di Maio, continua e continuerà il mio appoggio e la mia partecipazione al Movimento 5 Stelle, anche senza cariche e stipendi, come del resto avevo pubblicamente annunciato quando ho messo a disposizione del M5s la mia ricandidatura per le &#8220;parlamentarie&#8221;.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show"><br />
Il 4 Marzo buon voto 5 Stelle a tutti!<br />
Roberto Cotti, portavoce M5S (senatore uscente)</span></p>
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		<title>Pochi spiccioli per le bonifiche nei poligoni</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 16:23:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ospitato nella pagina degli &#8220;interventi&#8221; de La Nuova Sardegna - Negli ultimi giorni, complice l&#8217;accordo sulle servitù militari, si è fatto un gran parlare di bonifiche ambientali nei poligoni militari della Sardegna. Intanto, in quell&#8217;accordo, di certezze sulle risorse finanziarie non v&#8217;è ombra alcuna, solo impegni di massima. Poi, con riferimento a quanto ancor prima ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Ospitato nella pagina degli &#8220;interventi&#8221; de La Nuova Sardegna -</strong></em></p>
<p>Negli ultimi giorni, complice l&#8217;accordo sulle servitù militari, si è fatto un gran parlare di bonifiche ambientali nei poligoni militari della Sardegna. Intanto, in quell&#8217;accordo, di certezze sulle risorse finanziarie non v&#8217;è ombra alcuna, solo impegni di massima. Poi, con riferimento a quanto ancor prima pubblicamente annunciato, con spropositata enfasi, in sede di approvazione della legge di stabilità, la cosiddetta bonifica dei poligoni riguarderà solo il futuro, non il pregresso. Su questa parte, i 12,5 milioni di euro promessi dalla ministro Pinotti fanno sorridere, anche se sommati ai precedenti 26, peraltro già impegnati e in parte spesi. Si tenga  conto, tanto per fare un paragone, che a Vieques gli Stati Uniti sono al lavoro dal 2003 per bonificare un poligono militare dell&#8217;estensione di 55 Kmq (quello di Teulada si estende per 72 Kmq), con uno stanziamento di oltre 500 milioni di dollari. Con i pochi milioni di euro promessi dalla ministro Pinotti si potranno raccogliere giusto le cartucce e i rottami di munizionamento dal terreno, che poi vorrebbe dire fare semplice pulizia, non bonifica ambientale. Per non parlare della Maddalena. Anche qui briciole. Con la firma del Patto per la Sardegna, a Cagliari, nel 2016, lo Stato ha reso disponibili  4,1 milioni per il completamento delle opere di bonifica dello specchio acqueo relativo all’ex arsenale e 5 milioni per il completamento delle attività di bonifica delle aree esterne alla Darsena militare. Stiamo aspettando l’inizio dei lavori.</p>
<p>Il nodo delle bonifiche è ben altro. Intanto bisogna verificarne la possibilità materiale, pur in presenza di adeguate risorse. A tale proposito, preliminarmente, ricordo che nel luglio del 2016, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito,  il dirigente dell’Arpas, Massimo Cappai, ebbe ad illustrare i risultati di una indagine sul Poligono di Teulada, soffermandosi sul problema dei rifiuti presenti nell&#8217;area. Bene, a chi gli chiedeva se fosse possibile la bonifica della famigerata zona Delta (area che nel corso dei decenni è stata utilizzata per accumulare materiale inesploso), Cappai rispose: &#8220;E&#8217; pericoloso, antieconomico&#8221;. Per poi aggiungere: “Le autorità del Comando del Poligono hanno definito l’area come una zona nella quale non vale più la pena di eseguire bonifiche&#8221;.</p>
<p>Secondariamente, vorrei fare presente che le bonifiche, tanto più nei poligoni militari, si fanno quando viene conclamato e certificato un inquinamento. Ciò in base a specifici criteri di legge, certamente non per il supporto di promesse, proclami o accordi dell’ultima ora in salsa elettorale. Mi spiego. Forse i più hanno dimenticato il famigerato decreto legge &#8220;Ambiente protetto&#8221; (n.91 del 24 giugno 2014), poi convertito in legge? Ebbene, con quella legge il Governo ha parificato le soglie di tollerabilità delle sostanze inquinanti presenti nei siti militari a quelle previste per l&#8217;industria. Insomma, quella legge ha consentito che nelle aree militari i limiti di inquinamento possano essere superati anche di cento volte rispetto alla normativa precedente. Quindi, anche volendo, non si può bonificare qualcosa non classificabile come inquinante. A favore di quella norma votarono i parlamentari di Pd, Centro democratico e Riformatori, gli unici contrari il M5s e Sel. Quando sollevai il problema, in commissione Difesa, prima dell&#8217;Aula, un collega del Pd sostenne che si trattava di fissare delle soglie di contaminazione nelle aree militari non previste, mentre, in realtà, prima di questa norma quelle aree erano di fatto equiparate a zone naturali. Solo il movimento 5 stelle si oppose a quella legge ambientalmente infausta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/COTTI_NUOVA.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2417" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/COTTI_NUOVA.png" alt="COTTI_NUOVA" width="946" height="920" /></a></p>
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		<title>Sardegna, servitù militari: il Consiglio  regionale dà via libera ad accordo al ribasso</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Dec 2017 19:40:10 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Grave passo falso della Regione e di una classe </strong><strong>politica miope che ha svenduto le ragioni di un popolo. </strong></p>
<p>Siamo tornati indietro di 10 anni, in senso peggiorativo rispetto  al protocollo d&#8217;intesa siglato con la Difesa nel marzo del 2007 (QUI: <a href="https://goo.gl/gRb9Tj">https://goo.gl/gRb9Tj</a>   <a href="https://goo.gl/hnMwLq">https://goo.gl/hnMwLq</a>), che produsse pochi risultati nonostante l&#8217;elevato numero di beni militari dichiarati dismissibili. Se poi dovessimo raffrontare l’elenco, le dimensioni, il numero e la qualità delle ipotetiche dismissioni contenute nel “Protocollo d’intesa Pigliaru”, tanto sbandierato in questi giorni come “storico” dal presidente della Regione, rispetto all’accordo definitivo sottoscritto da Soru nel 2008 (QUI: <a href="https://goo.gl/HnhpEk">https://goo.gl/HnhpEk</a> <a href="https://goo.gl/vsHXAR">https://goo.gl/vsHXAR</a>), sarebbe fin troppo facile etichettare come vero e proprio inganno dei sardi quanto oggi approvato dal Consiglio regionale. Infatti, è facilmente rilevabile come la grandissima parte dei beni del 2008 che si voleva trasferire alla Regione (per un valore all&#8217;epoca stimato in oltre 200 milioni di euro), siano ora spariti come d’incanto dalla bozza di intesa che si vuole sottoscrivere con il governo Gentiloni. Un&#8217;intesa sulle briciole, quindi. Dire che comunque ogni concessione sia meglio di niente, non serve a rilanciare con forza l&#8217;idea di liberare le nostre  terre dalle servitù militari, per un utilizzo civile, produttivo, ambientalmente ed eticamente sostenibile. Il via libera alla sottoscrizione del protocollo d’intesa sulle servitù militari è un grave passo falso della Regione e di una classe politica miope che ha svenduto le ragioni di un popolo sull’altare del proprio interesse e futuro politico, per non dire prossimo elettorale. Cinquant&#8217;anni di battaglie e rivendicazioni buttati alle ortiche, vergogna.</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/io-non-posso-entrare.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2313" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/io-non-posso-entrare.jpg" alt="io-non-posso-entrare" width="812" height="540" /></a></p>
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		<title>Poligoni militari, accordi per tutela salute e ambiente: due anni di chiacchiere ma nessun risultato</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Dec 2017 18:04:53 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Roma, 11 dicembre &#8211;  </strong>Il re è nudo. O meglio, fa orecchie da mercante. I ministri della Difesa e dell’Ambiente li definirono e salutarono come &#8220;importanti e strategici strumenti&#8221; per verificare che tutto fosse a norma per la salute e sicurezza dei cittadini e dell’ambiente, ma ora, grazie ai documenti che ho potuto acquisire, si scopre che a distanza di 2 anni e mezzo si è ancora al punto di partenza. Sono infatti 17 i documenti  che ho ricevuto dal Ministero dell’Ambiente e dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) a seguito delle richieste di accesso agli atti formalizzate sul finire dell’ottobre scorso. A dir poco imbarazzanti.</p>
<p>Dai documenti si evince il grave e poco collaborativo comportamento della Difesa, benchè la stessa, più volte, sia stata sollecitata dal ministero dell’Ambiente ad adempiere ai compiti pattuiti. L&#8217;impegno all’epoca fu solenne. Si disse: “Aumentiamo i controlli ambientali e la trasparenza nelle aree ed esercitazioni militari, crediamo che questo vada nell&#8217;interesse dell&#8217;ambiente e dei cittadini”. Ebbene, a distanza di anni i risultati sono pari a zero, solo chiacchiere”.</p>
<p>I documenti più importanti sono quelli  classificati All.1; All.1d; All.1_f e All.3c/bis. Da questi è possibile capire come dai questionari predisposti dal ministero dall’Ambiente (e maldestramente compilati dalla Difesa) siano emerse criticità, anomalie, mancanze sul piano formale e del merito. Il ministero dell’Ambiente, nonostante abbia sollecitato più volte la Difesa a volere rimediare sugli stessi, non ha ancora ottenuto soddisfazione, tanto che non è stato possibile redigere nei tempi stabiliti la prevista Relazione annuale sullo stato di “salute” dei poligoni militari.</p>
<p>In particolare, rispondendo ai miei quesiti,   il ministero dell’Ambiente scrive: “Non si hanno al momento elementi in merito ai controlli di radioattività ambientale, che potranno essere valutati solo una volta forniti dal ministero della Difesa”. Poi: “Non sono ancora state condivise metodologie specifiche relative all’effettuazione dei rilievi e delle misurazioni nei siti interessati, da parte dei competenti organi tecnici della Difesa”. E in ultimo: “Pur dovendosi prevedere che la parte più sostanziosa ed utilmente sfruttabile del suddetto Protocollo d’intesa sia ancora da concretizzare all’esito dell’acquisizione di un quadro situazionale completo, ancora non raggiunto”.</p>
<p>“Ma la cosa più allarmante si rileva nei verbali di riunione tra i ministeri Ambiente e Difesa del 30 novembre 2016 e dell’11 luglio 2017. Nel primo si apprende che il rappresentante della difesa ha lamentato (testuale) “la difficoltà derivante dalla necessità di trattare le questioni e tematiche ambientali dei poligoni militari con diversi interlocutori istituzionali, segnatamente varie Autorità regionali e locali, che sono tra loro di diverso orientamento e sensibilità sulle questioni trattate”. Nel secondo si può leggere l’intervento di un tecnico del ministero dell’Ambiente che (testuale) “fa rilevare la specifica criticità inerente ai dati forniti sui monitoraggi della radioattività; richiede poi di avere dei riferimenti nominativi degli autori del monitoraggio, comunicando che i dati, una volta riveduti e corretti, potranno essere inseriti nella pertinente banca dati nazionale. Richiede altresì specifiche informazioni sulla mancanza di dati di monitoraggio negli ultimi anni per il P.I.S.Q. (Poligono Interforze del Salto di Quirra”.</p>
<p>Non meno imbarazzante è la risposta che ho ricevuto dall’ISPRA. In questo caso chiedevo notizie sullo stato di esecuzione di un altro accordo (in quel caso firmato dallo Stato maggiore dell&#8217;Esercito),  del  2016, per la collaborazione in materia di tutela ambientale. Ebbene, dei tre passaggi previsti dalla convenzione per rimuovere i residuati dal mare di Capo Teulada tutto è ancora fermo: per arrivare alla fase della bonifica vera e propria ci vorranno almeno altri due anni.</p>
<p>C’è  qualcuno, in Sardegna, che ancora crede ai pezzi di carta sottoscritti dai massimi livelli istituzionali, agli accordi di programma, ai protocolli in difesa dell’ambiente e della salute dei sardi? O paura di sì, ad iniziare da viale Trento. La realtà è ben diversa, ora anche documentabile: la Difesa continua a farsi beffe della Sardegna. Impunemente. E’ sarebbe ora di dire basta.</p>
<p>QUI L&#8217;ACCORDO QUADRO: <a href="https://goo.gl/weLqQX">https://goo.gl/weLqQX</a> &#8211;</p>
<p>QUI IL PROTOCOLLO D&#8217;INTESA: <a href="https://goo.gl/3xsvBJ">https://goo.gl/3xsvBJ</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/premessa.png"><img class="alignnone size-large wp-image-2308" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/premessa-1024x864.png" alt="premessa" width="620" height="523" /></a></p>
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		<title>Sardegna, indennizzi servitù militari: è perenzione, ma non si sa la responsabilità</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Dec 2017 17:35:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sardegna, indennizzi servitù militari 2010-2014: la ministro della Difesa conferma la perenzione ma non chiarisce le responsabilità. E la Regione Sardegna? &#8220;Faccia richiesta&#8221;. Sulla riduzione del 10% degli indennizzi futuri per la Sardegna, dice: &#8220;Non è una scelta discrezionale ma dettata da parametri condivisi con le Regioni&#8221; Roma, 6 dicembre 2017 – La ministro della ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sardegna, indennizzi servitù militari 2010-2014: la ministro della Difesa conferma la perenzione ma non chiarisce le responsabilità. E la Regione Sardegna? &#8220;Faccia richiesta&#8221;. Sulla riduzione del 10% degli indennizzi futuri per la Sardegna, dice: &#8220;Non è una scelta discrezionale ma dettata da parametri condivisi con le Regioni&#8221;</p>
<p><strong>Roma, 6 dicembre 2017</strong> – La ministro della Difesa Roberta Pinotti ha risposto oggi alla Camera (Question Time) ad una interrogazione che chiedeva spiegazioni sui gravi ritardi di corresponsione degli indennizzi per le servitù militari della Sardegna,  destinati, in particolare, agli enti locali. La ministro ha quindi confermato quanto denunciato nelle settimane scorse dal presidente del Comitato misto paritetico (Comipa) della Sardegna, il generale Gian Domenico Pintus, ovvero la perenzione delle risorse riconducibili agli  anni 2010-2014. Tali fondi, ha detto la Pinotti, potranno però essere recuperati se la Regione Sardegna ne farà richiesta, secondo regolare procedura.</p>
<p>&#8220;Restano misteriose le responsabilità che hanno portato alla perenzione degli indennizzi 2010/2014 per le servitù militari della Sardegna, decretando così l&#8217;impossibilità materiale di accreditare queste fondamentali risorse agli enti locali, al fine di un loro utilizzo, obbligatorio,  per la realizzazione di opere pubbliche. Infatti, la ministro si è ben guardata dal fornire risposte in merito. Forse perchè sul banco degli imputati sarebbe finita la Regione Sardegna?&#8221;.</p>
<p>Così il senatore del M5S Roberto Cotti, che aggiunge: &#8220;Sull&#8217;altra questione che di recente ha occupato la cronaca locale, cioè la riduzione del 10% degli stessi indennizzi per la Sardegna, la Pinotti ha chiarito che &#8220;non è stata una scelta discrezionale, ma dettata da parametri condivisi con le Regioni&#8221;. Complimenti. Quindi anche con la Regione Sardegna? Oppure la stessa può rivendicare, con qualche formale e documentabile atto ufficiale, di avere manifestato contrarietà in merito? Attendiamo fiduciosi una replica, un chiarimento, un segnale di vita da viale Trento. Chè, nel mentre, invitiamo a volere inoltrare rapidamente domanda per riportare a casa gli indennizzi passati che si è lasciata sfuggire&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Esercitazioni e scuola: stucchevole polemica di FI</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Mar 2017 19:08:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, 24 marzo 2017 – Scuole italiane, la Difesa ufficializza da anni, de facto, una nuova figura: quella del militare-formatore, ma Forza Italia non lo sa. E infatti, coi senatori Alicata, Gasparri e il cagliaritano Floris, si lancia contro gli antimilitaristi, con un’interrogazione sull’evento promosso nel liceo scientifico di Olbia “Lorenzo Mossa”, dal titolo: “Sardegna, ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Roma, 24 marzo 2017 – Scuole italiane, la Difesa ufficializza da anni, de facto, una nuova figura: quella del militare-formatore, ma Forza Italia non lo sa. E infatti, coi senatori Alicata, Gasparri e il cagliaritano Floris, si lancia contro gli antimilitaristi, con un’interrogazione sull’evento promosso nel liceo scientifico di Olbia “Lorenzo Mossa”, dal titolo: “Sardegna, terra di bombe e di cannoni”. </b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/10/fotoro.jpg"><img class="aligncenter wp-image-584 size-large" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/10/fotoro-1024x576.jpg" alt="fotoro" width="620" height="348" /></a>Una polemica veramente stucchevole. La colpa degli antimilitaristi? Avere intrattenuto nel liceo olbiese un centinaio di ragazzi, a cui è stato spiegato cosa succede nelle esercitazioni in Sardegna. A nulla è valso l’intervento, in replica, del dirigente scolastico (un ex militare) che aveva approvato l’iniziativa, il quale ha detto che i relatori portavano, sì, posizioni radicali, ma “sono stati tutti correttissimi, evitando la tentazione di propagandismo e proselitismo”. La verità? Semplice: c’è da stupirsi degli allarmi su un innocuo incontro scolastico, di natura informativa, mentre da anni, nel nostro Paese, le caserme continuano a invitare e ad accogliere scolaresche (scuole primarie comprese, cioè bambini e bambine di sei-dieci anni), magari per poter far provare ai visitatori pistole e fucili ad aria compressa (ed altro ancora), come di recente ha denunciato lo stesso TG3. (link al video: </b></span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://youtu.be/Jg8Wkeu-zGA"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>https://youtu.be/Jg8Wkeu-zGA</b></span></span></a></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>). Su queste pratiche si tace. Forza Italia in primis. Perché?</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><i>Info e contatti</i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><i>Ufficio Senato</i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><i>06.67063068</i></span></span></p>
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		<title>Poligoni e servitù militari, la Camera affossa la volontà popolare</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 18:06:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, 9 febbraio 2017 – Il 7 agosto del 2008 i rappresentanti del Comitato promotore della Legge di Iniziativa Popolare su trattati internazionali, basi e servitù militari, consegnarono al Parlamento italiano migliaia di firme di cittadini, raccolte in centinaia di banchetti, incontri, conferenze e manifestazioni. La proposta di legge, tenuta chiusa in un cassetto per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Roma, 9 febbraio 2017 – </b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il 7 agosto del 2008 i rappresentanti del Comitato promotore della Legge di Iniziativa Popolare su trattati internazionali, basi e servitù militari, consegnarono al Parlamento italiano migliaia di firme di cittadini, raccolte in centinaia di banchetti, incontri, conferenze e manifestazioni. La proposta di legge, tenuta chiusa in un cassetto per circa 9 anni, solo grazie all&#8217;interessamento e impegno del M5S, che ne ha condiviso i contenuti, è riuscita ad arrivare in Aula, dopo che le forze di maggioranza hanno cercato di bloccarne l&#8217;iter in Commissione. Oggi, dopo tanti anni, l&#8217;epilogo: la Camera ne ha affossato il contenuto con due emendamenti soppressivi di tutti gli articoli. Il risultato ottenuto è che oltre 62.000 persone, decine di comitati pacifisti, nonviolenti e ambientalisti, centinaia di famiglie colpite da malattie relative alle polveri legate alle esercitazioni militari, tutto è stato spazzato via con un colpo di spugna del PD, della Lega Nord e di Forza Italia. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">&#8220;Un&#8217;occasione persa per la </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Sardegna</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> &#8211; ha commentato il senatore del M5S </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Roberto Cotti</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> &#8211; basti pensare che l&#8217;articolo 7 della proposta di legge prevedeva che la destinazione di installazioni militari in Italia non potesse in nessun caso superare la durata di cinque anni, rinnovabile una sola volta, e che tutte le basi, poligoni, installazioni e servitù militari in essere da più di dieci anni dovessero essere chiuse e riconvertite a scopi esclusivamente civili entro un anno dalla data di entrata in vigore legge&#8221;. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il M5S in Aula è stato chiaro nel rilevare come la strategia USA e NATO non abbiano portato al previsto miglioramento della sicurezza globale, ma che, anzi, abbiano contribuito a produrre una situazione di instabilità e rischio di conflitti molto più ampia di quanto prima esistente.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">&#8220;Eppure &#8211; aggiunge Cotti &#8211; la volontà popolare così sbeffeggiata non andava trascurata, soprattutto davanti alla difficile coabitazione con le strutture militari, dinanzi a comunità locali che si sono viste ingiustamente espropriate di ampie e bellissime zone e che continueranno a vivere nella preoccupazione delle conseguenze ambientali e sanitarie delle attività Militari, a pochi metri dalle proprie abitazioni&#8221;.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Da parte sua il M5S ha ricordato che delle 260 leggi di iniziativa popolare presentate in Parlamento dal 1979 ad oggi, solo tre sono state approvate e soltanto il 43% ha avuto un dibattito in Commissione. In poche parole, negli ultimi 38 anni, tutti i governi italiani e i partiti in Parlamento se ne sono assolutamente fregati della volontà del popolo italiano.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">&#8220;A fronte di tutto questo &#8211; conclude </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Cotti</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> &#8211; oggi il sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi ha confermato in Senato che il Centro Ippico Militare di Cagliari rimarrà aperto. Ecco: più poligoni e centri ippico militari in Sardegna, la popolazione può tirare un sospiro di sollievo. Sapendo chi ringraziare&#8221;.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Qui la Relazione di minoranza del nostro Manlio Di Stefano: <a href="https://goo.gl/57Dz5Q" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://goo.gl/57Dz5Q</a></p>
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		<title>Vicenza: International Global Conference No War</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2017 20:01:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Poligoni militari]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza Globale contro la Guerra e le Basi Militari]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Cotti]]></category>
		<category><![CDATA[sabato 12 Gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[Servitù militari]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 14 Gennaio al Presidio Permanente ci sarà una grande conference mondiale alla quale parteciperanno tutte le realtà del pianeta che stanno lottando contro la presenza delle servitù militari nel loro territorio e contro la guerra. Il Presidio Permanente NO DAL MOLIN si trova a CALDOGNO in via Ponte Marchese (zona Lobia) a circa 5km ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Sabato 14 Gennaio al Presidio Permanente ci sarà una grande conference mondiale alla quale parteciperanno tutte le realtà del pianeta che stanno lottando contro la presenza delle servitù militari nel loro territorio e contro la guerra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il Presidio Permanente <b>NO DAL MOLIN </b>si trova a <b>CALDOGNO in via Ponte Marchese (zona Lobia)</b> a circa 5km a nord dal centro di <strong>Vicenza (Veneto)</strong> per arrivare da Vicenza seguire via Sant&#8217;Antonino, superare l&#8217;aeroporto DAL MOLIN, il presidio è visibile sulla sinistra.</p>
<div class="imgtesto">
<p style="text-align: justify;"><strong>Inizio lavori ore 15.30</strong><br class="autobr" />Interventi dal vivo e in web conference:<br class="autobr" />David Vine (USA), David Swanson (USA), Toby Blomè (USA), Corazon Fabros (Filippine), Selay Ghaffar (Afghanistan), Loohan Paik (Haway), Michel Bevacqua (Guam), Amy Holmes (Egitto), Sabrina Jean (Inghilterra), Antonio Mazzeo (Sicilia), Attivisti No Muos (Sicilia), Attivisti Sardi contro le servitù Militari (Sardegna), Attivisti No dal Molin (Vicenza).<strong>Roberto Cotti Senatore membro della IV Commissione Difesa</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/01/nodal2.jpg"><img class="wp-image-1255 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/01/nodal2.jpg" alt="nodal2" width="380" height="263" /></a>programma in aggiornamento</p>
<p style="text-align: justify;">info tecniche e logistiche:<br class="autobr" /><a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.globalproject.info/" rel="nofollow external">www.globalproject.info</a><br class="autobr" /><a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.nodalmolin.it/" rel="nofollow">www.nodalmolin.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Dagli USA <br class="autobr" />David Vine (Washington), <br class="autobr" />è professore associato di Antropologia presso l’American University di Washington, DC. E’ l’autore di Isola della vergogna: La storia segreta della base militare degli Stati Uniti su Diego Garcia e di Base Nation: How U.S. Military Bases Abroad Harm America and the World (American Empire Project) /react-text <br class="autobr" />react-text: 133 Suoi articoli sono apparsi sul New York Times, il Washington Post, il Guardian, Mother Jones, l’Huffington Post, il Chronicle of Higher Education, tra gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">David Swanson (Virginia), <br class="autobr" />è un attivista, blogger e scrittore (suoi libri: Daybreak: Undoing the Imperial Presidency and Forming a More Perfect Union; War Is a Lie, When the World Outlawed War e War No More: The Case for Abolition. Fa parte del movimento World beyond War. Da studente con uno scambio culturale è venuto a studiare a Bassano, e da lì ha seguito il NoDalMolin.</p>
<p style="text-align: justify;">Toby Blomè (S. Francisco), <br class="autobr" />è attivista di Code Pink ed è fra gli organizzatori delle proteste mensili davanti alla base della air force di Beale e una o due volte all’anno davanti alla base di Creech nel Nevada (basi da cui partono i droni).</p>
<p style="text-align: justify;">Selay Ghaffar (Kabul),<br class="autobr" />è una delle icone del movimento democratico e femminista in Afghanistan, direttrice e fondatrice di Hawca – Humanitarian Assistence for Women and Children of Afghanistan( /react-text <a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.hawca.org/" rel="nofollow external">www.hawca.org</a> react-text: 151 ), ha rappresentato la societa’ civile afghana in tutti gli incontri organizzati dall’ONU. Insignita nel 2011 della menzione speciale del Premio per la Pace della Regione Lombardia, Selay Ghaffar, paragonata da molti alla birmana Aung San Suu Kyi, è anche stata una delle due rappresentanti della società civile selezionate per intervenire alla conferenza di Bonn del dicembre 2011 che ha visto riunita la diplomazia internazionale per parlare di Afghanistan. Oggi fa parte di Hambastagi unico partito laico, democratico, interetnico e indipendente esistente in Afghanistan.</p>
<p style="text-align: justify;">Koohan Paik (Hawai),<br class="autobr" />è cresciuta in Corea e Guam, è coordinatrice del programma Asia-Pacifico presso l’International Forum sulla Globalization. E’ anche giornalista, insegnante, e regista pluripremiata . Alcuni suoi articoli recenti che si occupano delle tematiche del Pacifico sono apparsi su The Progressive, e The Nation. E’ co-autore del Superferry Chronicles: Hawaii in rivolta contro il militarismo, la commercializzazione e la profanazione della Terra (2008), con Jerry Mander</p>
<p style="text-align: justify;">Amy Holmes (Cairo),<br class="autobr" />è un assistente professore di sociologia presso l’Università Americana del Cairo. Dr. Holmes sta attualmente ultimando un manoscritto intitolato Contentious Allies: Social Unrest and the American Military Presence in Turkey and Germany 1945-2005. Questo manoscritto rappresenta la prima storia sociale della presenza militare degli Stati Uniti in Turchia e Germania. Lo scopo della sua ricerca è stato quello di capire le cause e le conseguenze di opposizione alla presenza militare americana all’estero attraverso approfonditi studi di caso di contesa anti-base in due importanti alleati della NATO.</p>
<p style="text-align: justify;">Corazon Fabros (Filippine),<br class="autobr" />è un’attivista di lunga data del movimento Stop the War Coalition e Anti-Treaty Movement</p>
<p style="text-align: justify;">Antonio Mazzeo, <br class="autobr" />Peace-researcher e giornalista impegnato nei temi della pace, della militarizzazione, dell’ambiente, dei diritti umani, della lotta alle criminalità mafiose. Ha pubblicato alcuni saggi sui conflitti nell’area mediterranea, sulla violazione dei diritti umani e più recentemente un volume sugli interessi criminali per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina (&#8220;I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina&#8221;, Edizioni Alegre, Roma). Ha ricevuto il &#8220;Premio G. Bassani &#8211; Italia Nostra 2010&#8243; per il giornalismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sabrina Jean (Inghilterra)<br class="autobr" />è la presidente e rappresentante dei rifugiati di Diego Garcia in U.K.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Convocazione dell’evento.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’inferno vissuto ad Aleppo a dicembre, punta dell’escalation di violenza della guerra in Siria, è ancora sotti gli occhi di tutti. Non solo in Siria, ma anche in moltissimi altri paesi una guerra guerreggiata o a bassa intensità, a causa delle permanenti occupazioni militari, sta producendo vittime e servitù militari. Afghanistan, Egitto, Guam, Hawaii, le Filippine, la Turchia sono solo alcuni dei nomi in cui l’azione bellica ha provocato vittime e distruzione, oppure in cui ha sottomesso intere comunità forzando l’accoglienza di basi militari e industrie belliche, i cui prodotti sono tutti orientati alla guerra da fare all’esterno dei paesi delle potenze mondiali. Gli interessi economici e politici delle oligarchie al potere sono ben rappresentati dalle strategie geopolitiche degli attori potenti del mondo, tra vecchi e nuovi attori, dagli Usa e Russia fino alla Cina e all’Iran, passando per l’Europa. Dal Presidio No Dal Molin vogliamo parlare di tutto questo, perché solo se si comprende come viene portata avanti la guerra possiamo trovare i mezzi giusti per contrastarla e costruire l’alternativa di pace. Ma per farlo abbiamo bisogno di condividere pratiche e ragionamenti con tutte le realtà che combattono da anni contro la guerra e le servitù militari in ogni angolo del globo. Come dice Terzani, “se vogliamo capire il mondo in cui siamo, lo dobbiamo vedere nel suo insieme e non solo dal nostro punto di vista”. Ecco, partiamo dal nostro punto di vista per metterlo accanto agli altri e trovare le parole giuste, valide per tutti, che possano finalmente contrastare le politiche di morte e di distruzione.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Presidio No Dal Molin&#8221;</em></p>
</div>
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		<title>Cotti a Capo Frasca: per  dismissione, risarcimento, bonifica  e riconversione servitù militari</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 14:29:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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		<category><![CDATA[Senato]]></category>

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		<description><![CDATA[Capo Frasca, 23 novembre 2016 – &#8220;I cittadini sono stanchi di vedere le poche risorse del Paese impegnate in armamenti e cacciabombardieri, in missioni internazionali che di pacifico hanno quasi niente. Qual è la “guerra” da combattere per il bene degli italiani? Quella in Ucraina, in Libia, in Iraq, oppure quella per mettere in sicurezza ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Capo Frasca, 23 novembre 2016 –</b></span><b> </b> <strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;">&#8220;I cittadini sono stanchi di vedere le poche risorse del Paese impegnate in armamenti e cacciabombardieri, in missioni internazionali che di pacifico hanno quasi niente. </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Qual è la “guerra” da combattere per il bene degli italiani? Quella in Ucraina, in Libia, in Iraq, oppure quella per mettere in sicurezza le nostre strade, case, scuole, per curare il nostro ambiente e per assicurare uno lavoro o un reddito minimo garantito? Liberare la Sardegna dalle servitù militari vuole dire, anche, liberare risorse utili per uno sviluppo pacifico del Paese&#8221;. </span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/11/preserva2.png"><img class="wp-image-1140 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/11/preserva2.png" alt="preserva2" width="404" height="429" /></a>Così il senatore del M5S Roberto Cotti, che oggi ha abbandonato il Senato per recarsi a Capo Frasca (nonostante il ritardo aereo), a testimoniare la propria protesta contro le esercitazioni e occupazioni militari dell&#8217;Isola </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">(il senatore ha voluto incontrare il responsabile del poligono)</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, ma soprattutto per denunciare, ancora una volta, l&#8217;utilizzo del territorio regionale per la sperimentazione di armi, come le famigerate bombe Mk 82/84 prodotte a Domusnovas dalla Rwm Italia e vendute non solo alla Difesa italiana (per le esercitazioni a Capo Frasca), ma anche all&#8217;Arabia Saudita, che le usa per i criminali bombardamenti in Yemen.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">&#8220;A Capo Frasca &#8211; prosegue Cotti &#8211; ci sono 10mila metri cubi di terra contaminati. C&#8217;è di tutto: migliaia di tonnellate di bombe sganciate dai caccia e ancora seppellite, pneumatici, imballaggi di ogni tipo, contaminati, finanche amianto ed un pesante inquinamento da piombo e cadmio. E&#8217; ora dire basta!&#8221;.<img class="alignnone wp-image-1137 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/11/microfono.jpg" alt="microfono" width="960" height="640" /></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">&#8220;Che fine hanno fatto &#8211; si chiede Cotti &#8211; gli impegni solenni del presidente Francesco Pigliaru davanti al Consiglio regionale, nel settembre del 2014?&#8221;. Così, all&#8217;epoca, il presidente della Regione: &#8220;Intendo convocare insieme a voi la seconda Conferenza regionale delle Servitù militari, in modo da aumentare la coscienza del nostro diritto e la conoscenza dei fatti, in modo da poterci confrontare con tutte le rappresentanze politiche, sociali ed economiche e predisporre una modalità concreta di muoverci col popolo, sostenuti dal popolo, nel confronto istituzionale in corso&#8221;. &#8220;Ebbene &#8211; conclude Cotti &#8211; il popolo sta ancora aspettando&#8230;&#8221; </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><i>Info e contatti</i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><i>Ufficio Senato</i></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: xx-small;"><i>06.67063068</i></span></span></p>
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		<title>A Capo Frasca, per la chiusura delle basi militari</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2016 20:00:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Nonviolenza]]></category>
		<category><![CDATA[Poligoni militari]]></category>
		<category><![CDATA[Capo Frasca]]></category>
		<category><![CDATA[Esercitazioni Militari]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazione 23 novembre 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Cotti]]></category>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 23 novembre 2016 – Manifestazione contro le esercitazioni militari in corso presso il poligono di Capo Frasca: Per la chiusura delle basi militari. Per le bonifiche. Per la restituzione della terra alle comunità locali. La prossima tappa del movimento sardo per la chisura di basi e poligoni militari è la manifestazione indetta per mercoledì ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Mercoledì 23 novembre 2016 – Manifestazione contro le esercitazioni militari in corso</strong><br />
<strong>presso il poligono di Capo Frasca:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per la chiusura delle basi militari. Per le bonifiche. Per la restituzione della terra alle<br />
comunità locali.</strong></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/11/capo-frasca1.jpg"><img class="wp-image-1124 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/11/capo-frasca1.jpg" alt="capo-frasca1" width="480" height="339" /></a></p>
<p>La prossima tappa del movimento sardo per la chisura di basi e poligoni militari è la manifestazione indetta per <strong>mercoledì 23 novembre a Capo Frasca,</strong> presso il poligono dell’Aeronautica militare interessato da un’intensa attività di esercitazioni nel periodo da ottobre a dicembre. In novembre nel poligono di Capo Frasca il 6° stormo si addestrerà anche con le bombe Mk, prodotte a Domusnovas nella fabbrica tedesca RWM, vendute all’Arabia Saudita e sganciate sulle teste di milioni di civili inermi nello Yemen.</p>
<p>L’appuntamento è per il 23 novembre alle ore 10.00 con partenza presso l’incrocio tra la SP 65 e la stradina che arriva dal ponte di Marceddì.</p>
<div id="attachment_1128" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href=" http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/11/poligoni-sardi-secondo-semestre-2016.1-26.pdf"><img class="wp-image-1128 size-medium" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/11/psd-300x300.png" alt="psd" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text"><strong>Scarica qui in pdf il calendario autunnale delle esercitazioni militari in Sardegna 2016</strong></p></div>
<p>Manifestiamo per dire NO alla GUERRA, per dire BASTA all’uso della Sardegna per la produzione e sperimentazione di armi che avvelenano la terra, per ostacolare il perfezionamento di una macchina bellica che va sempre più a colpire civili innocenti, ospedali, scuole in tutto il Mondo.</p>
<p><strong>Info logistiche:</strong><br />
Pullman e mezzi di trasporto comune saranno organizzati da diverse località della Sardegna.</p>
<p><strong>Seguite l’evento su facebook:</strong>  https://www.facebook.com/events/338052593216475/</p>
<p>&nbsp;</p>
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