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	<title>Sito ufficiale di Roberto Cotti &#124; Portavoce del MoVimento 5 Stelle - Senatore della Repubblica Italiana &#187; Arabia Saudita</title>
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		<title>La televisione tedesca ci spiega perchè le bombe Rwm si fanno in Sardegna&#8230;oplà!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 17:30:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le bombe RWM made in Sardegna in un reportage di denuncia della televisione pubblica tedesca. Dove si spiega perché certe produzioni si fanno fuori dalla Germania. Ad esempio a Domusnovas &#8211; Dopo l’inchiesta del New York Times le bombe #Rwm made in Sardegna, che fanno stragi in #Yemen, ritornano d’attualità in un reportage dal titolo &#8220;Bomben ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le bombe RWM made in Sardegna in un reportage di denuncia della televisione pubblica tedesca. Dove si spiega perché certe produzioni si fanno fuori dalla Germania. </strong><strong>Ad esempio a Domusnovas</strong></p>
<p>&#8211; Dopo l’inchiesta del New York Times le bombe #Rwm made in Sardegna, che fanno stragi in #Yemen, ritornano d’attualità in un reportage dal titolo &#8220;Bomben für die Welt&#8221; (“Bombe per il mondo”) che andrà in onda lunedì 15 gennaio (ore 22.45) sul primo canale della televisione pubblica tedesca (ARD).</p>
<p>Gli autori del reportage (Philipp Grüll e Karl Hoffmann, quest’ultimo aveva già firmato nel marzo del 2016 un’inchiesta sulla fabbrica bombe di Domusnovas, in Sardegna: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/SKJ179">https://goo.gl/SKJ179</a></span>) spiegano come le norme sulle esportazioni di armi tedesche siano tra le più severe al mondo, però solo sulla carta. Questo perché allo stesso tempo bombe di un’azienda italiana (facente capo ad un gruppo tedesco: Rheinmetall) cadono nello Yemen, dove si verifica il peggior disastro umanitario del nostro tempo. E anche perché le aziende tedesche, così facendo, hanno sviluppato una padronanza nell&#8217;escludere gli standard di approvazione tedeschi, molto restrittivi, restando però coinvolte in società di paesi in cui le stesse leggi non si applicano, come ad esempio l’Italia. Così l&#8217;industria tedesca delle armi si è attrezzata per rimanere sempre in attività, il lavoro sporco viene fatto altrove.</p>
<p>La soluzione? Munizioni e sistemi d’armi  devono essere fabbricati all&#8217;estero e quindi fuori dai controlli delle esportazioni tedesche, in paesi che si fanno meno scrupoli. E’ il caso della Rwm Italia, fabbrica di bombe a Domusnovas (Sardegna), un caso che si ripete in altre parti del mondo dove i produttori di armi Rheinmetall hanno creato stabilimenti (ad esempio veicoli su ruote e cingolati militari tramite uno stabilimento secondario in Turchia): una prova senza precedenti delle conseguenze con cui le compagnie tedesche di armamenti sfuggono ai controlli del governo federale. La documentazione del reportage mostrerà inoltre le connessioni tra bombe, ritorni e flussi di rifugiati, ponendosi una domanda finale: “Che dire del ruolo della Germania come autorità morale nel mondo?” (<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/z1DSx6">https://goo.gl/z1DSx6</a></span>).</p>
<p>E che dire – aggiungiamo noi – dell’immoralità tutta italiana, nel momento in cui, prestandosi a tali operazioni, arriva in ultimo ad autorizzare l’esportazione degli ordigni, sapendo che saranno utilizzati per compiere stragi in paesi in conflitto? Non per caso lo scorso settembre mi sono recato a Londra, alla Defence and Security Equipment International (DSEI), una delle fiere più importanti al mondo del settore militare. Proprio per denunciare questo scandalo e vergogna. Tedesco e italiano insieme. Tutto torna.</p>
<p>Qui i riferimenti alla notizia:</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ard.de/home/ard/Waffendeals_fuer_Anfaenger/4567890/index.html">http://www.ard.de/home/ard/Waffendeals_fuer_Anfaenger/4567890/index.html</a></span><br />
<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ard.de/home/ard/Waffendeals_fuer_Anfaenger/4567890/index.html">http://www.daserste.de/information/reportage-dokumentation/dokus/sendung/bomben-fuer-die-welt-100.html</a></span></p>
<p>p.s.</p>
<p>Un lancio di agenzia che è sicuramente sfuggito all&#8217;AD Rwm Italia: &#8220;Sul fronte delle politica estera, Cdu e Spd intendono introdurre ulteriori limiti sull‘esportazione di armi e bloccare immediatamente la vendita di armi ai paesi coinvolti nel conflitto yemenita (un passaggio che sembra mirare all‘Arabia Saudita, tra i principali acquirenti di armi tedesche)&#8221;. <span style="color: #0000ff;"><a class="" dir="ltr" style="color: #0000ff;" href="https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1F118C-OITTP" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1F118C-OITTP</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 100%; height: 349px; " class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-2606-1" width="620" height="349" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/960-1.mp4?_=1" /></video></div>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/2-620x330-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2608" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/2-620x330-1.jpg" alt="2-620x330 (1)" width="620" height="330" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/11.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2609" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/11-1024x576.jpg" alt="1" width="620" height="348" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sardo.png"><img class="alignnone size-large wp-image-2610" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sardo-1024x493.png" alt="sardo" width="620" height="298" /></a></p>
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		<title>Fact-checking: come ti smonto le balle dell’AD Rwm Italia in 10 mosse</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 14:12:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; L’intervista dell’Unione Sarda all’amministratore delegato di Rwm Italia (la famigerata fabbrica di bombe made in Sardegna che fanno stragi di civili in Yemen) merita una replica, tecnica, fattuale, fosse solo per smontare alcune delle chiacchiere rilasciate dallo stesso, in assoluta libertà. Andiamo con ordine e per punti. Dice l’AD Rwm Italia: “Chi chiede la ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L’intervista dell’Unione Sarda all’amministratore delegato di Rwm Italia (la famigerata fabbrica di bombe made in Sardegna che fanno stragi di civili in Yemen) merita una replica, tecnica, fattuale, fosse solo per smontare alcune delle chiacchiere rilasciate dallo stesso, in assoluta libertà. Andiamo con ordine e per punti.</p>
<ul>
<li>Dice l’AD Rwm Italia: “<strong>Chi chiede la riconversione della Rwm Italia mente sapendo di farlo. Nessun cambio di attività è possibile, la prospettiva sarebbe solo la chiusura della fabbrica e il licenziamento dei dipendenti</strong>”. Ebbene, si potrebbe rispondere facilmente utilizzando la stessa stupida retorica. Così: “Chi dice che nessun cambio di attività è possibile, mente sapendo di farlo”. Siamo, infatti, dinanzi al classico caso di &#8220;ricatto occupazionale&#8221;. L’Ad Rwm dice che &#8220;non c&#8217;è possibilità di riconvertire&#8221;? Certo, lo stesso diceva quello della Valsella (mine): che invece è stata convertita al civile. In soldoni, “volere è potere” (per noi sarebbe anche “dovere”). Il fatto, molto più semplicemente,  è che la Rwm non vuole riconvertire. Perché finchè c’è guerra c’è speranza. Di fare soldi. Peccato che però qualcuno ci rimetta la pelle…. Se poi dovessimo restare su quanto prevede la legge 185/90 (Norme sul controllo dell&#8217;esportazione, importazione e transito dei materiali), di cui l&#8217;AD Rwm Italia si riempie tanto la bocca &#8211; evidentemente non conoscendola &#8211; vorremo richiamare l&#8217;attenzione su quanto recita l&#8217;art. 1, comma 3°: &#8220;Il Governo predispone misure idonee ad assecondare la graduale differenziazione produttiva e la conversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa di armamento&#8221;. E quanto chiediamo da anni in sede parlamentare,  non certo dal giorno della pubblicazione dell&#8217;inchiesta del New York Times. Per questo motivo, l&#8217;illazione complottistica dell&#8217;Ad Rwm Italia, che adombra  speculazioni elettorali in concerto col NYT, viene respinta al mittente;</li>
<li>Dice l’AD Rwm Italia: “<strong>A Domusnovas lavorano oltre trecento dipendenti</strong>”. Dipendenti Rwm Italia? Davvero? E’ falso. Infatti, è impossibile trovare riscontro documentale a tale dichiarazione. Perché le carte ufficiali (ultimo Bilancio Rwm Italia:<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/5nbmrX"> https://goo.gl/5nbmrX</a></span>) dicono ben altro. Nonostante si continui a sbandierare un numero di occupati pari a 300 unità i numeri dei reali dipendenti Rwm Italia dicono ben altro. Intanto i costi. Nel 2016 i salari e stipendi hanno raggiunto i 6.580.981 euro (erano 5.776.499 nel 2015). L’organico medio (nr.) anno nel 2015 era pari a 132, passato nel 2016 a 138 (4 dirigenti, 87 impiegati e 47 operai).  Al 31 dicembre 2016 si trovavano in servizio (tra Ghedi e Domusnovas) 152 persone, di cui 12 con contratto a tempo determinato. Ai lavoratori di Ghedi viene applicato il Contratto dell’Industria Metalmeccanica, mentre a quelli sardi di Domusnovas  il contratto dell’Industria Chimica. I numeri del personale indicano 83 dipendenti a Domusnovas (erano 74 nel 2015) e in 69 quelli in Ghedi;</li>
<li>Scrive il giornale: “Un conflitto fuori dall&#8217;ombrello Onu che conta già sedicimila vittime. Per inciso: le bombe sono state lanciate dall&#8217;Arabia Saudita”. Non è esatto. Le ultime certificate stime delle vittime del conflitto in Yemen (fonte ONU) accreditano un numero di circa 13mila vittime. E le bombe non sono lanciate solo dall’Arabia Saudita, ma anche dalla coalizione militare che accompagna il regime saudita in questa strage di civili (altri 7 Paesi dell’area);</li>
<li>Riferendosi all’inchiesta del New York Times, l’AD Rwm dice: “<strong>L&#8217;articolo non aggiunge novità rispetto al dibattito sui giornali, sulla Rete e in Parlamento tra luglio e settembre</strong>”. Sbagliato. L’inchiesta del NYT ha aggiunto nuovi tasselli e prove documentali prima non conosciute (ad esempio le tratte navali – in dettaglio &#8211; battute per fare arrivare le bombe in Arabia, ma anche la corrispondenza dei codici delle bombe rispetto all’origine della produzione, laddove il numero di queste corrispondenze,  in passato, era limitato a 2 soli casi);</li>
<li>Dice l’AD Rwm Italia: “<strong>Mi ha colpito la singolare coincidenza con l&#8217;inizio della campagna elettorale. L&#8217;autore aveva contattato la società mesi fa per chiedere informazioni, preannunciando la pubblicazione del servizio giornalistico per agosto-settembre. Chissà perché attendere il 29 dicembre. Curioso, no?</strong>”. Evidentemente l’Ad Rwm Italia non è pratico di inchieste giornalistiche e quindi non sa che spesso, per raccogliere tutte le informazioni e verificarle sul campo, occorrano anche mesi. O forse scambia il NYT per la Gazzetta di Bagonghi? Poi dice il complottismo…;</li>
<li>Dice l’AD Rwm Italia: “<strong>Ricordo soltanto che il Parlamento e il governo si sono chiaramente espressi motivando la legittimità delle autorizzazioni all&#8217;esportazione. Il tema era già stato oggetto di una serie di esposti alla magistratura che presumo siano stati archiviati. Il fatto che la Rwm continui ad operare è la conferma del comportamento corretto dell&#8217;azienda</strong>”. Parzialmente falso. Il governo si è più volte pronunciato dichiarando la regolarità delle autorizzazioni all’export (regolarità, non legittimità, quest’ultima – ci auguriamo – la lasciamo decidere alla magistratura…), ma non è vero che lo stesso abbia fatto il Parlamento. L’AD Rwm Italia, piuttosto che aprire bocca per liberare aria fritta, dovrebbe seriamente preoccuparsi di documentare le chiacchiere che propala per sentito dire. Volendo essere ancor più precisi, la Relazione annuale sull’export armamenti che il Governo produce alle Camere  non è mai stata oggetto di discussione e approvazione in Parlamento. La Rwm Italia esporta perchè ha una autorizzazione, ma non è detto che questa &#8220;sia conforme alle leggi&#8221;. Sono due cose diverse e l&#8217;AD Rwm Italia lo sa (ma si guarda bene dal dirlo);</li>
<li>Alla domanda del giornale: “Accusano la Rwm Italia di esportare in Arabia Saudita violando leggi e risoluzioni europee”, l’AD Rwm Italia risponde: “Assolutamente no”. Anche qui un’altra balla, basti leggere con attenzione il contenuto delle 4 risoluzioni approvate dal Parlamento europeo (QUI: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/AcxemQ">https://goo.gl/AcxemQ</a></span>). Di sotto, in ultimo, riproduco alcuni passaggi fondamentali delle risoluzioni, per chi volesse approfondire. Mi limito qui, a mo’ d’esempio, a citare il seguente: “[…] <em><strong>considerando che alcuni Stati membri dell&#8217;UE hanno continuato ad autorizzare il trasferimento di armi e articoli correlati verso l&#8217;Arabia Saudita dopo l&#8217;inizio della guerra; che tali trasferimenti violano la posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi, che esclude esplicitamente il rilascio di licenze relative ad armi da parte degli Stati membri laddove vi sia il rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto umanitario internazionale e per compromettere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali…invita il Consiglio a promuovere con efficacia il rispetto del diritto internazionale umanitario, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell&#8217;Unione; ribadisce, in particolare, la necessità che tutti gli Stati membri dell&#8217;Unione applichino rigorosamente le disposizioni sancite nella posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio sull&#8217;esportazione di armi; ricorda, a tale riguardo, quanto indicato nella sua risoluzione del 25 febbraio 2016</strong></em>”;</li>
<li>Alla domanda del giornale: “ La capogruppo Rheinmetall delega la produzione di bombe allo stabilimento sardo perché la Germania ne proibisce l&#8217;esportazione? La Germania vieta l&#8217;esportazione?”, l’AD Rwm Italia risponde: “È una falsità. Le bombe d&#8217;aereo non sono mai state prodotte in Germania dopo la seconda guerra mondiale. Non posso parlare per il governo tedesco ma non penso siano mai esistiti gli elementi per speculare sulla questione”. Ecco, si astenga. Anche perché il punto è già stato chiarito da un’inchiesta giornalistica della Tv pubblica tedesca (ARD), che si può vedere qui: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://youtu.be/fmkKc7UYsBI">https://youtu.be/fmkKc7UYsBI</a></span>. Ed è stato chiarito grazie alle interrogazioni parlamentari del deputato tedesco della Die Linke, Jan van Aaken. Il quale ha dimostrato, carte alla mano, come dalla  Germania non possano partire carichi di bombe come quelli autorizzati dal governo italiano, in ragione delle restrizioni imposte dal Consiglio di sicurezza tedesco. Se poi non  bastasse, invitiamo l&#8217;Ad Rwm Italia a sintonizzarsi sulla televisione tedesca, primo canale pubblico, lunedì 15 gennaio alle 22.45. Avrà delle sorprese&#8230;;</li>
<li>Alla domanda del giornale: “Il fatturato?”, l’AD Rwm Italia risponde: “<strong>Settantadue milioni nel 2016, cresciuto nel 2017 assieme al numero dei dipendenti</strong>”. Giusto il dato del fatturato e la crescita, ma per quanto riguarda il personale verrebbe solo da ridere. Costo del lavoro, il rapporto è il seguente: Ricavi 71.184 euro/migliaia – Costo del Lavoro 9.065 euro/migliaia. L’incidenza percentuale del costo del lavoro sui ricavi è pari al 12,7%. I ricavi per dipendente sono pari a 468 euro/migliaia a fronte di un costo lavoro per dipendente pari a 60 euro/migliaia. I numeri evidenziano, ancora una volta, che a fronte dell’ingente utile conseguito la spesa del personale continua a rimanere bassa, come il numero delle assunzioni. I ricavi delle vendite e delle prestazioni passano dai 48 milioni del 2015 ai circa 72 milioni del 2016. Tutto ciò a fronte di un limitato aumento dei costi di produzione (8 milioni circa). Quindi, un incremento del 50% i rispetto al 2015. Così l’utile si attesta sui 12 milioni di euro rispetto ai 4 dell’anno precedente. Il valore della produzione assomma a circa 600milioni, mentre i costi di produzione sono pari a 554milioni, con un risultato operativo positivo di circa 47 milioni, che al netto imposte e tasse porta il risultato di esercizio a circa 36 milioni di euro. Chi volesse andare oltre alle chiacchiere dell’AD Rwm Italia può leggersi l’ultimo bilancio. Qui: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/5nbmrX">https://goo.gl/5nbmrX</a></span></li>
<li>Alla domanda del giornale: “Perché avete tentato di saltare la procedura di Valutazione di impatto ambientale per il nuovo campo prove?”, l’AD Rw, Italia risponde: “<strong>Non abbiamo tentato di saltare alcuna procedura. Secondo la nostra interpretazione all&#8217;avvio della richiesta di concessione edilizia, l&#8217;opera non rientrava tra quelle per cui è prevista la procedura di Via. Di diverso avviso è stata la Regione. Ora sta esaminando i documenti, siamo in attesa del responso</strong>”. Parzialmente falso. Nel senso che la Regione non sta ancora esaminando alcun documento, anche perché i documenti per avviare la procedura devono essere resi di pubblico dominio, cosa che non è ancora. Di quale responso chiosa l’AD Rwm Italia? E’ ben lungi dall’arrivare, si metta l’anima in pace. Qui per verificare: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/xKTTaq">https://goo.gl/xKTTaq</a></span></li>
</ul>
<p>p.s   Nulla accade per caso. Un lancio di agenzia che è sicuramente sfuggito all&#8217;AD Rwm Italia: &#8220;Sul fronte delle politica estera, Cdu e Spd intendono introdurre ulteriori limiti sull‘esportazione di armi e bloccare immediatamente la vendita di armi ai paesi coinvolti nel conflitto yemenita (un passaggio che sembra mirare all‘Arabia Saudita, tra i principali acquirenti di armi tedesche)&#8221;  <span style="color: #0000ff;"><a class="" dir="ltr" style="color: #0000ff;" href="Nulla accade per caso. Un lancio di agenzia che è sicuramente sfuggito all'AD Rwm Italia: &quot;Sul fronte delle politica estera, Cdu e Spd intendono introdurre ulteriori limiti sull‘esportazione di armi e bloccare immediatamente la vendita di armi ai paesi coinvolti nel conflitto yemenita (un passaggio che sembra mirare all‘Arabia Saudita, tra i principali acquirenti di armi tedesche)&quot;" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1F118C-OITTP</a></span></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/personale-01.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2595" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/personale-01-735x1024.jpg" alt="personale-01" width="620" height="863" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Approfondimento sulle risoluzioni approvate dal Parlamento Europeo</p>
<p><strong>Risoluzione del Parlamento europeo del 30 novembre 2017 sulla situazione nello Yemen (2017/2849(RSP))</strong></p>
[…]
<p>condanna con la massima fermezza le violenze incessanti nello Yemen e tutti gli attacchi ai danni dei civili e delle infrastrutture civili, i quali costituiscono crimini di guerra;</p>
<p>ricorda che gli attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili, compresi gli ospedali e il personale medico, equivalgono a una grave violazione del diritto internazionale umanitario; esorta la comunità internazionale ad adottare provvedimenti affinché i responsabili delle violazioni del diritto internazionale nello Yemen siano perseguiti penalmente a livello internazionale;</p>
<p>invita il Consiglio a promuovere con efficacia il rispetto del diritto internazionale umanitario, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell&#8217;Unione; ribadisce, in particolare, la necessità che tutti gli Stati membri dell&#8217;UE applichino rigorosamente le disposizioni sancite nella posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio;</p>
<p>ricorda, in tale contesto, la sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen, nella quale chiede al VP/AR di avviare un&#8217;iniziativa finalizzata all&#8217;imposizione da parte dell&#8217;UE di un embargo sulle armi nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto internazionale umanitario da parte di tale paese nello Yemen e del fatto che continuare a rilasciare licenze di vendita di armi all&#8217;Arabia Saudita costituirebbe quindi una violazione della posizione comune 2008/944/PESC;</p>
<p><strong>Risoluzione del Parlamento europeo del 15 giugno 2017 sulla situazione umanitaria nello Yemen (2017/2727(RSP))</strong></p>
[…]
<p>considerando che nella sua risoluzione del 25 febbraio 2016 il Parlamento ha chiesto l&#8217;avvio di un&#8217;iniziativa finalizzata all&#8217;imposizione di un embargo dell&#8217;UE sulle armi nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita, conformemente alla posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell&#8217;8 dicembre 2008,</p>
<p>invita nuovamente tutte le parti in causa e i loro sostenitori regionali e internazionali a rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale in materia di diritti umani, a garantire la protezione dei civili e ad astenersi dall&#8217;attaccare direttamente le infrastrutture civili, in particolare le strutture sanitarie e gli impianti idrici; ricorda che gli attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili, compresi gli ospedali e il personale medico, costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario; esorta la comunità internazionale a prendere provvedimenti affinché i responsabili delle violazioni del diritto internazionale nello Yemen siano perseguiti penalmente a livello internazionale;</p>
<p>invita il Consiglio a promuovere con efficacia il rispetto del diritto internazionale umanitario, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell&#8217;Unione; ribadisce, in particolare, la necessità che tutti gli Stati membri dell&#8217;Unione applichino rigorosamente le disposizioni sancite nella posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio sull&#8217;esportazione di armi; ricorda, a tale riguardo, quanto indicato nella sua risoluzione del 25 febbraio 2016;</p>
<p><strong>Risoluzione del Parlamento europeo del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen (2016/2515(RSP))</strong></p>
[…]
<p>considerando che alcuni Stati membri dell&#8217;UE hanno continuato ad autorizzare il trasferimento di armi e articoli correlati verso l&#8217;Arabia Saudita dopo l&#8217;inizio della guerra; che tali trasferimenti violano la posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi, che esclude esplicitamente il rilascio di licenze relative ad armi da parte degli Stati membri laddove vi sia il rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto umanitario internazionale e per compromettere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali;</p>
<p>invita tutte le parti a rispettare il diritto umanitario internazionale e il diritto internazionale in materia di diritti umani, a garantire la protezione dei civili e ad astenersi dall&#8217;attaccare direttamente le infrastrutture civili, soprattutto le strutture sanitarie e gli impianti idrici; esige un&#8217;indagine indipendente su tutte le accuse di abusi, torture, uccisioni mirate di civili e altre violazioni del diritto internazionale in materia di diritti umani e del diritto umanitario internazionale;</p>
<p>chiede all&#8217;UE di promuovere con efficacia il rispetto del diritto umanitario internazionale, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell&#8217;UE; sottolinea in particolare la necessità che l&#8217;UE metta in evidenza, nel suo dialogo politico con l&#8217;Arabia Saudita, l&#8217;esigenza di rispettare il diritto umanitario internazionale e, qualora tale dialogo risulti infruttuoso, che consideri ulteriori misure in conformità degli orientamenti dell&#8217;Unione volti a promuovere l&#8217;osservanza del diritto umanitario internazionale;</p>
<p>invita il VP/AR ad avviare un&#8217;iniziativa finalizzata all&#8217;imposizione da parte dell&#8217;UE di un</p>
<p>embargo sulle armi nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale paese nello Yemen e del fatto che il continuo rilascio di licenze di vendita di armi all&#8217;Arabia Saudita violerebbe pertanto la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell&#8217;8 dicembre 2008;</p>
<p><strong>Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2015 sulla situazione nello Yemen (2015/2760(RSP))</strong></p>
[…]
<p>considerando che in varie occasioni i raid aerei sferrati dalla coalizione militare a guida saudita nello Yemen hanno ucciso civili, in violazione del diritto umanitario internazionale, il che richiede di intraprendere qualsiasi intervento possibile per prevenire o ridurre al minimo le vittime civili;</p>
<p>condanna le azioni unilaterali violente e destabilizzanti intraprese dagli Huthi e dalle unità militari fedeli all&#8217;ex presidente Saleh; condanna inoltre gli attacchi aerei da parte della coalizione guidata dall&#8217;Arabia saudita e il blocco navale imposto allo Yemen, che hanno causato la morte di migliaia di persone, hanno ulteriormente destabilizzato il paese, hanno creato condizioni più favorevoli all&#8217;espansione del terrorismo e delle organizzazioni estremiste, quali l&#8217;ISIS/Da&#8217;ish e l&#8217;AQAP, e hanno aggravato una situazione umanitaria già critica;</p>
<p>invita tutte le parti a rispettare il diritto umanitario internazionale e in materia di diritti umani, a garantire la protezione dei civili e ad astenersi dall&#8217;attaccare direttamente le infrastrutture civili, soprattutto le strutture sanitarie e gli impianti idrici, nonché dall&#8217;utilizzare edifici civili per scopi militari, e a cooperare con urgenza con le Nazioni Unite e con le organizzazioni di aiuto umanitario per fornire assistenza a quanti ne hanno bisogno;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sordi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2596" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sordi.jpg" alt="sordi" width="592" height="348" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Unione Sarda, 14 gennaio 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/731.png"><img class="alignnone size-large wp-image-2626" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/731-1024x788.png" alt="73" width="620" height="477" /></a></p>
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		<title>RWM: ampliamento fabbrica sarda di bombe</title>
		<link>https://www.robertocotti.it/2017/05/08/rwm-ampliamento-fabbrica-sarda-di-bombe/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2017 12:12:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Regioni - Autonomia]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
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		<category><![CDATA[Germani]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Cotti M5S]]></category>
		<category><![CDATA[RWM Italia spa]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora eco sui media per la RWN di Domusnovas, la fabbrica sarda di Bombe vendute all&#8217;Arabia Saudita e usate nella guerra civile dello Yemen. Ecco gli articoli pubblicati oggi 8 maggio 2017 dal quotidiano La Nuova Sardegna.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora eco sui media per la <strong>RWN di Domusnovas, la fabbrica sarda di Bombe vendute all&#8217;Arabia Saudita e usate nella guerra civile dello Yemen</strong>.</p>
<p>Ecco gli articoli pubblicati oggi<strong> 8 maggio 2017</strong> dal quotidiano<strong> La Nuova Sardegna</strong>.</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/05/rwm3.jpg"><img class="alignnone wp-image-1337 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/05/rwm3.jpg" alt="rwm3" width="698" height="960" /></a></p>
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		<title>Relazioni Italia-Arabia, interrogazione del 13 ottobre 2016</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 09:16:06 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[In Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Arabia Saudita]]></category>
		<category><![CDATA[diritto umanitario]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberta Pinotti.]]></category>
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		<category><![CDATA[Yemen]]></category>

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		<description><![CDATA[Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03222 Atto n. 3-03222 Pubblicato il 13 ottobre 2016, nella seduta n. 700 COTTI , BLUNDO , CAPPELLETTI , PUGLIA , BERTOROTTA , GIARRUSSO &#8211; Al Ministro della difesa. &#8211; Premesso che: in data 4 ottobre 2016 le agenzie di stampa &#8220;Nova&#8221; e &#8220;Il Velino&#8221; riportavano notizia dell&#8217;incontro ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="sxSmall">
<h1 class="titoloLeg">Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-03222</h1>
</div>
<p><strong>Atto n. 3-03222</strong></p>
<p><strong>Pubblicato il 13 ottobre 2016, nella seduta n. 700</strong></p>
<p><a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29074">COTTI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29050">BLUNDO</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29061">CAPPELLETTI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29164">PUGLIA</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29046">BERTOROTTA</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29106">GIARRUSSO</a></p>
<p>&#8211; Al Ministro della difesa. &#8211;</p>
<p>Premesso che:</p>
<p style="text-align: justify;">in data 4 ottobre 2016 le agenzie di stampa &#8220;Nova&#8221; e &#8220;Il Velino&#8221; riportavano notizia dell&#8217;incontro svoltosi a Riad, in Arabia Saudita, tra la Ministra della difesa italiano, Roberta Pinotti, e il vice Principe ereditario e responsabile del Dicastero della difesa, Mohammed bin Salman. All&#8217;incontro di Riad avrebbero preso parte anche l&#8217;ambasciatore italiano in Arabia Saudita, Luca Ferrari, e il segretario generale del Ministero della difesa e direttore nazionale degli armamenti, Carlo Magrassi; secondo quanto riferiscono le agenzie, durante l&#8217;incontro si sarebbe discusso dello stato delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, con particolare attenzione al settore difesa e agli ultimi sviluppi della situazione in Medio Oriente;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/pinotti6.jpg"><img class="wp-image-986 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/pinotti6.jpg" alt="pinotti6" width="580" height="425" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">il 4 ottobre 2016, l&#8217;Agenzia di stampa saudita &#8220;Saudi Gazette&#8221;, riferendosi al suddetto incontro, ha evidenziato che lo stesso è servito per discutere di &#8220;relazioni bilaterali e dei modi per migliorarle, soprattutto nel settore della difesa&#8221;, confermando, di fatto, quanto veniva riportato nel sito dell&#8217;Ambasciata italiana di Riad in una nota, in cui si legge che: &#8220;Nel corso dei colloqui sono state discusse le strategie per rafforzare le relazioni bilaterali tra Italia e Arabia Saudita nel settore della difesa&#8221;;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/pinotti5.jpg"><img class="aligncenter wp-image-985 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/pinotti5.jpg" alt="pinotti5" width="580" height="425" /></a>il Ministero della difesa, in una cronaca riportata sul sito del dicastero, informa che la visita ufficiale della Ministra della difesa in Arabia Saudita è stata l&#8217;occasione per parlare di sviluppo della cooperazione bilaterale, con un focus particolare sui settori della formazione e dell&#8217;addestramento militare. Inoltre, il sito del Ministero specifica che la conversazione avrebbe toccato l&#8217;analisi politico strategica e gli sviluppi della situazione nella regione, i rischi di instabilità e terrorismo e che tra i temi trattati vi sarebbe anche quello relativo l&#8217;impegno dell&#8217;Italia in Libia e il contrasto alle attività illegali di traffico di esseri umani nel Mediterraneo;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/pinotti2.jpg"><img class="wp-image-983 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/pinotti2.jpg" alt="pinotti2" width="581" height="425" /></a>in data 7 ottobre 2016 la notizia è stata pubblicata anche su &#8220;Tactical Report&#8221;, sito specializzato in sicurezza e difesa nel Medio Oriente. Secondo questo, al centro dei colloqui tra la Ministra della difesa Roberta Pinotti e il vice Principe ereditario del Regno saudita, compare la questione riguardante i &#8220;contratti navali&#8221;;</p>
<p style="text-align: justify;">considerato che:</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/pinotti1.jpg"><img class="alignnone wp-image-982 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/pinotti1.jpg" alt="pinotti1" width="770" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">a far data dal marzo 2015, con l&#8217;operazione denominata &#8220;Tempesta di fermezza&#8221; e per mezzo di armamenti forniti dall&#8217;Occidente, una coalizione militare composta da 9 Paesi arabi (Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Giordania, Marocco e Sudan) ha avviato un conflitto armato in Yemen e sta operando attacchi aerei su villaggi e città, senza alcuna autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/arabia.jpg"><img class="alignnone wp-image-987 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/10/arabia.jpg" alt="arabia" width="800" height="533" /></a>l&#8217;intervento della coalizione militare guidata dall&#8217;Arabia Saudita ha provocato una catastrofe umanitaria senza precedenti, con oltre 6.000 morti, di cui più della metà tra la popolazione civile;</p>
<p style="text-align: justify;">il Fondo delle nazioni unite per l&#8217;infanzia per l&#8217;infanzia (Unicef) ha dichiarato che gli attacchi militari uccidono o feriscono per lo meno 6 bambini ogni giorno in quello che è il Paese più povero del Medio Oriente;</p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha accusato la coalizione militare araba di essere responsabile del 60 per cento delle morti di 785 bambini;</p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;incaricato speciale per lo Yemen, Ismail Ould Cheikh Ahmed, nel rapporto ufficiale stilato per le Nazione Unite nell&#8217;ottobre 2015, riferisce di atrocità nel conflitto in corso, con 21 milioni di persone prive di accesso all&#8217;acqua;</p>
<p style="text-align: justify;">un rapporto delle Nazioni Unite trapelato sulla stampa internazionale ha segnalato 119 azioni belliche della coalizione militare guidata dall&#8217;Arabia Saudita, che potrebbero essere considerate violazioni del diritto internazionale, poiché si sarebbe trattato di bombardamenti multipli su obiettivi civili. In alcuni casi, continua il report, tali violazioni sono state perpetrate in maniera diffusa e sistematica, tanto da portare il gruppo di esperti sullo Yemen a chiedere al consiglio di sicurezza dell&#8217;ONU l&#8217;istituzione di una commissione d&#8217;inchiesta sullo Yemen;</p>
<p style="text-align: justify;">il 16 novembre 2015 il Consiglio europeo si è detto estremamente preoccupato per l&#8217;impatto delle ostilità in corso nello Yemen, per gli attacchi indiscriminati contro le infrastrutture civili, le strutture sanitarie, le scuole e gli impianti idrici, i porti e gli aeroporti, nonché per l&#8217;uso di edifici civili a scopi militari, per l&#8217;interruzione di servizi essenziali sulla popolazione civile e in particolare ai bambini, donne e altri gruppi vulnerabili; anche numerosi monumenti storici e siti archeologici sono stati distrutti o danneggiati dai bombardamenti aerei;</p>
<p style="text-align: justify;">un rapporto di Amnesty International, datato 7 ottobre 2015, documenta prove schiaccianti di crimini di guerra in Yemen, attribuibili alla coalizione militare a guida saudita;</p>
<p style="text-align: justify;">il rapporto 2015-2016 di Amnesty International sulla situazione dei diritti umani nel mondo, documenta la brutale repressione dell&#8217;Arabia Saudita contro chi aveva osato chiedere riforme o criticare le autorità, ma anche i crimini di guerra nella campagna di bombardamenti in Yemen e l&#8217;ostacolo all&#8217;istituzione di una commissione d&#8217;inchiesta delle Nazioni Unite sui crimini commessi da tutte le parti coinvolte nel conflitto yemenita;</p>
<p style="text-align: justify;">il direttore generale di Amnesty International &#8211; Sezione italiana, Gianni Rufini, nell&#8217;audizione tenutasi il 4 maggio 2016 dinanzi alla 4a Commissione permanente (Difesa) del Senato, ha denunciato da parte dell&#8217;Italia la violazione degli accordi internazionali e delle leggi nazionali sul commercio d&#8217;armi, sostenendo d&#8217;avere prova che le armi vendute dall&#8217;Italia siano utilizzate dall&#8217;Arabia Saudita negli attacchi contro la popolazione civile;</p>
<p style="text-align: justify;">il portavoce di Amnesty International &#8211; sezione italiana, Riccardo Noury, dinanzi alla catastrofe umanitaria in atto in Yemen, ha formalizzato al Governo italiano innumerevoli appelli per l&#8217;istituzione di una commissione di inchiesta internazionale sui crimini di guerra commessi in Yemen e la richiesta di sospensione immediata dei trasferimenti di armamenti;</p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;organizzazione Human Rights Watch (HRW) ha documentato gravi violazioni del diritto internazionale da parte dell&#8217;esercito del regno saudita, sottolineando la necessità di aprire un&#8217;inchiesta indipendente sulle violazioni dei diritti umani, nonché l&#8217;immediata cessazione di ogni trasferimento di armamenti all&#8217;Arabia Saudita;</p>
<p style="text-align: justify;">stando all&#8217;organizzazione Save the Children, in almeno 18 dei 22 governatorati del Paese, gli ospedali sono stati chiusi o gravemente danneggiati e, in particolare, 153 centri di assistenza hanno interrotto la distribuzione di generi alimentari a oltre 450.000 bambini, mentre 158 ambulatori hanno sospeso l&#8217;erogazione di assistenza sanitaria;</p>
<p style="text-align: justify;">secondo l&#8217;UNICEF il conflitto in Yemen sta comportando gravi ricadute sull&#8217;accesso dei bambini all&#8217;istruzione, che ha smesso di funzionare per circa 2 milioni di minori, a seguito della chiusura di oltre 3.000 scuole;</p>
<p style="text-align: justify;">considerato inoltre che, secondo quanto risulta agli interroganti:</p>
<p style="text-align: justify;">il conflitto in corso nello Yemen, con riferimento ai bombardamenti, vede anche l&#8217;utilizzo di bombe MK82 e MK84 prodotte in Italia, a Domusnovas, in provincia di Cagliari, nello stabilimento della Rwm Italia SpA, società con sede legale in Ghedi (Brescia), appartenente al 100 per cento al gruppo tedesco Rheinmetall AG, mentre il traffico di bombe tra quest&#8217;ultima e la penisola araba è avvenuto in più occasioni con partenze dai porti industriali e civili di Cagliari e Olbia e dall&#8217;aeroporto civile del capoluogo sardo;</p>
<p style="text-align: justify;">sono stati documentati fotograficamente, da diverse organizzazioni umanitarie, i resti di ordigni della Rwm Italia SpA, utilizzati in Yemen dalla coalizione militare guidata dall&#8217;Arabia saudita e riconducibili alla produzione sarda di Domusnovas, in ragione delle sigle identificative ivi riportate;</p>
<p style="text-align: justify;">nel corso della seduta congiunta delle Commissioni Difesa del Senato e della Camera dei deputati, in data 18 maggio 2016, il capo di Stato maggiore dell&#8217;Aeronautica militare, generale di squadra aerea, Enzo Vecciarelli, ha dichiarato che nel corrente anno transiteranno per le scuole di volo italiane allievi e/o istruttori provenienti dall&#8217;Arabia Saudita, Kuwait e Qatar;</p>
<p style="text-align: justify;">tra i programmi intergovernativi di cooperazione militare, inoltre, rientra la partnership col consorzio europeo Eurofighter, per la produzione e vendita all&#8217;Arabia Saudita e Kuwait di cacciabombardieri Eurofighter Typhoon, attualmente usati dalla Royal Saudi Air Force nei raid in Yemen;</p>
<p style="text-align: justify;">considerato altresì che:</p>
<p style="text-align: justify;">la situazione nello Yemen comporta gravi rischi per la stabilità della regione, in particolare nel Corno d&#8217;Africa, nel Mar Rosso e nel resto del Medio Oriente;</p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;Italia continua ad autorizzare il trasferimento di armi e articoli correlati verso l&#8217;Arabia Saudita, in violazione della posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell&#8217;Unione europea dell&#8217;8 dicembre 2008 sul controllo delle esportazioni di armi, che esclude esplicitamente il rilascio di licenze relative ad armi da parte degli Stati membri, laddove vi sia il rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto umanitario internazionale e per compromettere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali;</p>
<p style="text-align: justify;">il 25 febbraio 2016 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla situazione umanitaria nello Yemen (2016/2515 RSP), nella quale, tra l&#8217;altro, si evidenzia come l&#8217;intervento militare a guida saudita nello Yemen, richiesto dal presidente yemenita, Abd Rabbuh Mansur Hadi, compreso l&#8217;uso di bombe a grappolo bandite a livello internazionale, abbia portato a una situazione umanitaria disastrosa, che interessa la popolazione in tutto il Paese, con gravi implicazioni per la regione in virtù della minaccia per la pace e la sicurezza a livello internazionale;</p>
<p style="text-align: justify;">la risoluzione, nell&#8217;esprimere grave preoccupazione per gli attacchi aerei da parte della coalizione a guida saudita e il blocco navale da essa imposto allo Yemen, che hanno causato la morte di migliaia di persone, invita il vicepresidente della Commissione europea e Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ad avviare un&#8217;iniziativa finalizzata all&#8217;imposizione da parte dell&#8217;Unione europea di un embargo sulle armi nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale Paese nello Yemen e del fatto che il continuo rilascio di licenze di vendita di armi all&#8217;Arabia Saudita violerebbe pertanto la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell&#8217;Unione europea dell&#8217;8 dicembre 2008;</p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;export di armi da guerra italiane cresce non solo verso i Paesi che non sono in stato di conflitto, ma anche negli Stati che stanno combattendo conflitti armati. Nel 2014 il valore globale delle licenze di esportazione, con tanto di intermediazioni, aveva fatto marcare una cifra di 2,8 miliardi di euro. Nel 2015, si è registrato un aumento del 197,4 per cento nelle licenze di esportazione, per un totale di 7,8 miliardi per 2.275 autorizzazioni, contro le 1.879 del 2014;</p>
<p style="text-align: justify;">a parere degli interroganti, di questa drammatica situazione il Governo italiano non può non essere a conoscenza, anche in virtù degli atti espressi in sede internazionale;</p>
<p style="text-align: justify;">considerato infine che:</p>
<p style="text-align: justify;">i principali mezzi di informazione hanno di recente dato notizia dell&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta sull&#8217;esportazione in Arabia Saudita di ordigni prodotti in Italia, a Domusnovas, dalla Rwm SpA. L&#8217;ipotesi di reato, secondo la Procura di Brescia, è quella di violazione della legge n. 185 del 1990, che dispone il divieto di esportazione, transito, trasferimento intracomunitario e intermediazione di materiali di armamento a Paesi in stato di conflitto e i cui Governi siano responsabili di violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani;</p>
<p style="text-align: justify;">il 13 settembre scorso, l&#8217;Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha) ha espresso per voce del suo responsabile in Yemen, Jamie McGoldrick, forte preoccupazione per l&#8217;aumento delle vittime del conflitto tra i civili. Secondo l&#8217;organizzazione internazionale i continui attacchi contro i civili e le infrastrutture stanno distruggendo il tessuto sociale dello Yemen, aggravando la situazione umanitaria, soprattutto dal punto di vista medico;</p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;8 ottobre 2016, i caccia della coalizione militare guidata dall&#8217;Arabia Saudita hanno attaccato a Sana&#8217;a, capitale dello Yemen, un salone per cerimonie e ricevimenti, in cui si stava svolgendo una veglia funebre, provocando la morte di non meno 160 persone e il ferimento di oltre 600;</p>
<p style="text-align: justify;">conseguentemente, l&#8217;Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ra&#8217;ad al Hussein, ha rinnovato l&#8217;appello, affinché sia avviata un&#8217;inchiesta sui crimini di guerra nello Yemen. Secondo al Hussein, i Paesi che appartengono al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite hanno contribuito ad un &#8220;clima di impunità&#8221; nello Yemen, non indagando in modo adeguato sui crimini che vengono commessi, mentre il segretario dell&#8217;ONU, Ban Ki-moon, denunciando l&#8217;accaduto, ha affermato: &#8220;Ci deve essere l&#8217;obbligo di rispondere della condotta scioccante di questa intera guerra&#8221; in Yemen (&#8220;Avvenire&#8221;, 1171072016) ;</p>
<p style="text-align: justify;">la Ministra della difesa, intervistata il 9 ottobre 2016 dal &#8220;il Fatto Quotidiano&#8221; a Genova, ha dichiarato che la sua visita in Arabia Saudita non era finalizzata ad accordi militari e che il Ministero della difesa non si occupa dell&#8217;export di armi, poiché la competenza è del Ministero degli esteri;</p>
<p style="text-align: justify;">la Ministra della difesa, rispondendo il 12 ottobre 2016 nel corso del question time alla Camera dei deputati, ha riferito che l&#8217;Arabia Saudita non è oggetto di alcuna forma di embargo, sanzione o restrizione internazionale, ONU o UE, nel settore delle vendite di materiale di armamento, ma che questo non vuol dire che il Governo non sia preoccupato per quello che sta avvenendo nello Yemen;</p>
<p style="text-align: justify;">nella stessa occasione, la Ministra ha riferito come le licenze di esportazione di materiale di armamento siano disciplinate dalla legge n. 185 del 1990, la quale a sua detta prevede che il Parlamento sia puntualmente informato con una specifica relazione annuale relativa alle importazioni, esportazioni e transito di tale materiale, ciò al fine di consentire l&#8217;attività di verifica e controllo, e che le richieste delle imprese italiane sono gestite dall&#8217;Unità per le autorizzazioni di materiali d&#8217;armamento (Uama), che agisce caso per caso attenendosi alla normativa italiana, europea e internazionale, acquisito il parere finale del comitato consultivo di cui fanno parte rappresentanti di vari dicasteri;</p>
<p style="text-align: justify;">risulta agli interroganti che numerose associazioni pacifiste e disarmiste, tra cui Rete Disarmo e Amnesty International, chiedono da tempo di essere ricevute dalla Ministra della difesa,</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>si chiede di sapere:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in che cosa consistano le strategie per il rafforzamento delle relazioni tra l&#8217;Italia e Arabia Saudita nel settore della difesa, di cui si sarebbe dato corso durante i recenti colloqui svolti a Riad con i rappresentanti del Regno saudita;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>in che cosa consistano gli accordi in materia di addestramento militare, che sarebbero stati avviati durante i recenti colloqui a Riad con i rappresentanti del Regno saudita;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se escluda che, durante detti colloqui a Riad, siano stati affrontati temi inerenti a futuri contratti navali di tipo militare;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>quali iniziative si intendano intraprendere, al fine di concretizzare la dichiarata preoccupazione del Governo italiano per quello che sta avvenendo nello Yemen;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se risulti che, a seguito della relazione governativa annualmente trasmessa alle Camere, a posteriori, sulle licenze di esportazione di materiale di armamento, le stesse siano mai state convocate per esaminare e discutere la stessa;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se, nell&#8217;attività relativa alle richieste delle imprese italiane che operano sugli armamenti, gestita dall&#8217;Uama, il Ministero della difesa non faccia parte del procedimento, tanto da ricondurre esclusivamente al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale la totale responsabilità nella concessione dei nullaosta all&#8217;export di armamenti;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se corrisponda al vero, e per quali ragioni, che non intenda incontrare coloro che, nel nostro Paese, si battono per il rispetto dei diritti umani e la costruzione della pace;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se non ritenga di dover adottare un comportamento prudenziale, in relazione al commercio di armi, facendosi parte diligente per promuovere una iniziativa politica tesa a sospendere ogni esportazione di armamenti verso l&#8217;Arabia Saudita e gli Stati facenti parte della coalizione militare coinvolta nei conflitti in Yemen, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale, al fine di garantire la piena applicazione dell&#8217;articolo 11 della Costituzione, il rispetto della legge n. 185 del 1990, il Trattato sul commercio delle armi, nonché il rispetto della posizione 2008/944/PESC del Consiglio dell&#8217;Unione europea e la risoluzione del 25 febbraio 2016 approvata dal Parlamento europeo sulla situazione umanitaria nello Yemen (2016/2515 RSP);</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>se non consideri di dover sospendere i preannunciati addestramenti di piloti dell&#8217;Arabia Saudita, Kuwait e Qatar nelle scuole di volo militari del nostro Paese.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Jo Cox, la pacifista: il ricordo in aula del M5S</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 19:59:38 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/T7atckZp-gs" width="620" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il ricordo oggi in Senato di Roberto Cotti del M5S, della deputata laburista pacifista assassinata qualche giorno fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo il M5S ha ricordato che in un suo articolo, pubblicato  il 14 giugno, la Cox chiedeva al governo britannico di interrompere la vendita di armi all’Arabia Saudita, che li usa nella guerra in Yemen, di cui le prime vittime sono i bambini.Analoga richiesta in Italia è stata presentata  formalente dal M5S e da Roberto Cotti nei confronti della vendita di armi prodotte in Sardegna a Domusnovas dalla RWM Italia spa e anch&#8217;esse usate dall&#8217;Arabia nella guerra civile in Yemen.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso “Cox” sta restituendo un’immagine di un’attivista dura, senza paura contro gli abusi di potere e i crimini contro i bambini. Emergono le sue impavide azioni politiche nazionali e internazionali dettate dalla sua forza e tenacia nel denunciare pubblicamente le lobby delle armi del proprio Paese, ma non solo.<br />
Inaspettatamente e con mossa sconvolgente, a seguito di pesanti pressioni dei sauditi e dei loro alleati, la notte del lunedì 6 giugno 2016 il segretario generale aveva rimosso la coalizione guidata dall’Arabia Saudita dalla lista della vergogna. La Cox, contro il suo stesso governo, non ci pensò due volte a denunciare tale azione poiché rappresentava un pericoloso e dannoso precedente, indeboliva la credibilità del report e uno dei pochi concreti meccanismi internazionali per controllare gli abusi sui bambini durante una guerra, ignorava l’ormai schiacciante prova di violazioni del diritto internazionale umanitario in Yemen, alcune delle quali potrebbero costituire crimini di guerra.<br />
Nel solo 2015 l’Inghilterra, e l’Italia non è da meno, ha venduto all’Arabia Saudita armi per 6 miliardi di sterline. Lo denunciaVA la stessa Cox: “And finally, the government should immediately suspend arm sales to any party that risks using them in violation of international law. The UK is one of the largest suppliers of arms to Saudi Arabia with sales reaching £6 billion last year”.</p>
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		<title>Bombe all&#8217;Arabia e addestramento ai piloti che bombardano civili nello Yemen</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2016 08:56:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma 29 maggio 2016 – Il conflitto armato attualmente in corso nello Yemen che vede impegnati il regno dell&#8217;Arabia Saudita e la coalizione di altri Paesi della Regione (tra i quali il Qatar e Kuwait), con attacchi aerei indiscriminati sulla popolazione civile (oltre 6000 le vittime) e il ricorso a bombe MK82 e MK84 prodotte ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Roma 29 maggio 2016</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> – Il conflitto armato attualmente in corso nello Yemen che vede impegnati il regno dell&#8217;Arabia Saudita e la coalizione di altri Paesi della Regione (tra i quali il Qatar e Kuwait), con attacchi aerei indiscriminati sulla popolazione civile (oltre 6000 le vittime) e il ricorso a bombe MK82 e MK84 prodotte dalla Rwm Italia Spa a Domusnovas, non basta a far desistere l’Italia dall’aperta violazione della legge 185/90, che vieta espressamente l&#8217;esportazione, transito e trasferimento di armi a Paesi in conflitto: l’Aeronautica Militare italiana si appresta ad addestrare i piloti dell’Arabia Saudita, del Qatar e Kuwait. E’ quanto si apprende dalle dichiarazioni rese in Commissione Difesa del Senato da Enzo Vecciarelli, Capo di Stato Maggiore dell&#8217;Aeronautica Militare. </span></span></p>
<div id="attachment_879" style="width: 630px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/05/yemen.jpg"><img class="wp-image-879 size-large" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/05/yemen-1024x512.jpg" alt="Yemen, macerie e morti dopo i raid aerei lanciati dallArabia Saudita" width="620" height="310" /></a><p class="wp-caption-text">Yemen, macerie e morti dopo i raid aerei lanciati dallArabia Saudita</p></div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Non solo bombe. Roberto Cotti, senatore del M5S:</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> “</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i>L’Italia rilancia. Non solo favorisce la vendita in Arabia Saudita delle bombe prodotte in Sardegna </i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">(fregandosene della recente risoluzione approvata dal Parlamento europeo, in cui è stata sancita la violazione della posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi, con l’avvio della procedura di embargo armi nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita)</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i>, ma rifornisce il regno saudita di cacciabombardieri Eurofighters Typhoon costruiti dal consorzio internazionale di cui la nostra Leonardo Spa </i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">(ex Finmeccanica, società partecipata dal Ministero dell&#8217;economia e delle finanze con oltre il 30% del capitale)</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i> fa parte. Ora il cerchio si chiude con la plateale complicità del nostro Paese nello sterminio del popolo yemenita: perche addestrare i piloti dell’Arabia Saudita vuole dire proprio questo</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">”. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>La denuncia di Amnesty International in Commissione Difesa del Senato</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">. Così Gianni Rufini, direttore generale della Sezione Italia Amnesty International: “</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i>Vendita della armi: noi riteniamo che l&#8217;Italia in questo momento stia violando gli accordi internazionali e anche le leggi nazionali, sappiamo e abbiamo prova che quelle armi, quelle stesse armi che l&#8217;Italia vende all&#8217;Arabia Saudita sono utilizzate dall&#8217;Arabia Saudita negli attacchi contro la popolazione civile. In questo modo siamo veramente il ricettatore, siamo il venditore di armi che vende la pistola all&#8217;assassino che ucciderà una persona. C&#8217;è una chiara violazione delle norme, su questo non abbia dubbi in base alle nostre ricerche e i risultati li abbiamo misurati sul terreno, perchè siamo andati a fotografare gli ordigni sul terreno in Yemen: abbiamo le loro sigle e sappiamo da dove vengono</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">” (</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://youtu.be/lvVFP4lHJPk"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">https://youtu.be/lvVFP4lHJPk</span></span></a></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">)</span></span></p>
<div id="attachment_876" style="width: 970px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/05/cotti1.jpg"><img class="wp-image-876 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/05/cotti1.jpg" alt="cotti1" width="960" height="568" /></a><p class="wp-caption-text">La Nuova Sardegna 30 maggio 2016</p></div>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>  Il M5S presenta un’interrogazione parlamentare. </b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Così</span></span><b> </b><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Roberto Cotti (primo firmatario dell’interrogazione), al ministro della Difesa: “</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i>Da chi è stato programmato, quando, perché e con quali costi posti a carico di chi, il prossimo addestramento di piloti dell’Arabia Saudita, Kuwait e Qatar nelle nostre Scuole di Volo?</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">”. E ancora: “</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i>Non è il caso di sospendere l’addestramento dei piloti dell’Arabia Saudita e della coalizione militare, tanto più alla luce della recente risoluzione approvata dal Parlamento europeo e in ragione del conflitto armato in corso nello Yemen, anche per evitare l’accusa d’aver addestrato piloti che potrebbero essere utilizzati dall’Arabia Saudita e dalla propria coalizione per bombardare lo Yemen?</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">” (</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://goo.gl/QAVjrJ"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://goo.gl/QAVjrJ</span></span></a></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">)</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Info e contatti</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">06.67063068</span></span></p>
<div id="attachment_877" style="width: 970px" class="wp-caption alignnone"><img class="wp-image-877 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/05/cotti2.jpg" alt="cotti2" width="960" height="624" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;Unione Sarda 30 maggio 2016</p></div>
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		<title>Bombe &#8220;made&#8221; in Sardinia, è scandalo anche in Germania: inchiesta di ARD, tv pubblica tedesca</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2016 13:55:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; scandalo internazionale per le bombe ardo-tedesche fabbricate a Domusnova, in Sardegna, vendute dall&#8217;Italia all&#8217;Arabia Saudita e usate dalla stessa nella guerra civile in Yemen.L&#8217;intero video in lingua originale tedesca potete visionarlo qua sopra. Il programma d&#8217;inchiesta e informazione nel quale è andato in onda si chiama REPORT, ed è stato trasmesso ieri sera alle ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/fmkKc7UYsBI" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; scandalo internazionale per le bombe ardo-tedesche fabbricate a Domusnova, in Sardegna, vendute dall&#8217;Italia all&#8217;Arabia Saudita e usate dalla stessa nella guerra civile in Yemen.<strong>L&#8217;intero video in lingua originale tedesca potete visionarlo qua sopra.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/cotti5.jpg"><img class="alignnone wp-image-798 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/cotti5.jpg" alt="cotti5" width="973" height="512" /></a>Il programma d&#8217;inchiesta e informazione nel quale è andato in onda si chiama<strong> REPORT</strong>, ed è stato trasmesso ieri sera alle 21.45.Nel servizio foto e documenti esclusivi. <strong>Roberto Cotti senatore M5S,</strong> è  primo parlamentare che ha sollevato il caso in Italia, è stato intervistato dalla tv tedesca.Le guerre causano la tragedia dei rifugiati, è una verità lapalissiana. Eppure, le armi vengono consegnate dai paesi dell&#8217;UE in zone di guerra. Tra le altre cose, per le forniture di armi in Arabia Saudita, le aziende del settore sfruttano il fatto che non esista una politica comune e unitaria sulle esportazioni di armi all&#8217;interno dell&#8217;UE. Lo scandalo delle bombe italo-tedesche (fabbricate in Sardegna, a Domusnovas), con l&#8217;intervista al portavoce e senatore del M5S Roberto Cotti. Il programma d&#8217;inchiesta e informazione nel quale è andato in onda si chiama <strong>REPORT</strong>. Il servizio (6 minuti) è stato trasmesso alle 21.45 dell&#8217;8 marzo 2016 su ARD, primo canale pubblico in Germania (analogo a RAI 1) .Nel servizio foto e documenti esclusivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/cotti4.png"><img class="alignnone wp-image-797 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/cotti4.png" alt="cotti4" width="963" height="525" /></a></p>
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		<item>
		<title>Cotti al Ministro Gentiloni: &#8221; Anche il Parlamento Europeo boccia la vendita delle bombe sarde all&#8217;Arabia &#8220;</title>
		<link>https://www.robertocotti.it/2016/03/05/cotti-al-ministro-gentiloni-anche-il-parlamento-europeo-boccia-la-vendita-delle-bombe-sarde-allarabia/</link>
		<comments>https://www.robertocotti.it/2016/03/05/cotti-al-ministro-gentiloni-anche-il-parlamento-europeo-boccia-la-vendita-delle-bombe-sarde-allarabia/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 08:41:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02631 Atto n. 3-02631 (in Commissione) Pubblicato il 2 marzo 2016, nella seduta n. 584 COTTI , BUCCARELLA , CAPPELLETTI , MORONESE , PUGLIA &#8211; Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. &#8211; Premesso che: l&#8217;Arabia saudita ha avviato in Yemen un conflitto armato, denominato &#8220;Tempesta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="sxSmall">
<h1 class="titoloLeg">Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02631</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">Atto n. 3-02631 <em>(in Commissione)</em></p>
<p>Pubblicato il 2 marzo 2016, nella seduta n. 584</p>
<p><a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29074">COTTI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29055">BUCCARELLA</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29061">CAPPELLETTI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29142">MORONESE</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29164">PUGLIA</a> &#8211; Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. &#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">Premesso che:</p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;Arabia saudita ha avviato in Yemen un conflitto armato, denominato &#8220;Tempesta decisiva&#8221;, che avrebbe lo scopo dichiarato di respingere l&#8217;aggressione Houthi;</p>
<p style="text-align: justify;">il conflitto, avviato senza consultazione e autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sta provocando una catastrofe umanitaria;</p>
<p style="text-align: justify;">il 16 novembre 2015, il Consiglio europeo ha espresso gravi preoccupazioni per ciò che sta accadendo in Yemen, con attacchi indiscriminati contro le infrastrutture civili e in particolare su strutture sanitarie, scuole e impianti idrici;</p>
<p style="text-align: justify;">secondo il Consiglio europeo, la situazione di instabilità determinata viene sfruttata a proprio vantaggio da gruppi estremisti e terroristici, quali Al Qaeda nella penisola arabica (AQAP) e Daesh nello Yemen;</p>
<p style="text-align: justify;">a Domusnovas, in provincia di Cagliari, è operante uno stabilimento della Rwm Italia SpA (società sussidiaria del gruppo tedesco Rheinmetall Defence), il cui core business, secondo il sito web dell&#8217;Aiad (Aziende italiane per l&#8217;aerospazio, la difesa e la sicurezza), è rappresentato da &#8220;bombe d&#8217;aereo e da penetrazione, caricamento di munizioni e spolette, sviluppo e produzione di teste in guerra per missili, siluri, mine marine, cariche di demolizione e controminamento&#8221; (si veda &#8220;L&#8217;Unione Sarda&#8221; dell&#8217;8 luglio 2015);</p>
<p style="text-align: justify;">numerose e accreditate testate giornalistiche nazionali e internazionali hanno riferito e documentato, a partire dall&#8217;ottobre 2015, la partenza dalla Sardegna di ingenti quantitativi di bombe prodotte dalla Rwm Italia SpA e classificate MK82, MK83 e MK84, con destinazione ultima l&#8217;Arabia saudita;</p>
<p>il ricercatore di &#8220;Human rights watch&#8221; Ole Solvang avrebbe fotografato resti di ordigni della Rwm Italia SpA utilizzati in Yemen dalla coalizione militare guidata dall&#8217;Arabia saudita e riconducibili alla produzione sarda di Domusnovas, in ragione delle sigle identificative ivi riportate;<a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/bombe2.jpg"><img class="wp-image-791 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/bombe2.jpg" alt="bombe2" width="374" height="395" /></a></p>
<p>considerato che:</p>
<p style="text-align: justify;">la legge n. 185 del 1990, recante &#8220;Nuove norme sul controllo dell&#8217;esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento&#8221;, all&#8217;articolo 1, comma 1, sancisce che l&#8217;esportazione, l&#8217;importazione ed il transito di materiale di armamento, nonché la cessione delle relative licenze di produzione devono essere conformi alla politica estera e di difesa dell&#8217;Italia, vietando al comma 6, lettera a), l&#8217;esportazione, il transito, il trasferimento intracomunitario e l&#8217;intermediazione di materiali di armamento in Paesi in stato di conflitto e i cui Governi siano responsabili di violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani;</p>
<p style="text-align: justify;">in base al Trattato internazionale sul commercio delle armi e alla common position dell&#8217;Unione europea sull&#8217;export di armamenti, l&#8217;Italia deve seguire una rigorosa valutazione del rischio, caso per caso, su ogni proposta di trasferimento di armamenti, per determinare se c&#8217;è il sostanziale rischio che le armi possano essere usate da chi le riceve per compiere o facilitare gravi violazioni delle leggi internazionali sui diritti umani. In base a tali elementi l&#8217;Italia sarebbe tenuta a negare la licenza per l&#8217;esportazione;</p>
<p style="text-align: justify;">il Trattato internazionale sul commercio delle armi, all&#8217;articolo 6, prevede il divieto per gli Stati aderenti di autorizzare l&#8217;esportazione di armamenti, qualora si sia a conoscenza del fatto che possono essere utilizzati per commettere atti di genocidio, crimini contro l&#8217;umanità, gravi violazioni della convenzione di Ginevra del 1949, attacchi diretti a obiettivi o a soggetti civili o altri crimini di guerra;</p>
<p style="text-align: justify;">il decreto legislativo n. 105 del 2012 ha modificato la legge n. 185 del 1990, in attuazione della direttiva 2009/43/CE, vietando l&#8217;esportazione di armi quando mancano adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei prodotti per la difesa, prevedendo altresì l&#8217;eventuale sospensione o revoca di autorizzazioni già concesse per gravi motivi nel frattempo subentrati;</p>
<p style="text-align: justify;">la monarchia saudita è responsabile di gravi e reiterate violazioni dei diritti umani, come denunciano da anni le principali e riconosciute organizzazioni non governative, le quali hanno documentato continue violazioni dei diritti umani e costante pratica delle punizioni corporali, della tortura e della pena di morte, anche per reati minori, inflitta con la decapitazione pubblica;</p>
<p style="text-align: justify;">il portavoce di Amnesty international Italia Riccardo Noury, dinanzi alla catastrofe umanitaria in atto in Yemen, ha formalizzato al Governo italiano innumerevoli appelli per l&#8217;istituzione di una commissione di inchiesta internazionale sui crimini di guerra commessi in Yemen e per la sospensione immediata dei trasferimenti di armamenti;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/sette.jpg"><img class="alignnone wp-image-789 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/sette.jpg" alt="sette" width="960" height="720" /></a>considerato altresì che:</p>
<p style="text-align: justify;">il 25 febbraio 2016 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla situazione umanitaria nello Yemen (2016/2515 (RSP), nella quale, tra l&#8217;altro, si evidenzia che: a) l&#8217;intervento militare a guida saudita nello Yemen, richiesto dal presidente yemenita, Abd Rabbuh Mansur Hadi, compreso l&#8217;uso di bombe a grappolo bandite a livello internazionale, ha portato a una situazione umanitaria disastrosa che interessa la popolazione in tutto il Paese, ha gravi implicazioni per la regione e costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza a livello internazionale: membri della popolazione civile yemenita, già esposta a condizioni di vita terribili, sono le principali vittime dell&#8217;attuale escalation militare; b) dall&#8217;inizio del conflitto sono state uccise almeno 5.979 persone, quasi la metà delle quali civili, e 28.208 sono rimaste ferite; tra le vittime si contano centinaia di donne e bambini; l&#8217;impatto umanitario sulla popolazione civile degli attuali scontri tra le diverse milizie, dei bombardamenti e dell&#8217;interruzione della fornitura dei servizi essenziali sta raggiungendo proporzioni allarmanti; c) secondo molteplici segnalazioni, gli attacchi aerei della coalizione militare a guida saudita nello Yemen hanno colpito bersagli civili, tra cui ospedali, scuole, mercati, magazzini cerealicoli, porti e un campo di sfollati, danneggiando gravemente infrastrutture essenziali per la fornitura degli aiuti e contribuendo alla grave carenza di generi alimentari e di carburante nel Paese; il 10 gennaio 2016 è stato bombardato nello Yemen settentrionale un ospedale finanziato da Medici senza frontiere (MSF) e ciò ha provocato la morte di almeno 6 persone e il ferimento di una dozzina, tra cui membri del personale di MSF, oltre a danneggiare gravemente le strutture mediche; si tratta dell&#8217;ultimo di una serie di attacchi ai danni di strutture mediche; anche numerosi monumenti storici e siti archeologici sono stati distrutti o danneggiati irrimediabilmente, comprese alcune parti della città vecchia di Sana&#8217;a, sito patrimonio mondiale dell&#8217;Unesco; d) alcuni Stati membri UE hanno continuato ad autorizzare il trasferimento di armi e articoli correlati verso l&#8217;Arabia saudita dopo l&#8217;inizio della guerra; tali trasferimenti violano la posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi, che esclude esplicitamente il rilascio di licenze relative ad armi da parte degli Stati membri, laddove vi sia il rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto umanitario internazionale e per compromettere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali;</p>
<p style="text-align: justify;">la risoluzione, nell&#8217;esprimere grave preoccupazione per gli attacchi aerei da parte della coalizione a guida saudita e il blocco navale da essa imposto allo Yemen, che hanno causato la morte di migliaia di persone, invita il vicepresidente della Commissione europea e l&#8217;alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ad avviare un&#8217;iniziativa finalizzata all&#8217;imposizione da parte della UE di un embargo sulle armi nei confronti dell&#8217;Arabia saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale Paese nello Yemen e del fatto che il continuo rilascio di licenze di vendita di armi all&#8217;Arabia saudita violerebbe pertanto la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell&#8217;8 dicembre 2008,</p>
<p style="text-align: justify;">si chiede di sapere se, con particolare riferimento alla recente risoluzione approvata dal Parlamento europeo, non si reputi opportuno disporre la sospensione immediata di tutte le autorizzazioni ai trasferimenti, movimentazioni ed esportazioni di armamenti, o parti di essi, prodotti nel nostro Paese dalla Rwm Italia SpA e destinati all&#8217;Arabia saudita o ai Paesi che con essa fanno parte della coalizione impegnata nel conflitto in Yemen.<a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/10552467_530819717062521_5864140094393114843_n.jpg"><img class="alignnone wp-image-793 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/10552467_530819717062521_5864140094393114843_n.jpg" alt="10552467_530819717062521_5864140094393114843_n" width="960" height="540" /></a></p>
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		<title>M5S: Pinotti mente, legge vieta anche transito delle bombe per paesi in guerra</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 11:01:23 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Difesa, M5S: Pinotti mente, anche bombe in transito per paesi in guerra <strong>(ilVelino/AGV NEWS)</strong> Roma, 02 DIC &#8211; &#8220;Secondo il Ministro Pinotti le bombe costruite nello stabilimento RWM di Domus Novas in provincia di Carbonia Iglesias territorio sardo e italiano e destinate all&#8217;Arabia Saudita (paese in guerra e da dove partono ingenti finanziamenti a Isis) &#8216;non sono italiane ma di una ditta americana. Questa utilizza un subcontratto con una ditta tedesca&#8221; e &#8216;quando le armi transitano nel nostro Paese noi le controlliamo&#8217;. Secondo la Pinotti siamo quindi al turismo delle bombe che vanno in vacanza in Sardegna per l&#8217;assemblaggio ed il transito verso paesi in guerra&#8221; lo denuncia Roberto Cotti, vice presidente del gruppo M5S Senato e membro della commissione difesa di Palazzo Madama riprendendo il video Forum di Repubblica con il Ministro della Difesa . &#8220;La Pinotti mente sapendo di mentire. La legge 185/1990 non solo vieta la vendita di armi con Paesi in guerra, ma all&#8217;articolo 1 comma 5 si legge chiaramente che: &#8220;L&#8217;esportazione ed il transito di materiali di armamento, nonche&#8217; la cessione delle relative licenze di produzione, sono vietati quando siano in contrasto con la Costituzione, con gli impegni internazionali dell&#8217;Italia e con i fondamentali interessi della sicurezza dello Stato, della lotta contro il terrorismo e del mantenimento di buone relazioni con altri Paesi, nonche&#8217; quando manchino adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei materiali&#8221;.&#8221; spiega Cotti. &#8220;Quindi non solo l&#8217;esportazione ma anche lo stesso transito di materiale e&#8217; vietato dalla legge 185/90. Il Ministro inoltre con la solita truffa semantica non ha mai citato la parola &#8216;produzione&#8217; con la tesi che che le bombe transitino solo in Italia&#8221; conclude il senatore del Movimento 5 Stelle.</p>
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