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	<title>Sito ufficiale di Roberto Cotti &#124; Portavoce del MoVimento 5 Stelle - Senatore della Repubblica Italiana &#187; deposito della Marina militare di Montagna Spaccata (Napoli)</title>
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		<title>Uranio impoverito: la Difesa ha mentito al Paese?</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jun 2017 11:45:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Roma, 16 giugno 2017 – I militari italiani hanno fatto uso di armamenti all’uranio impoverito nelle esercitazioni, basi e poligoni italiani? Stando a quanto hanno assicurato per 20anni i massimi vertici militari e governativi italiani, il munizionamento contenente uranio impoverito era vietato e comunque non sarebbe mai stato utilizzato, ma recenti rivelazioni di stampa, per ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><b>Roma, 16 giugno 2017 – I militari italiani hanno fatto uso di armamenti all’uranio impoverito nelle esercitazioni, basi e poligoni italiani? Stando a quanto hanno assicurato per 20anni i massimi vertici militari e governativi italiani, il munizionamento contenente uranio impoverito era vietato e comunque non sarebbe mai stato utilizzato, ma recenti rivelazioni di stampa, per la prima volta in assoluto, dimostrano il contrario. L’interrogazione del M5S a prima firma Roberto Cotti</b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Due le cose: o il Governo e i vertici militari ci hanno mentito per decenni, oppure la documentazione saltata di recente agli onori delle cronache è falsa, </span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><i>tertium non datur</i></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">”. Così il senatore del M5S Roberto Cotti interviene sulle dichiarazioni rese alla stampa dall&#8217;</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><i>ex</i></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> maresciallo della Guardia di Finanza Giuseppe Carofiglio, che attestano la presenza di munizionamento classificato &#8220;Isotopo U 238&#8243; (riconducibile, per l&#8217;appunto, all&#8217;uranio impoverito) nel deposito della Marina militare di Montagna Spaccata (Napoli). </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Secondo quanto documentato con ampio materiale probatorio, il pericoloso munizionamento sarebbe stato custodito nell&#8217;armeria della caserma Zanzur di Napoli, senza peraltro risultare ufficialmente in carico nei registri militari, salvo essere assegnato in dotazione a due pattugliatori del gruppo navale di Napoli della Guardia di Finanza che lo utilizzarono in una esercitazione militare. Inoltre, una relazione dell’Agenzia nazionale per l’ambiente dell&#8217;epoca, conservata in copia dall&#8217;ex maresciallo, attesterebbe i livelli di radioattività. All&#8217;epoca dei fatti (1994), il suddetto materiale sarebbe stato prodotto dall&#8217;azienda italiana Breda Meccanica Bresciana di Peschiera del Garda, poi acquisita dall&#8217;</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><i>ex</i></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"> Finmeccanica, oggi Leonardo, di cui il Ministero dell&#8217;economia è principale azionista. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/06/uranio2.jpg"><img class="alignnone wp-image-1373 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2017/06/uranio2.jpg" alt="uranio2" width="700" height="350" /></a>“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Quanto sta emergendo, oltre ad essere di gravità assoluta, capita proprio in coincidenza con la notizia della tragica scomparsa, per gravi patologie tumorali, di un militare sardo dell’Aeronautica che a metà degli anni 90 aveva lavorato nel deposito 116 di Serrenti, ovvero una struttura militare che ospitava munizionamenti, da dove, secondo le testimonianze acquisite nel corso del processo sui veleni di Quirra, partivano le colonne di camion carichi degli stessi, per venire fatti nel poligono di Quirra, dove peraltro l&#8217;aviere sarebbe stato trasferito”.</span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">Per questo motivo – conclude il senatore del M5S” – ho presentato una nuova interrogazione parlamentare (</span><span style="color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="https://goo.gl/GJNENK"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">https://goo.gl/GJNENK</span></a></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">) per fare luce sulla vicenda e sapere, da un lato, come siano interpretabili le rassicurazioni fornite ad oggi dai massimi vertici della Difesa in sede di Commissioni inchiesta (che ho riportato nell’interrogazione) e sul rispetto del divieto di utilizzo di armamenti all&#8217;uranio impoverito; dall’altro, se il ministro della Difesa intenda o meno promuovere l&#8217;avvio di un&#8217;indagine ministeriale atta verificare l&#8217;assoluta salubrità e attuale idoneità di tutte le installazioni militari italiane, sarde in primis, oggetto di deposito di munizionamento e armamenti, da eventuali rischi radioattivi”.</span></p>
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