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	<title>Sito ufficiale di Roberto Cotti &#124; Portavoce del MoVimento 5 Stelle - Senatore della Repubblica Italiana &#187; Bombe</title>
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		<title>La televisione tedesca ci spiega perchè le bombe Rwm si fanno in Sardegna&#8230;oplà!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 17:30:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le bombe RWM made in Sardegna in un reportage di denuncia della televisione pubblica tedesca. Dove si spiega perché certe produzioni si fanno fuori dalla Germania. Ad esempio a Domusnovas &#8211; Dopo l’inchiesta del New York Times le bombe #Rwm made in Sardegna, che fanno stragi in #Yemen, ritornano d’attualità in un reportage dal titolo &#8220;Bomben ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le bombe RWM made in Sardegna in un reportage di denuncia della televisione pubblica tedesca. Dove si spiega perché certe produzioni si fanno fuori dalla Germania. </strong><strong>Ad esempio a Domusnovas</strong></p>
<p>&#8211; Dopo l’inchiesta del New York Times le bombe #Rwm made in Sardegna, che fanno stragi in #Yemen, ritornano d’attualità in un reportage dal titolo &#8220;Bomben für die Welt&#8221; (“Bombe per il mondo”) che andrà in onda lunedì 15 gennaio (ore 22.45) sul primo canale della televisione pubblica tedesca (ARD).</p>
<p>Gli autori del reportage (Philipp Grüll e Karl Hoffmann, quest’ultimo aveva già firmato nel marzo del 2016 un’inchiesta sulla fabbrica bombe di Domusnovas, in Sardegna: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/SKJ179">https://goo.gl/SKJ179</a></span>) spiegano come le norme sulle esportazioni di armi tedesche siano tra le più severe al mondo, però solo sulla carta. Questo perché allo stesso tempo bombe di un’azienda italiana (facente capo ad un gruppo tedesco: Rheinmetall) cadono nello Yemen, dove si verifica il peggior disastro umanitario del nostro tempo. E anche perché le aziende tedesche, così facendo, hanno sviluppato una padronanza nell&#8217;escludere gli standard di approvazione tedeschi, molto restrittivi, restando però coinvolte in società di paesi in cui le stesse leggi non si applicano, come ad esempio l’Italia. Così l&#8217;industria tedesca delle armi si è attrezzata per rimanere sempre in attività, il lavoro sporco viene fatto altrove.</p>
<p>La soluzione? Munizioni e sistemi d’armi  devono essere fabbricati all&#8217;estero e quindi fuori dai controlli delle esportazioni tedesche, in paesi che si fanno meno scrupoli. E’ il caso della Rwm Italia, fabbrica di bombe a Domusnovas (Sardegna), un caso che si ripete in altre parti del mondo dove i produttori di armi Rheinmetall hanno creato stabilimenti (ad esempio veicoli su ruote e cingolati militari tramite uno stabilimento secondario in Turchia): una prova senza precedenti delle conseguenze con cui le compagnie tedesche di armamenti sfuggono ai controlli del governo federale. La documentazione del reportage mostrerà inoltre le connessioni tra bombe, ritorni e flussi di rifugiati, ponendosi una domanda finale: “Che dire del ruolo della Germania come autorità morale nel mondo?” (<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/z1DSx6">https://goo.gl/z1DSx6</a></span>).</p>
<p>E che dire – aggiungiamo noi – dell’immoralità tutta italiana, nel momento in cui, prestandosi a tali operazioni, arriva in ultimo ad autorizzare l’esportazione degli ordigni, sapendo che saranno utilizzati per compiere stragi in paesi in conflitto? Non per caso lo scorso settembre mi sono recato a Londra, alla Defence and Security Equipment International (DSEI), una delle fiere più importanti al mondo del settore militare. Proprio per denunciare questo scandalo e vergogna. Tedesco e italiano insieme. Tutto torna.</p>
<p>Qui i riferimenti alla notizia:</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ard.de/home/ard/Waffendeals_fuer_Anfaenger/4567890/index.html">http://www.ard.de/home/ard/Waffendeals_fuer_Anfaenger/4567890/index.html</a></span><br />
<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.ard.de/home/ard/Waffendeals_fuer_Anfaenger/4567890/index.html">http://www.daserste.de/information/reportage-dokumentation/dokus/sendung/bomben-fuer-die-welt-100.html</a></span></p>
<p>p.s.</p>
<p>Un lancio di agenzia che è sicuramente sfuggito all&#8217;AD Rwm Italia: &#8220;Sul fronte delle politica estera, Cdu e Spd intendono introdurre ulteriori limiti sull‘esportazione di armi e bloccare immediatamente la vendita di armi ai paesi coinvolti nel conflitto yemenita (un passaggio che sembra mirare all‘Arabia Saudita, tra i principali acquirenti di armi tedesche)&#8221;. <span style="color: #0000ff;"><a class="" dir="ltr" style="color: #0000ff;" href="https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1F118C-OITTP" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1F118C-OITTP</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 100%; height: 349px; " class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-2606-1" width="620" height="349" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/960-1.mp4?_=1" /></video></div>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/2-620x330-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2608" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/2-620x330-1.jpg" alt="2-620x330 (1)" width="620" height="330" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/11.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2609" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/11-1024x576.jpg" alt="1" width="620" height="348" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sardo.png"><img class="alignnone size-large wp-image-2610" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sardo-1024x493.png" alt="sardo" width="620" height="298" /></a></p>
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		<title>Fact-checking: come ti smonto le balle dell’AD Rwm Italia in 10 mosse</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 14:12:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; L’intervista dell’Unione Sarda all’amministratore delegato di Rwm Italia (la famigerata fabbrica di bombe made in Sardegna che fanno stragi di civili in Yemen) merita una replica, tecnica, fattuale, fosse solo per smontare alcune delle chiacchiere rilasciate dallo stesso, in assoluta libertà. Andiamo con ordine e per punti. Dice l’AD Rwm Italia: “Chi chiede la ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L’intervista dell’Unione Sarda all’amministratore delegato di Rwm Italia (la famigerata fabbrica di bombe made in Sardegna che fanno stragi di civili in Yemen) merita una replica, tecnica, fattuale, fosse solo per smontare alcune delle chiacchiere rilasciate dallo stesso, in assoluta libertà. Andiamo con ordine e per punti.</p>
<ul>
<li>Dice l’AD Rwm Italia: “<strong>Chi chiede la riconversione della Rwm Italia mente sapendo di farlo. Nessun cambio di attività è possibile, la prospettiva sarebbe solo la chiusura della fabbrica e il licenziamento dei dipendenti</strong>”. Ebbene, si potrebbe rispondere facilmente utilizzando la stessa stupida retorica. Così: “Chi dice che nessun cambio di attività è possibile, mente sapendo di farlo”. Siamo, infatti, dinanzi al classico caso di &#8220;ricatto occupazionale&#8221;. L’Ad Rwm dice che &#8220;non c&#8217;è possibilità di riconvertire&#8221;? Certo, lo stesso diceva quello della Valsella (mine): che invece è stata convertita al civile. In soldoni, “volere è potere” (per noi sarebbe anche “dovere”). Il fatto, molto più semplicemente,  è che la Rwm non vuole riconvertire. Perché finchè c’è guerra c’è speranza. Di fare soldi. Peccato che però qualcuno ci rimetta la pelle…. Se poi dovessimo restare su quanto prevede la legge 185/90 (Norme sul controllo dell&#8217;esportazione, importazione e transito dei materiali), di cui l&#8217;AD Rwm Italia si riempie tanto la bocca &#8211; evidentemente non conoscendola &#8211; vorremo richiamare l&#8217;attenzione su quanto recita l&#8217;art. 1, comma 3°: &#8220;Il Governo predispone misure idonee ad assecondare la graduale differenziazione produttiva e la conversione a fini civili delle industrie nel settore della difesa di armamento&#8221;. E quanto chiediamo da anni in sede parlamentare,  non certo dal giorno della pubblicazione dell&#8217;inchiesta del New York Times. Per questo motivo, l&#8217;illazione complottistica dell&#8217;Ad Rwm Italia, che adombra  speculazioni elettorali in concerto col NYT, viene respinta al mittente;</li>
<li>Dice l’AD Rwm Italia: “<strong>A Domusnovas lavorano oltre trecento dipendenti</strong>”. Dipendenti Rwm Italia? Davvero? E’ falso. Infatti, è impossibile trovare riscontro documentale a tale dichiarazione. Perché le carte ufficiali (ultimo Bilancio Rwm Italia:<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/5nbmrX"> https://goo.gl/5nbmrX</a></span>) dicono ben altro. Nonostante si continui a sbandierare un numero di occupati pari a 300 unità i numeri dei reali dipendenti Rwm Italia dicono ben altro. Intanto i costi. Nel 2016 i salari e stipendi hanno raggiunto i 6.580.981 euro (erano 5.776.499 nel 2015). L’organico medio (nr.) anno nel 2015 era pari a 132, passato nel 2016 a 138 (4 dirigenti, 87 impiegati e 47 operai).  Al 31 dicembre 2016 si trovavano in servizio (tra Ghedi e Domusnovas) 152 persone, di cui 12 con contratto a tempo determinato. Ai lavoratori di Ghedi viene applicato il Contratto dell’Industria Metalmeccanica, mentre a quelli sardi di Domusnovas  il contratto dell’Industria Chimica. I numeri del personale indicano 83 dipendenti a Domusnovas (erano 74 nel 2015) e in 69 quelli in Ghedi;</li>
<li>Scrive il giornale: “Un conflitto fuori dall&#8217;ombrello Onu che conta già sedicimila vittime. Per inciso: le bombe sono state lanciate dall&#8217;Arabia Saudita”. Non è esatto. Le ultime certificate stime delle vittime del conflitto in Yemen (fonte ONU) accreditano un numero di circa 13mila vittime. E le bombe non sono lanciate solo dall’Arabia Saudita, ma anche dalla coalizione militare che accompagna il regime saudita in questa strage di civili (altri 7 Paesi dell’area);</li>
<li>Riferendosi all’inchiesta del New York Times, l’AD Rwm dice: “<strong>L&#8217;articolo non aggiunge novità rispetto al dibattito sui giornali, sulla Rete e in Parlamento tra luglio e settembre</strong>”. Sbagliato. L’inchiesta del NYT ha aggiunto nuovi tasselli e prove documentali prima non conosciute (ad esempio le tratte navali – in dettaglio &#8211; battute per fare arrivare le bombe in Arabia, ma anche la corrispondenza dei codici delle bombe rispetto all’origine della produzione, laddove il numero di queste corrispondenze,  in passato, era limitato a 2 soli casi);</li>
<li>Dice l’AD Rwm Italia: “<strong>Mi ha colpito la singolare coincidenza con l&#8217;inizio della campagna elettorale. L&#8217;autore aveva contattato la società mesi fa per chiedere informazioni, preannunciando la pubblicazione del servizio giornalistico per agosto-settembre. Chissà perché attendere il 29 dicembre. Curioso, no?</strong>”. Evidentemente l’Ad Rwm Italia non è pratico di inchieste giornalistiche e quindi non sa che spesso, per raccogliere tutte le informazioni e verificarle sul campo, occorrano anche mesi. O forse scambia il NYT per la Gazzetta di Bagonghi? Poi dice il complottismo…;</li>
<li>Dice l’AD Rwm Italia: “<strong>Ricordo soltanto che il Parlamento e il governo si sono chiaramente espressi motivando la legittimità delle autorizzazioni all&#8217;esportazione. Il tema era già stato oggetto di una serie di esposti alla magistratura che presumo siano stati archiviati. Il fatto che la Rwm continui ad operare è la conferma del comportamento corretto dell&#8217;azienda</strong>”. Parzialmente falso. Il governo si è più volte pronunciato dichiarando la regolarità delle autorizzazioni all’export (regolarità, non legittimità, quest’ultima – ci auguriamo – la lasciamo decidere alla magistratura…), ma non è vero che lo stesso abbia fatto il Parlamento. L’AD Rwm Italia, piuttosto che aprire bocca per liberare aria fritta, dovrebbe seriamente preoccuparsi di documentare le chiacchiere che propala per sentito dire. Volendo essere ancor più precisi, la Relazione annuale sull’export armamenti che il Governo produce alle Camere  non è mai stata oggetto di discussione e approvazione in Parlamento. La Rwm Italia esporta perchè ha una autorizzazione, ma non è detto che questa &#8220;sia conforme alle leggi&#8221;. Sono due cose diverse e l&#8217;AD Rwm Italia lo sa (ma si guarda bene dal dirlo);</li>
<li>Alla domanda del giornale: “Accusano la Rwm Italia di esportare in Arabia Saudita violando leggi e risoluzioni europee”, l’AD Rwm Italia risponde: “Assolutamente no”. Anche qui un’altra balla, basti leggere con attenzione il contenuto delle 4 risoluzioni approvate dal Parlamento europeo (QUI: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/AcxemQ">https://goo.gl/AcxemQ</a></span>). Di sotto, in ultimo, riproduco alcuni passaggi fondamentali delle risoluzioni, per chi volesse approfondire. Mi limito qui, a mo’ d’esempio, a citare il seguente: “[…] <em><strong>considerando che alcuni Stati membri dell&#8217;UE hanno continuato ad autorizzare il trasferimento di armi e articoli correlati verso l&#8217;Arabia Saudita dopo l&#8217;inizio della guerra; che tali trasferimenti violano la posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi, che esclude esplicitamente il rilascio di licenze relative ad armi da parte degli Stati membri laddove vi sia il rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto umanitario internazionale e per compromettere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali…invita il Consiglio a promuovere con efficacia il rispetto del diritto internazionale umanitario, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell&#8217;Unione; ribadisce, in particolare, la necessità che tutti gli Stati membri dell&#8217;Unione applichino rigorosamente le disposizioni sancite nella posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio sull&#8217;esportazione di armi; ricorda, a tale riguardo, quanto indicato nella sua risoluzione del 25 febbraio 2016</strong></em>”;</li>
<li>Alla domanda del giornale: “ La capogruppo Rheinmetall delega la produzione di bombe allo stabilimento sardo perché la Germania ne proibisce l&#8217;esportazione? La Germania vieta l&#8217;esportazione?”, l’AD Rwm Italia risponde: “È una falsità. Le bombe d&#8217;aereo non sono mai state prodotte in Germania dopo la seconda guerra mondiale. Non posso parlare per il governo tedesco ma non penso siano mai esistiti gli elementi per speculare sulla questione”. Ecco, si astenga. Anche perché il punto è già stato chiarito da un’inchiesta giornalistica della Tv pubblica tedesca (ARD), che si può vedere qui: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://youtu.be/fmkKc7UYsBI">https://youtu.be/fmkKc7UYsBI</a></span>. Ed è stato chiarito grazie alle interrogazioni parlamentari del deputato tedesco della Die Linke, Jan van Aaken. Il quale ha dimostrato, carte alla mano, come dalla  Germania non possano partire carichi di bombe come quelli autorizzati dal governo italiano, in ragione delle restrizioni imposte dal Consiglio di sicurezza tedesco. Se poi non  bastasse, invitiamo l&#8217;Ad Rwm Italia a sintonizzarsi sulla televisione tedesca, primo canale pubblico, lunedì 15 gennaio alle 22.45. Avrà delle sorprese&#8230;;</li>
<li>Alla domanda del giornale: “Il fatturato?”, l’AD Rwm Italia risponde: “<strong>Settantadue milioni nel 2016, cresciuto nel 2017 assieme al numero dei dipendenti</strong>”. Giusto il dato del fatturato e la crescita, ma per quanto riguarda il personale verrebbe solo da ridere. Costo del lavoro, il rapporto è il seguente: Ricavi 71.184 euro/migliaia – Costo del Lavoro 9.065 euro/migliaia. L’incidenza percentuale del costo del lavoro sui ricavi è pari al 12,7%. I ricavi per dipendente sono pari a 468 euro/migliaia a fronte di un costo lavoro per dipendente pari a 60 euro/migliaia. I numeri evidenziano, ancora una volta, che a fronte dell’ingente utile conseguito la spesa del personale continua a rimanere bassa, come il numero delle assunzioni. I ricavi delle vendite e delle prestazioni passano dai 48 milioni del 2015 ai circa 72 milioni del 2016. Tutto ciò a fronte di un limitato aumento dei costi di produzione (8 milioni circa). Quindi, un incremento del 50% i rispetto al 2015. Così l’utile si attesta sui 12 milioni di euro rispetto ai 4 dell’anno precedente. Il valore della produzione assomma a circa 600milioni, mentre i costi di produzione sono pari a 554milioni, con un risultato operativo positivo di circa 47 milioni, che al netto imposte e tasse porta il risultato di esercizio a circa 36 milioni di euro. Chi volesse andare oltre alle chiacchiere dell’AD Rwm Italia può leggersi l’ultimo bilancio. Qui: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/5nbmrX">https://goo.gl/5nbmrX</a></span></li>
<li>Alla domanda del giornale: “Perché avete tentato di saltare la procedura di Valutazione di impatto ambientale per il nuovo campo prove?”, l’AD Rw, Italia risponde: “<strong>Non abbiamo tentato di saltare alcuna procedura. Secondo la nostra interpretazione all&#8217;avvio della richiesta di concessione edilizia, l&#8217;opera non rientrava tra quelle per cui è prevista la procedura di Via. Di diverso avviso è stata la Regione. Ora sta esaminando i documenti, siamo in attesa del responso</strong>”. Parzialmente falso. Nel senso che la Regione non sta ancora esaminando alcun documento, anche perché i documenti per avviare la procedura devono essere resi di pubblico dominio, cosa che non è ancora. Di quale responso chiosa l’AD Rwm Italia? E’ ben lungi dall’arrivare, si metta l’anima in pace. Qui per verificare: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/xKTTaq">https://goo.gl/xKTTaq</a></span></li>
</ul>
<p>p.s   Nulla accade per caso. Un lancio di agenzia che è sicuramente sfuggito all&#8217;AD Rwm Italia: &#8220;Sul fronte delle politica estera, Cdu e Spd intendono introdurre ulteriori limiti sull‘esportazione di armi e bloccare immediatamente la vendita di armi ai paesi coinvolti nel conflitto yemenita (un passaggio che sembra mirare all‘Arabia Saudita, tra i principali acquirenti di armi tedesche)&#8221;  <span style="color: #0000ff;"><a class="" dir="ltr" style="color: #0000ff;" href="Nulla accade per caso. Un lancio di agenzia che è sicuramente sfuggito all'AD Rwm Italia: &quot;Sul fronte delle politica estera, Cdu e Spd intendono introdurre ulteriori limiti sull‘esportazione di armi e bloccare immediatamente la vendita di armi ai paesi coinvolti nel conflitto yemenita (un passaggio che sembra mirare all‘Arabia Saudita, tra i principali acquirenti di armi tedesche)&quot;" target="_blank" rel="nofollow noopener">https://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN1F118C-OITTP</a></span></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/personale-01.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2595" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/personale-01-735x1024.jpg" alt="personale-01" width="620" height="863" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Approfondimento sulle risoluzioni approvate dal Parlamento Europeo</p>
<p><strong>Risoluzione del Parlamento europeo del 30 novembre 2017 sulla situazione nello Yemen (2017/2849(RSP))</strong></p>
[…]
<p>condanna con la massima fermezza le violenze incessanti nello Yemen e tutti gli attacchi ai danni dei civili e delle infrastrutture civili, i quali costituiscono crimini di guerra;</p>
<p>ricorda che gli attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili, compresi gli ospedali e il personale medico, equivalgono a una grave violazione del diritto internazionale umanitario; esorta la comunità internazionale ad adottare provvedimenti affinché i responsabili delle violazioni del diritto internazionale nello Yemen siano perseguiti penalmente a livello internazionale;</p>
<p>invita il Consiglio a promuovere con efficacia il rispetto del diritto internazionale umanitario, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell&#8217;Unione; ribadisce, in particolare, la necessità che tutti gli Stati membri dell&#8217;UE applichino rigorosamente le disposizioni sancite nella posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio;</p>
<p>ricorda, in tale contesto, la sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen, nella quale chiede al VP/AR di avviare un&#8217;iniziativa finalizzata all&#8217;imposizione da parte dell&#8217;UE di un embargo sulle armi nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto internazionale umanitario da parte di tale paese nello Yemen e del fatto che continuare a rilasciare licenze di vendita di armi all&#8217;Arabia Saudita costituirebbe quindi una violazione della posizione comune 2008/944/PESC;</p>
<p><strong>Risoluzione del Parlamento europeo del 15 giugno 2017 sulla situazione umanitaria nello Yemen (2017/2727(RSP))</strong></p>
[…]
<p>considerando che nella sua risoluzione del 25 febbraio 2016 il Parlamento ha chiesto l&#8217;avvio di un&#8217;iniziativa finalizzata all&#8217;imposizione di un embargo dell&#8217;UE sulle armi nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita, conformemente alla posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell&#8217;8 dicembre 2008,</p>
<p>invita nuovamente tutte le parti in causa e i loro sostenitori regionali e internazionali a rispettare il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale in materia di diritti umani, a garantire la protezione dei civili e ad astenersi dall&#8217;attaccare direttamente le infrastrutture civili, in particolare le strutture sanitarie e gli impianti idrici; ricorda che gli attacchi deliberati contro i civili e le infrastrutture civili, compresi gli ospedali e il personale medico, costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario; esorta la comunità internazionale a prendere provvedimenti affinché i responsabili delle violazioni del diritto internazionale nello Yemen siano perseguiti penalmente a livello internazionale;</p>
<p>invita il Consiglio a promuovere con efficacia il rispetto del diritto internazionale umanitario, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell&#8217;Unione; ribadisce, in particolare, la necessità che tutti gli Stati membri dell&#8217;Unione applichino rigorosamente le disposizioni sancite nella posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio sull&#8217;esportazione di armi; ricorda, a tale riguardo, quanto indicato nella sua risoluzione del 25 febbraio 2016;</p>
<p><strong>Risoluzione del Parlamento europeo del 25 febbraio 2016 sulla situazione umanitaria nello Yemen (2016/2515(RSP))</strong></p>
[…]
<p>considerando che alcuni Stati membri dell&#8217;UE hanno continuato ad autorizzare il trasferimento di armi e articoli correlati verso l&#8217;Arabia Saudita dopo l&#8217;inizio della guerra; che tali trasferimenti violano la posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi, che esclude esplicitamente il rilascio di licenze relative ad armi da parte degli Stati membri laddove vi sia il rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto umanitario internazionale e per compromettere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali;</p>
<p>invita tutte le parti a rispettare il diritto umanitario internazionale e il diritto internazionale in materia di diritti umani, a garantire la protezione dei civili e ad astenersi dall&#8217;attaccare direttamente le infrastrutture civili, soprattutto le strutture sanitarie e gli impianti idrici; esige un&#8217;indagine indipendente su tutte le accuse di abusi, torture, uccisioni mirate di civili e altre violazioni del diritto internazionale in materia di diritti umani e del diritto umanitario internazionale;</p>
<p>chiede all&#8217;UE di promuovere con efficacia il rispetto del diritto umanitario internazionale, come stabilito nei pertinenti orientamenti dell&#8217;UE; sottolinea in particolare la necessità che l&#8217;UE metta in evidenza, nel suo dialogo politico con l&#8217;Arabia Saudita, l&#8217;esigenza di rispettare il diritto umanitario internazionale e, qualora tale dialogo risulti infruttuoso, che consideri ulteriori misure in conformità degli orientamenti dell&#8217;Unione volti a promuovere l&#8217;osservanza del diritto umanitario internazionale;</p>
<p>invita il VP/AR ad avviare un&#8217;iniziativa finalizzata all&#8217;imposizione da parte dell&#8217;UE di un</p>
<p>embargo sulle armi nei confronti dell&#8217;Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale paese nello Yemen e del fatto che il continuo rilascio di licenze di vendita di armi all&#8217;Arabia Saudita violerebbe pertanto la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell&#8217;8 dicembre 2008;</p>
<p><strong>Risoluzione del Parlamento europeo del 9 luglio 2015 sulla situazione nello Yemen (2015/2760(RSP))</strong></p>
[…]
<p>considerando che in varie occasioni i raid aerei sferrati dalla coalizione militare a guida saudita nello Yemen hanno ucciso civili, in violazione del diritto umanitario internazionale, il che richiede di intraprendere qualsiasi intervento possibile per prevenire o ridurre al minimo le vittime civili;</p>
<p>condanna le azioni unilaterali violente e destabilizzanti intraprese dagli Huthi e dalle unità militari fedeli all&#8217;ex presidente Saleh; condanna inoltre gli attacchi aerei da parte della coalizione guidata dall&#8217;Arabia saudita e il blocco navale imposto allo Yemen, che hanno causato la morte di migliaia di persone, hanno ulteriormente destabilizzato il paese, hanno creato condizioni più favorevoli all&#8217;espansione del terrorismo e delle organizzazioni estremiste, quali l&#8217;ISIS/Da&#8217;ish e l&#8217;AQAP, e hanno aggravato una situazione umanitaria già critica;</p>
<p>invita tutte le parti a rispettare il diritto umanitario internazionale e in materia di diritti umani, a garantire la protezione dei civili e ad astenersi dall&#8217;attaccare direttamente le infrastrutture civili, soprattutto le strutture sanitarie e gli impianti idrici, nonché dall&#8217;utilizzare edifici civili per scopi militari, e a cooperare con urgenza con le Nazioni Unite e con le organizzazioni di aiuto umanitario per fornire assistenza a quanti ne hanno bisogno;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sordi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2596" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/sordi.jpg" alt="sordi" width="592" height="348" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Unione Sarda, 14 gennaio 2018</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/731.png"><img class="alignnone size-large wp-image-2626" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/731-1024x788.png" alt="73" width="620" height="477" /></a></p>
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		<title>Elezioni, +Europa o +Bombe?</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jan 2018 17:22:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Elezioni, chiosano di +Europa, ma in 3 anni al Governo hanno garantito +Bombe italiane in Yemen Tutti europeisti a parole. Poi, alla prova dei fatti, dell’Europa ce ne si può anche fregare. Questo pomeriggio, nel difendere il progetto e la presenza nelle prossime elezioni della lista +Europa, Benedetto Della Vedova ha denunciato l’imbroglio di una legge ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Elezioni, chiosano di +Europa, ma in 3 anni al Governo hanno </strong><strong>garantito +Bombe italiane in Yemen</strong></p>
<p>Tutti europeisti a parole. Poi, alla prova dei fatti, dell’Europa ce ne si può anche fregare. Questo pomeriggio, nel difendere il progetto e la presenza nelle prossime elezioni della lista +Europa, Benedetto Della Vedova ha denunciato l’imbroglio di una legge elettorale che non garantirebbe parità di accesso per coloro che hanno l’obbligo di raccogliere le firme. Fa piacere registrare le contraddizioni di un sottosegretario agli Affari esteri, quando da un lato chiosa di +Europa e dall’altro, in 3 anni di Governo, dei pronunciamenti del Parlamento europeo se n’è bellamente fregato. Ricordiamo bene come più volte, nelle Aule parlamentari, rappresentando il Governo, il sottosegretario ha risposto alle interrogazioni del M5s, giustificando  l’autorizzazione all’export in Arabia Saudita delle bombe made in Italy (autorizzazione concessa dal suo dicastero), le stesse bombe che, come recentemente  documentato dal New York Times, hanno prodotto 13mila vittime tra i civili yemeniti, contribuendo alla più grave crisi umanitaria del pianeta, ancora in atto.  Ma soprattutto ricordiamo l’esponente di lotta e di governo, prossimo a candidarsi col simbolo del Centro Democratico messo a disposizione da Tabacci per ovviare alla raccolta firme,  che l’Europa, il Parlamento europeo, sul conflitto armato in Yemen si è già pronunciato 4 volte (con apposite risoluzioni approvate a larghissima maggioranza) per l’embargo di armamenti verso l’Arabia Saudita, criticando inoltre gli Stati europei, tra questi l’Italia, per avere violato i trattati internazionali che disciplinano la materia, causa trasferimento di armamenti verso nazioni che si trovano in stato di conflitto armato (il regime saudita). Lista +Europa o Lista +Bombe?”</p>
<p>Qui il testo delle risoluzioni europee</p>
<p>30 novembre 2017: <a href="https://goo.gl/gxy1FJ">https://goo.gl/gxy1FJ</a>; 15 giugno 2017: <a href="https://goo.gl/Ahhg8S">https://goo.gl/Ahhg8S</a>; 25 febbraio 2016: <a href="https://goo.gl/4BDQik">https://goo.gl/4BDQik</a>;  9 luglio 2015: <a href="https://goo.gl/e27kan">https://goo.gl/e27kan</a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/20479477_1235265623284590_1165766325631710929_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2520" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2018/01/20479477_1235265623284590_1165766325631710929_n.jpg" alt="20479477_1235265623284590_1165766325631710929_n" width="810" height="360" /></a></p>
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		<title>The New York Times, inchiesta sulla Sardegna: &#8220;Fabbrica le bombe che fanno stragi in Yemen&#8221;. La mia denuncia</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Dec 2017 14:29:27 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>- Le bombe Rwm fabbricate in Sardegna (usate dall&#8217;Arabia Saudita nella guerra in Yemen) nella documentata denuncia video pubblicata oggi dal New York Times. Sono orgoglioso di avere collaborato all&#8217;inchiesta giornalistica, evidenziando l&#8217;importante ruolo del M5s tutto nella denuncia di questo crimine</p>
<p>Dopo mesi di stretta collaborazione con il NYT (a cui ho fornito video, foto, documentazione, contatti) ecco il servizio video pubblicato dalla prestigiosa testata americana. La <span class="text_exposed_show">denuncia è forte, le prove schiaccianti, le responsabilità del Governo italiano (che continua ad autorizzare l&#8217;export delle bombe nonostante le mie &#8211; e non solo &#8211; denunce, con mie ben 6 interrogazioni parlamentari) evidentissime e ora sempre più imbarazzanti. E c&#8217;è anche la Sardegna, in primissimo piano, con gli stabilimenti della Rwm a Domusnovas. Ora più nessuno potrà dire di non sapere. Buona visione. <a class="_58cn" href="https://www.facebook.com/hashtag/stopbombingyemen?source=feed_text&amp;story_id=1344419882369163" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}"><span class="_5afx"><span class="_58cl _5afz">#</span><span class="_58cm">stopbombingyemen</span></span></a></span></p>
<p>p.s. Qui trovate elencato in dettaglio tutto il mio impegno nella battaglia di denuncia sulla produzione delle bombe e sulle responsabilità del Governo italiano: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://goo.gl/wvAXdG">https://goo.gl/wvAXdG</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe id="nyt_video_player" title="New York Times Video - Embed Player" src="https://static01.nyt.com/video/players/offsite/index.html?videoId=100000005254317" width="480" height="321" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Qui sotto a New York, nella Redazione del NYT, con gli autori dell&#8217;inchiesta giornalistica (Malachy Browne e Barbara Marcolini), in compagnia dell&#8217;amico Francesco Vignarca (Rete disarmo)</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/mal1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2444" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/mal1.png" alt="mal1" width="809" height="870" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/uno1.png"><img class="alignnone size-large wp-image-2446" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/uno1-1024x376.png" alt="uno1" width="620" height="227" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/the11.png"><img class="alignnone size-large wp-image-2448" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/the11-1024x566.png" alt="the11" width="620" height="342" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/nyt.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2455" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/nyt.png" alt="nyt" width="879" height="855" /></a></p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/mal2.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2456" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/mal2.png" alt="mal2" width="811" height="812" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 100%; height: 224px; " class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-2440-2" width="416" height="224" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/la7.mp4?_=2" /></video></div>
<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/rete.png"><img class="alignnone size-full wp-image-2471" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/rete.png" alt="rete" width="885" height="506" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/photo_2017-12-31_12-50-31.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2485" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/photo_2017-12-31_12-50-31.jpg" alt="photo_2017-12-31_12-50-31" width="793" height="445" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/beret3.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-2486" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/beret3-987x1024.jpg" alt="beret3" width="620" height="643" /></a></p>
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		<title>Risoluzione UE embargo armi all&#8217;Arabia Saudita e poligoni sardi: la mia intervista alla RAI</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 14:47:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi sono sulla RAI (TgR). Di sotto potete vedere l&#8217;intervista sulla nuova risoluzione Ue di embargo armi all&#8217;Arabia Saudita, sulle bombe Rwm made in Sardegna e sui poligoni militari. Per gli approfondimenti sulla risoluzione UE qui: https://goo.gl/XuMuAt &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono sulla RAI (TgR). Di sotto potete vedere l&#8217;intervista sulla nuova risoluzione Ue di embargo armi all&#8217;Arabia Saudita, sulle bombe Rwm made in Sardegna e sui poligoni militari. Per gli approfondimenti sulla risoluzione UE qui: <a href="https://goo.gl/XuMuAt" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}" data-lynx-mode="async" data-lynx-uri="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2FXuMuAt&amp;h=ATOIQ-Br5G6_zmuoegN98BlVB-XjzSAIdCE_QivoFOpKZQa29lkrfEVqHof2sIBTteohGmi9vZsD7kbSZpKjdPcffnoT34jx9dY0UAmHHgI7FTEpUaC2kooxzS_KUHHCcS8T8Qx9n540-BsZZo-qIVR8AGhqs68k4PMgD_vAO2zYJ2f5d8-urD65J5TPBhY6FunvbOUcsNUKPcg8WVQkJboudbzKGVNphIWTTlx0gnxj5FybfJApihpqneX1v2mKVXZGI1YUlDJuGqb4eJCbwY4U1uBXZ7ILhk57H1Tjyg">https://goo.gl/XuMuAt</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="width: 100%; height: 496px; " class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-1881-3" width="620" height="496" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/12/rai_sardegna_ue.mp4?_=3" /></video></div>
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		<title>Rwm, lo strano viaggio. Dov’è finito il carico?</title>
		<link>https://www.robertocotti.it/2017/07/04/rwm-lo-strano-viaggio-dove-finito-il-carico/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 12:07:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L’intervento della Difesa nasconde una commessa americana? Venerdì 30 giugno, pomeriggio: alcuni Tir lasciano lo stabilimento della Rwm Italia S.p.A. di Domusnovas, in Sardegna. E’ l’azienda che produce le famigerate bombe serie MK che da due anni fanno strage di civili nello Yemen. E l’export di tali ordigni viene autorizzato dal nostro Governo. I Tir ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’intervento della Difesa nasconde una commessa americana?</p>
<p>Venerdì 30 giugno, pomeriggio: alcuni Tir lasciano lo stabilimento della Rwm Italia S.p.A. di Domusnovas, in Sardegna. E’ l’azienda che produce le famigerate bombe serie MK che da due anni fanno strage di civili nello Yemen. E l’export di tali ordigni viene autorizzato dal nostro Governo. I Tir sono scortati dai Carabinieri e il viaggio sarà lungo e attraverserà tutta la Sardegna, coi rischi che si possono ben immaginare: 270 Km, fino al porto industriale di Olbia. Qui si imbarcheranno sul cargo “Giuseppe S.A.” della compagnia Moby S.p.A. Alle ore 22 circa la nave lascerà l’Isola con direzione Piombino, dove arriverà alle ore 7.04 del primo luglio.</p>
<p>Che fine ha fatto il carico?</p>
<p>Una prima ricostruzione, agevolata da alcune indiscrezioni, vuole che il carico abbia preso la direzione di Genova, su strada, per un imbarco finale sulla “Maersk Taurus” (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fgoo.gl%2FfswjQU&amp;h=ATOon75rxK6RvptmT3MiwAsiMtfNkaMhXm_gQbDFa7nU_Mdgfkql9-F3tm40wb1cW3p8AU5YSZqo--IRIAcdyC8yR3zN9o1J_tfoEjdvDuU7O-bGdGBoMBUORO_dCmDvoV3aZV_QnmH4lsOOmzkpqNPb2n7W9tJBd2q64_tUWwd-6yBspXNh_lo-_IgnkKH5nNYedmF8HUJKqsNUbjRp2U1j4HWRL3WlhFW4550INI1cZVCjs5TGdYqt4ZqoEjm5D0ccZ5cLh8XIH-0YsYhpynULQwbssM4ubg" target="_blank" rel="noopener" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}" data-lynx-mode="async">https://goo.gl/fswjQU</a>), nave container-ship costruita nel 2008 che naviga attualmente sotto bandiera di Singapore (lunghezza totale di 332 m e larghezza massima di 43 m, stazza lorda di 94.193 tonnellate). La nave è poi partita da Genova alle 18.33. Il suo arrivo, previsto in Egitto (nazione che fa parte della coalizione militare che sta bombardando lo Yemen, guidata dall&#8217;Arabia Saudita), a Port Said per il 3 luglio, si è invece concretizzato nella giornata successiva. Attualmente la nave è ferma in una banchina di Port Said (è stato ipotizzato che il materiale potesse proseguire, sempre su nave, attraverso lo stretto di Suez, per arrivare a Gedda, in Arabia Saudita, laddove già in passato i carichi Rwm sono approdati dopo essere partiti dal porto industriale di Cagliari).</p>
<p>E se invece fosse Livorno?</p>
<p>Tra Piombino e Livorno corrono 88 Km, poco più di un’ora di viaggio. Il carico potrebbe essere finito proprio qui. Ma perché Livorno? Facciamo una pausa e soffermiamoci su una cronaca del Manifesto del 14 aprile 2017 (a firma Manlio Dinucci). Titolo: “Da Camp Darby armi USA per la guerra in Siria e Yemen”. Per le parti di nostro interesse, ecco la cronaca: “Si chiama «Liberty Passion» (Passione per la Libertà). È una modernissima, enorme nave statunitense di tipo Ro/Ro. La nave, appartenente alla compagnia statunitense «Liberty Global Logistics», ha fatto il suo primo scalo il 24 marzo nel porto di Livorno. Prende così via ufficialmente un collegamento regolare tra Livorno e i porti di Aqaba in Giordania e Gedda in Arabia Saudita, effettuato mensilmente dalla «Liberty Passion» e dalle sue consorelle «Liberty Pride» (Orgoglio di Libertà) e «Liberty Promise» (Promessa di Libertà). L’apertura di tale servizio è stata celebrata come «una festa per il porto di Livorno». Nessuno dice, però, perché la compagnia statunitense abbia scelto proprio lo scalo toscano. Lo spiega un comunicato dell’Amministrazione marittima Usa (4 marzo 2017): la «Liberty Passion» e le altre due navi, che effettuano il collegamento Livorno-Aqaba-Gedda, fanno parte del «Programma di sicurezza marittima» che, attraverso una partnership tra pubblico e privato, «fornisce al Dipartimento della difesa una potente, mobile flotta di proprietà privata, con bandiera ed equipaggio statunitensi». Le tre navi hanno ciascuna «la capacità di trasportare centinaia di veicoli da combattimento e da appoggio, tra cui carrarmati, veicoli per il trasporto truppe, elicotteri ed equipaggiamenti per le unità militari». È dunque chiaro perché, per il collegamento con i due porti mediorientali, la compagnia statunitense abbia scelto il porto di Livorno. Esso è collegato a Camp Darby, la limitrofa base logistica dello U.S. Army, che rifornisce le forze terrestri e aeree Usa nell’area mediterranea, mediorientale, africana e oltre. E’ l’unico sito dell’esercito Usa in cui il materiale preposizionato (carrarmati, ecc.) è collocato insieme alle munizioni: nei suoi 125 bunker vi è l’intero equipaggiamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata. Vi sono stoccate anche enormi quantità di bombe e missili per aerei, insieme ai «kit di montaggio» per costruire rapidamente aeroporti in zone di guerra. Questi e altri materiali bellici possono essere rapidamente inviati in zona di operazione attraverso il porto di Livorno Nel suo viaggio inaugurale – riportano documentate fonti (AsiaNews e altre) – la «Liberty Passion» ha trasportato 250 veicoli militari da Livorno al porto giordano di Aqaba dove, attraversato il Canale di Suez, è arrivata il 7 aprile. A questa e altre operazioni belliche, tra cui la guerra saudita che fa strage di civili nello Yemen, servono le armi Usa che partono da Livorno”.</p>
<p>Le ipotesi</p>
<p>Torniamo ora alle ipotesi investigative che stanno prendendo piede in queste ore. La prima domanda che ci siamo fatti è se per caso, in coincidenza con lo sbarco del carico Rwm a Piombino, nel porto di Livorno, fosse ormeggiata una delle navi della flotta Liberty Global Logistics LLC (società di trasporto e logistica multifunzione basata negli Stati Uniti), di cui ha riferito Dinucci nei mesi scorsi. Siamo quindi andati a verificare. BINGO!</p>
<p>La nave LIBERTY PASSION</p>
<p>E’ una nuovissima nave cargo-ship, naviga sotto bandiera USA. Lunghezza totale di 199 m, larghezza massima pari a 32 m e stazza lorda di 58.107 t. E il 29 giugno approda Livorno. Non è stato difficile riuscire a scoprire quando è partita: il primo di luglio, intorno alle 16.08. Destinazione? Il 12 luglio se ne prevede l’arrivo in Arabia Saudita. Dove? Sempre a Gedda. Lo dice la compagnia americana nel piano viaggi della sua flotta (vedi foto). Da lì, in poco più di 2 ore di strada, il carico potrebbe arrivare a destinazione: la base aerea della Royal Saudi Air Force di Taif. Da dove partono gli aerei che da oltre 2 anni bombardano lo Yemen.</p>
<p>Il quadro finale</p>
<p>Allo stato attuale sono due le ipotesi. La prima è riferibile alle indiscrezioni inizialmente raccolte e quindi al trasporto del carico Rwm a Genova, per un imbarco sulla Maersk Taurus. Destinazione Port Said e, via Suez, arrivo finale nel porto di Gedda. Un percorso già seguito dalla Rwm e documentato in passato. La seconda, quella appena documentata, nasce da uno strano “incidente&#8221; di percorso. E qui un passo indietro è necessario.</p>
<p>Dopo il trasbordo del carico Rwm da Olbia a Piombino alcune testate giornalistiche hanno ripreso le denunce e le critiche dei pacifisti e dei parlamentari (io tra questi). Le critiche si sono concentrate sull’azienda di Domusnovas e soprattutto sul Governo italiano, che continua ad autorizzare l’export degli armamenti Rwm in Arabia Saudita, un vero e proprio commercio di morte. Ora, mentre l’azienda e il Governo non hanno aperto bocca per replicare alle nuove accuse, ecco invece saltare improvvisamente fuori un comunicato della Moby S.p.A., la società che ha traghettato il carico da Olbia a Piombino. C’è un passaggio interessante nel comunicato, di assoluta novità, che vale la pena riportare. Dice la Moby: “Il trasporto è stato effettuato su precisa richiesta del Ministero della Difesa”. Oplà!</p>
<p>Le domande</p>
<p>Prima domanda: come mai su questo carico è intervenuta la Difesa? E poi, soprattutto, a quale titolo? Questo è un passaggio importante, dirimente. L’unico titolo che avrebbe potuto avere la Difesa è quello del diretto interesse verso la “merce”. E’ così? Erano armamenti commissionati dalla Difesa italiana per le proprie Forze armate? La nostra Difesa si è forse rifornita dalla Rwm? E perché, nel caso, con tutta quella fretta? Perché percorrere 300 chilometri e attraversare la Sardegna quando il carico poteva partire tranquillamente da Cagliari, senza correre alcun rischio? Sappiamo bene cosa produce la Rwm: bombe d’aereo e da penetrazione, missili, siluri, mine marine. Scarseggiano alla Difesa tali ordigni? Stiamo per entrare d&#8217;urgenza in guerra, a nostra insaputa? Improbabile.</p>
<p>Ad ogni modo, se così non dovesse essere, non si giustificherebbe l’intervento della Difesa. In attesa di una smentita su quanto riportato nel comunicato stampa della Moby S.p.A, qualche altra domanda bisogna pur farsela. Ora, se la Difesa non aveva interessi diretti sul carico Rwm, non è che altri, diciamo alleati, diciamo Forze armate USA, oppure d’Arabia, si sono rivolti alla Difesa affinchè intercedesse con l’armatore privato? E’ andata così? Se ciò fosse vero si spiegherebbero molte cose. Ad iniziare dall’ostinazione del nostro Governo a non voler revocare l’autorizzazione all’export di armamenti prodotti in Italia e diretti a paesi in conflitto, armi che come sappiamo vengono usate sulla testa dei civili yemeniti (oltre 10mila le vittime, la metà delle quali sono donne e bambini), come abbondantemente e più volte dimostrato sul posto dalla stampa internazionale e dalle organizzazioni non governative.</p>
<p>E sarebbe ancor più imbarazzante, magari, scoprire che questa commessa Rwm – su cui sarebbe impropriamente intervenuta la nostra Difesa – non è arrivata dall’Arabia Saudita, ma piuttosto dalle United States Armed Forces, le Forze armate degli Stati Uniti d&#8217;America. Le stesse che curano la formazione delle forze armate dell&#8217;Arabia Saudita. Dove? Semplice, a Taif .</p>
<p>Anche perchè, a fare un po&#8217; di memoria, si ricorda l&#8217;intemerata della ministro della Difesa Roberta Pinotti. Su Repubblica Tv, il primo dicembre del 2015, quando scoppio il caso dell&#8217;export in Arabia Saudita della bombe Rwm, con autorizzazione del Governo italiano. Ebbe a dire: &#8220;In Italia esiste una legge, la 185 del 1990, che regola il tema del commercio delle armi e la cui applicazione è sotto responsabilità del ministero degli Esteri . Chi decide se si può vendere o meno? Ci sono indicazioni dell’Onu oppure della Unione europea. Per quanto riguarda l’Arabia Saudita, ricordo che quelle bombe non sono italiane, ma di una ditta americana che utilizza un subcontratto con una azienda tedesca, che possiede due fabbriche in Italia&#8221; (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fyoutu.be%2FJ7HfBxwx0js&amp;h=ATM7GK2rsbFplZPBqdgtSqyDP1aTVm94qHiQGy5w-T-6wx8MZHl61XZU7R8Z8Kk6S54r5B01puCYBQze2YEyfRSyIbRdf-SN7FXYTTzHx8zLte17GmYVLJXguONFD3YZg61yjzwGRN0cxxheHhhau8UsEyi3cBgjsGtVoL0amErMt4vkdz2a621Do51oHKDDVfeSSaDFYGj0Di090Zcf52EZ-SL5rVmkCgAC24f7ce37njAF83Fi35idpnpv3nIHhBJMqPlMa8EtwxXQ5WcuUNavEn2trvHqEA" target="_blank" rel="noopener" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}" data-lynx-mode="async">https://youtu.be/J7HfBxwx0js</a>). Forse la ministro non aveva inquadrato bene la questione e giocava con la semantica, però in fondo in fondo in quello che diceva c&#8217;è la vera spiegazione. Mi spiego. Che le bombe siano italiane, ovvero prodotte in Italia e da una società italiana non si discute. Basta verificare alla Camera di commercio di Brescia, dove la Rwm è regolarmente iscritta. E se non bastasse, ci sarebbero anche i bilanci dell&#8217;azienda. La Pinotti stava a spiegare &#8211; giocando sui termini &#8211; che la commessa delle stesse bombe è americana? E che sarebbero poi gli USA a venderle all&#8217;Arabia Saudita. Stanno così le cose?</p>
<p>Tutto questo merita una bella interrogazione parlamentare? Io dico si.</p>
<p>Aggiornamenti.</p>
<p>1. Facendo un po&#8217; di memoria, si può ricordare l&#8217;intemerata della ministro della Difesa Roberta Pinotti su Repubblica Tv, il primo dicembre del 2015, quando scoppiò il caso dell&#8217;export in Arabia Saudita della bombe Rwm (con autorizzazione del Governo italiano). Ebbe a dire: &#8220;In Italia esiste una legge, la 185 del 1990, che regola il tema del commercio delle armi e la cui applicazione è sotto responsabilità del ministero degli Esteri . Chi decide se si può vendere o meno? Ci sono indicazioni dell’Onu oppure della Unione europea. Per quanto riguarda l’Arabia Saudita, ricordo che quelle bombe non sono italiane, ma di una ditta americana che utilizza un subcontratto con una azienda tedesca, che possiede due fabbriche in Italia&#8221; (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fyoutu.be%2FJ7HfBxwx0js&amp;h=ATNPI1_4ZACMCAkGubvftKkAk8V1x6jkK9BLpxmKRtwolaDp1nngilYQtTp74pposj0XvD0PyWGPmw9GDoqSaujK4frN2PEf2zt3pLBjGoaQAPoGXlRw2wieZjKPDU2quFghvVoC9WnPAPpp_VU3Ovfvnl9aFhRr5W3Oil2m42oBQTtfpHVCmFcxF0aor_zSc_ZDlchOlcQaGchhE7-WFYB5XT8x8ODd0u3Pu57jB_Rw9ZMQUGRxRsmPLrHkIGz7I30IGglbHCwxR5QmIWoW4l59-3VfY4um3A" target="_blank" rel="noopener" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}" data-lynx-mode="async">https://youtu.be/J7HfBxwx0js</a>). Forse la ministro non aveva inquadrato bene la questione e giocava con la semantica, però in fondo in fondo in quello che diceva c&#8217;è la vera spiegazione. Mi spiego. Che le bombe siano italiane, ovvero prodotte in Italia e da una società italiana non si discute. Basta verificare alla Camera di commercio di Brescia, dove la Rwm è regolarmente iscritta. E se non bastasse, ci sarebbero anche i bilanci dell&#8217;azienda. La Pinotti stava a spiegare &#8211; giocando sui termini &#8211; che la commessa delle stesse bombe è americana? E che sarebbero poi gli USA a venderle all&#8217;Arabia Saudita. Stanno così le cose?</p>
<p>2. Aggiornamento delle ore 22 del 5 luglio 2017. La “Maersk Taurus,” dopo essere rimasta ferma per oltre un giorno in una banchina di Port Said, ha ripreso la navigazione. Finalmente siamo in grado di conoscere la sua destinazione finale: Gedda. La nave, partita da Genova il primo luglio e arrivata il 4 a Port Said, è ripartita oggi, intorno alle 14 per attraversale il canale di Suez (vedi foto). L&#8217;ipotesi che il carico Rwm possa trovarsi su questa nave resta quindi ancora in piedi (come l&#8217;altra possibilità, la nave Liberty Passion);</p>
<p>3. La “Maersk Taurus è arrivata a Gedda alle prime ore del 7 luglio e attualmente è ormeggiata in una banchina del porto, impegnata in operazioni di scarico (vedi foto);</p>
<p>4. La Liberty Passion, partita da Livorno il primo luglio, dopo avere toccato diversi porti del Mediterraneo è arrivata a Port Said, per poi imboccare il Canale di Suez nelle primissime ore del mattino del 7 luglio 2017 (vedi foto);</p>
<p>5) La Liberty Passion è arrivata a Gedda (vedi foto)</p>
<p><a href="https://goo.gl/fbPp57" target="_blank">https://goo.gl/fbPp57</a></p>
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		<title>“Si sente a posto con la coscienza  per i civili bombardati in Yemen?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 May 2017 11:02:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, 24 maggio 2017 – Oggi, presso la 4^ Commissione Difesa del Senato, si è tenuta l&#8217;audizione informale del direttore dell&#8217;Autorità nazionale UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento), ministro plenipotenziario Francesco Azzarello, in relazione all&#8217;affare assegnato sulla normativa in materia di esportazioni dei sistemi d&#8217;arma. Si tratta del massimo responsabile del particolare ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Roma, 24 maggio 2017 – </b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Oggi, presso la 4^ Commissione Difesa del Senato, si è tenuta l&#8217;audizione informale del direttore dell&#8217;Autorità nazionale UAMA (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento), ministro plenipotenziario Francesco Azzarello, in relazione all&#8217;affare assegnato sulla normativa in materia di esportazioni dei sistemi d&#8217;arma. Si tratta del massimo responsabile del particolare ufficio che fa capo al ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, che si occupa del controllo, esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento, come disciplinato dalla legge 9 luglio 1990, n.185. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Il senatore del M5S, Roberto Cotti, intervenendo durante i lavori (</span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://youtu.be/ES9E30_S6sY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">https://youtu.be/ES9E30_S6sY</span></span></a></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">) ha contestato al direttore UAMA la sostanziale disapplicazione della norma della legge 185/1990 che stabilisce il divieto di esportazione di armi verso paesi belligeranti e che violano i diritti umani. Rispondendo alla critica, Azzarello ha utilizzato la stessa argomentazione elusiva già usata in precedenza dall’ex ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ovvero che non esistono provvedimenti di embargo dell&#8217;Onu contro l&#8217;Arabia Saudita (Paese destinatario delle bombe prodotte in Sardegna e utilizzate in Yemen). </span></span></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/ES9E30_S6sY" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Mi dispiace per Francesco Azzarello – ha detto Roberto Cotti – ma la sua giustificazione proprio non regge: la legge non parla di divieto verso paesi su cui vigono provvedimenti di embargo ONU, ma piuttosto, testualmente, impone il divieto verso i paesi belligeranti, in guerra quindi, come infatti è l’Arabia Saudita. Insomma, l’ennesima e grave truffa semantica che i civili dello Yemen stanno pagando sulla loro pelle”. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ho chiesto al direttore Uama – aggiunge Cotti – se si sente a posto con la coscienza per i civili bombardati in Yemen (venendo inusualmente interrotto dal rimprovero del presidente della Commissione, Nicola Latorre, Pd), ricevendo come risposta l&#8217;affermazione di essere un cattolico. Sarà, ma io ho sentito con le mie orecchie il papa tuonare di recente contro &#8220;chi usa le armi e chi le fa&#8221;. Evidentemente è nata una nuova religione cattolica compatibile coi bombardamenti contro civili e l’infanzia”. </span></span></p>
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		<title>RWM: ampliamento fabbrica sarda di bombe</title>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2017 12:12:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora eco sui media per la RWN di Domusnovas, la fabbrica sarda di Bombe vendute all&#8217;Arabia Saudita e usate nella guerra civile dello Yemen. Ecco gli articoli pubblicati oggi 8 maggio 2017 dal quotidiano La Nuova Sardegna.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora eco sui media per la <strong>RWN di Domusnovas, la fabbrica sarda di Bombe vendute all&#8217;Arabia Saudita e usate nella guerra civile dello Yemen</strong>.</p>
<p>Ecco gli articoli pubblicati oggi<strong> 8 maggio 2017</strong> dal quotidiano<strong> La Nuova Sardegna</strong>.</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/05/rwm3.jpg"><img class="alignnone wp-image-1337 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/05/rwm3.jpg" alt="rwm3" width="698" height="960" /></a></p>
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		<title>&#8220;Le Iene&#8221;, Italia Uno: &#8221; La Pinotti d&#8217;Arabia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2016 17:29:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Il servizio di Dino Giarrusso andato in onda ieri sera durante la trasmissione Le Iene è scioccante, e soprattutto conferma le nostre preoccupazioni e ribadisce le nostre denunce, già presentate più di un anno fa, a proposito di un coinvolgimento dell’Italia nel transito di ordigni all’Arabia Saudita, che da oltre 19 mesi bombarda indiscriminatamente la ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Il servizio di Dino Giarrusso andato in onda ieri sera durante la trasmissione Le Iene è scioccante, e soprattutto conferma le nostre preoccupazioni e ribadisce le nostre denunce, già presentate più di un anno fa, a proposito di un coinvolgimento dell’Italia nel transito di ordigni all’Arabia Saudita, che da oltre 19 mesi bombarda indiscriminatamente la popolazione yemenita”. Lo dichiarano, in una nota congiunta, deputati e senatori M5S delle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.<iframe src="https://player.vimeo.com/video/188690828" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><a href="https://vimeo.com/188690828">Yemen, Cotti: L&#8217;Italia con mani sporche di sangue</a> from <a href="https://vimeo.com/user46449277">cittadino senatore</a> on <a href="https://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">“Denunce che con il nostro portavoce al Senato, <strong>Roberto Cotti</strong>, abbiamo portato direttamente alla procura di Brescia, che oggi indaga sull’<strong>export di bombe dalla Sardegna all’Arabia</strong>“. “Abbiamo presentato interrogazioni su interrogazioni alla Camera e in Senato senza mai ricevere alcuna risposta nel merito. Quel che si profila oggi, tuttavia, è la possibilità che da parte del ministro della Difesa siano stati compiuti dei reati ministeriali, così come da parte del titolare della Farnesina Paolo Gentiloni, visto che secondo la legge è il ministero degli Esteri che deve rilasciare un’autorizzazione per la vendita di armi a Paesi esteri. Appresa dunque la notizia che la Procura di Brescia ha già aperto un fascicolo sul caso – concludono i 5 Stelle – ci auguriamo che sia anche il Tribunale dei ministri a valutare eventuali responsabilità di Pinotti, Gentiloni e, ovviamente, del premier Matteo Renzi nella vendita di armi a Riyad”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Assassinio di Jo Cox: filo rosso sangue  che unisce il Regno Unito alla Sardegna</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 14:15:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 17 giugno 2016 &#8211; Jo Cox, la deputata inglese uccisa a Birstall, impegnata nel sociale e in difesa dei diritti umani, nel suo ultimo intervento pubblico, due giorni prima dell’assassinio (ripreso anche sul Times http://goo.gl/uta6in), denunciava le responsabilità del Regno Unito e del ministro degli Esteri per le strette relazioni coi paesi del Golfo ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Roma, 17 giugno 2016 &#8211; </b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Jo Cox, la deputata inglese uccisa a Birstall, impegnata nel sociale e in difesa dei diritti umani, nel suo ultimo intervento pubblico, due giorni prima dell’assassinio (ripreso anche sul Times </span></span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://goo.gl/uta6in"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">http://goo.gl/uta6in</span></span></a></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">), denunciava le responsabilità del Regno Unito e del ministro degli Esteri per le strette relazioni coi paesi del Golfo e l’Arabia Saudita, in conseguenza delle tragiche morti di bambini per la guerra in corso in Yemen. </span></span></p>
<div id="attachment_894" style="width: 650px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/06/cox1.jpg"><img class="wp-image-894 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/06/cox1.jpg" alt="cox1" width="640" height="345" /></a><p class="wp-caption-text">Jo Cox, parlamentare pacifista laburista della Gran Bretagna, assassinata ieri a Birstall, alle porte di Leeds.</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b> </b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Una guerra e delle vittime che – </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>aggiunge oggi il </b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Senatore del M5S, Roberto Cotti</b></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"> – anche l’Italia contribuisce ad alimentare nel momento in cui acconsente all’esportazione di armamenti verso l’Arabia Saudita, Qatar, Emirati arabi uniti, in particolare con bombe che vengono prodotte in Sardegna, a Domusnovas (<strong>dalla società Rwm Italia Spa</strong>) , in plateale violazione della legge 185/90. <strong>Ben 5 mie interrogazioni parlamentari</strong>, links dal sito del<strong> Senato:</strong></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fgoo.gl%2FsBmg5B&amp;h=MAQFBkPAQ" target="_blank" rel="nofollow">http://goo.gl/sBmg5B</a><br />
<a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fgoo.gl%2FVMUeFQ&amp;h=MAQFBkPAQ" target="_blank" rel="nofollow">http://goo.gl/VMUeFQ</a><br />
<a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fgoo.gl%2FlvehTC&amp;h=MAQFBkPAQ" target="_blank" rel="nofollow">http://goo.gl/lvehTC</a><br />
<a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fgoo.gl%2FnSWmSn&amp;h=MAQFBkPAQ" target="_blank" rel="nofollow">http://goo.gl/nSWmSn</a><br />
<a href="http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fgoo.gl%2FRXyQZD&amp;h=MAQFBkPAQ" target="_blank" rel="nofollow">http://goo.gl/RXyQZD</a> </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">finalizzate ad impedire che il governo italiano continui a rendersi complice di questo massacro non hanno finora avuto risposta. L’Italia continua a fare affari con regimi che fanno strame dei diritti umani”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Così la deputata laburista lo scorso 14 giugno </span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">: “</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i>A metà della popolazione dello Yemen manca l&#8217;accesso a cibo, acqua e medicine. I bambini rappresentano un terzo delle vittime civili e in media sei bambini restano uccisi e feriti ogni giorno dal marzo dello scorso anno. Non c&#8217;è nulla da nascondere: alla luce di ciò, la posizione del governo è indifendibile e si deve agire con urgenza. <strong>Il governo dovrebbe sospendere immediatamente le vendite di armi a chiunque possa usarle in violazione del diritto internazionale: il Regno Unito è uno dei maggiori fornitori di armi all&#8217;Arabia Saudita, con delle vendite che raggiungono 6 miliardi di sterline l&#8217;anno.</strong> Se il governo vende armi al Regno Saudita, che poi le usa indiscriminatamente per causare un danno enorme per i civili e le infrastrutture, si comporta illegalmente rispetto agli accordi e trattati nazionali, dell’UE e del diritto internazionale. Stasera i bambini in Yemen andranno a dormire nella paura di oggi, sperando in un domani migliore. Questi bambini hanno disperatamente bisogno del governo del Regno Unito, che non può continuare a deluderli</i></span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;">A quanto pare, a differenza dei bambini yemeniti sotto bombardamento quotidiano, il governo italiano, il premier Renzi, i ministri Gentiloni e Pinotti – è la conclusione del senatore Cotti – ogni notte dormono sonni tranquilli, tra un contratto di fornitura d’armamenti e l’altro. Evidentemente per loro il “domani migliore” non è quello che sognava e auspicava Jo Cox. Sono tuttavia fiducioso: non posso anticipare nulla, ma su questo scandalo europeo, anche tutto italiano, di aperta e plateale violazione della legge 185/90 e dei trattati internazionali, per volgari interessi economici e forse non solo economici &#8211; potrebbero esserci nel breve sviluppi clamorosi”. </span></span></p>
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