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	<title>Sito ufficiale di Roberto Cotti &#124; Portavoce del MoVimento 5 Stelle - Senatore della Repubblica Italiana &#187; Isis</title>
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		<title>No a utilizzo base di Decimomannu per raid Usa contro Isis</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2016 19:37:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cagliari, 4 ago. 2016 – “Dare il via libera all’uso delle basi militari italiane e Nato, non esclusa quella di Decimomannu in Sardegna, per i raid sulla Libia voluti dagli Stati Uniti, come già accaduto nel 2011,  potrebbe mettere a rischio la popolazione”. Lo afferma il senatore del M5S Roberto Cotti, componente della Commissione Difesa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cagliari, 4 ago. 2016 – “Dare il via libera all’uso delle basi militari italiane e Nato, non esclusa quella di Decimomannu in Sardegna, per i raid sulla Libia voluti dagli Stati Uniti, come già accaduto nel 2011,  potrebbe mettere a rischio la popolazione”. Lo afferma il senatore del M5S Roberto Cotti, componente della Commissione Difesa del Senato, che aggiunge: “Il governo della Regione Sardegna è stato, quanto meno, interpellato o informato? Chi si assumerà la responsabilità per i rischi ed i pericoli di eventuali rappresaglie a cui potrebbe essere sottoposta la Sardegna?”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/08/usa2.jpg"><img class="wp-image-964 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/08/usa2.jpg" alt="usa2" width="744" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per Cotti “l’intervento non porterà certo la Libia sulla via della pace e della stabilità, oltre a causare, come al solito quando si bombarda, tante vittime civili ed innocenti che peseranno sulla coscienza dei nostri governanti, come già pesa il fatto che in Sardegna, a Domusnovas, si costruiscono le bombe che stanno sterminando la popolazione civile in Yemen, senza che dalla Regione si sia sollevata una sola voce di critica o preoccupazione”.</p>
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		<title>Cotti al Ministro Gentiloni: &#8221; Anche il Parlamento Europeo boccia la vendita delle bombe sarde all&#8217;Arabia &#8220;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2016 08:41:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02631 Atto n. 3-02631 (in Commissione) Pubblicato il 2 marzo 2016, nella seduta n. 584 COTTI , BUCCARELLA , CAPPELLETTI , MORONESE , PUGLIA &#8211; Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. &#8211; Premesso che: l&#8217;Arabia saudita ha avviato in Yemen un conflitto armato, denominato &#8220;Tempesta ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="sxSmall">
<h1 class="titoloLeg">Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02631</h1>
</div>
<p style="text-align: justify;">Atto n. 3-02631 <em>(in Commissione)</em></p>
<p>Pubblicato il 2 marzo 2016, nella seduta n. 584</p>
<p><a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29074">COTTI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29055">BUCCARELLA</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29061">CAPPELLETTI</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29142">MORONESE</a> , <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/loc/link.asp?leg=17&amp;tipodoc=sanasen&amp;id=29164">PUGLIA</a> &#8211; Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. &#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">Premesso che:</p>
<p style="text-align: justify;">l&#8217;Arabia saudita ha avviato in Yemen un conflitto armato, denominato &#8220;Tempesta decisiva&#8221;, che avrebbe lo scopo dichiarato di respingere l&#8217;aggressione Houthi;</p>
<p style="text-align: justify;">il conflitto, avviato senza consultazione e autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sta provocando una catastrofe umanitaria;</p>
<p style="text-align: justify;">il 16 novembre 2015, il Consiglio europeo ha espresso gravi preoccupazioni per ciò che sta accadendo in Yemen, con attacchi indiscriminati contro le infrastrutture civili e in particolare su strutture sanitarie, scuole e impianti idrici;</p>
<p style="text-align: justify;">secondo il Consiglio europeo, la situazione di instabilità determinata viene sfruttata a proprio vantaggio da gruppi estremisti e terroristici, quali Al Qaeda nella penisola arabica (AQAP) e Daesh nello Yemen;</p>
<p style="text-align: justify;">a Domusnovas, in provincia di Cagliari, è operante uno stabilimento della Rwm Italia SpA (società sussidiaria del gruppo tedesco Rheinmetall Defence), il cui core business, secondo il sito web dell&#8217;Aiad (Aziende italiane per l&#8217;aerospazio, la difesa e la sicurezza), è rappresentato da &#8220;bombe d&#8217;aereo e da penetrazione, caricamento di munizioni e spolette, sviluppo e produzione di teste in guerra per missili, siluri, mine marine, cariche di demolizione e controminamento&#8221; (si veda &#8220;L&#8217;Unione Sarda&#8221; dell&#8217;8 luglio 2015);</p>
<p style="text-align: justify;">numerose e accreditate testate giornalistiche nazionali e internazionali hanno riferito e documentato, a partire dall&#8217;ottobre 2015, la partenza dalla Sardegna di ingenti quantitativi di bombe prodotte dalla Rwm Italia SpA e classificate MK82, MK83 e MK84, con destinazione ultima l&#8217;Arabia saudita;</p>
<p>il ricercatore di &#8220;Human rights watch&#8221; Ole Solvang avrebbe fotografato resti di ordigni della Rwm Italia SpA utilizzati in Yemen dalla coalizione militare guidata dall&#8217;Arabia saudita e riconducibili alla produzione sarda di Domusnovas, in ragione delle sigle identificative ivi riportate;<a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/bombe2.jpg"><img class="wp-image-791 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/bombe2.jpg" alt="bombe2" width="374" height="395" /></a></p>
<p>considerato che:</p>
<p style="text-align: justify;">la legge n. 185 del 1990, recante &#8220;Nuove norme sul controllo dell&#8217;esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento&#8221;, all&#8217;articolo 1, comma 1, sancisce che l&#8217;esportazione, l&#8217;importazione ed il transito di materiale di armamento, nonché la cessione delle relative licenze di produzione devono essere conformi alla politica estera e di difesa dell&#8217;Italia, vietando al comma 6, lettera a), l&#8217;esportazione, il transito, il trasferimento intracomunitario e l&#8217;intermediazione di materiali di armamento in Paesi in stato di conflitto e i cui Governi siano responsabili di violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani;</p>
<p style="text-align: justify;">in base al Trattato internazionale sul commercio delle armi e alla common position dell&#8217;Unione europea sull&#8217;export di armamenti, l&#8217;Italia deve seguire una rigorosa valutazione del rischio, caso per caso, su ogni proposta di trasferimento di armamenti, per determinare se c&#8217;è il sostanziale rischio che le armi possano essere usate da chi le riceve per compiere o facilitare gravi violazioni delle leggi internazionali sui diritti umani. In base a tali elementi l&#8217;Italia sarebbe tenuta a negare la licenza per l&#8217;esportazione;</p>
<p style="text-align: justify;">il Trattato internazionale sul commercio delle armi, all&#8217;articolo 6, prevede il divieto per gli Stati aderenti di autorizzare l&#8217;esportazione di armamenti, qualora si sia a conoscenza del fatto che possono essere utilizzati per commettere atti di genocidio, crimini contro l&#8217;umanità, gravi violazioni della convenzione di Ginevra del 1949, attacchi diretti a obiettivi o a soggetti civili o altri crimini di guerra;</p>
<p style="text-align: justify;">il decreto legislativo n. 105 del 2012 ha modificato la legge n. 185 del 1990, in attuazione della direttiva 2009/43/CE, vietando l&#8217;esportazione di armi quando mancano adeguate garanzie sulla definitiva destinazione dei prodotti per la difesa, prevedendo altresì l&#8217;eventuale sospensione o revoca di autorizzazioni già concesse per gravi motivi nel frattempo subentrati;</p>
<p style="text-align: justify;">la monarchia saudita è responsabile di gravi e reiterate violazioni dei diritti umani, come denunciano da anni le principali e riconosciute organizzazioni non governative, le quali hanno documentato continue violazioni dei diritti umani e costante pratica delle punizioni corporali, della tortura e della pena di morte, anche per reati minori, inflitta con la decapitazione pubblica;</p>
<p style="text-align: justify;">il portavoce di Amnesty international Italia Riccardo Noury, dinanzi alla catastrofe umanitaria in atto in Yemen, ha formalizzato al Governo italiano innumerevoli appelli per l&#8217;istituzione di una commissione di inchiesta internazionale sui crimini di guerra commessi in Yemen e per la sospensione immediata dei trasferimenti di armamenti;</p>
<p><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/sette.jpg"><img class="alignnone wp-image-789 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/sette.jpg" alt="sette" width="960" height="720" /></a>considerato altresì che:</p>
<p style="text-align: justify;">il 25 febbraio 2016 il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sulla situazione umanitaria nello Yemen (2016/2515 (RSP), nella quale, tra l&#8217;altro, si evidenzia che: a) l&#8217;intervento militare a guida saudita nello Yemen, richiesto dal presidente yemenita, Abd Rabbuh Mansur Hadi, compreso l&#8217;uso di bombe a grappolo bandite a livello internazionale, ha portato a una situazione umanitaria disastrosa che interessa la popolazione in tutto il Paese, ha gravi implicazioni per la regione e costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza a livello internazionale: membri della popolazione civile yemenita, già esposta a condizioni di vita terribili, sono le principali vittime dell&#8217;attuale escalation militare; b) dall&#8217;inizio del conflitto sono state uccise almeno 5.979 persone, quasi la metà delle quali civili, e 28.208 sono rimaste ferite; tra le vittime si contano centinaia di donne e bambini; l&#8217;impatto umanitario sulla popolazione civile degli attuali scontri tra le diverse milizie, dei bombardamenti e dell&#8217;interruzione della fornitura dei servizi essenziali sta raggiungendo proporzioni allarmanti; c) secondo molteplici segnalazioni, gli attacchi aerei della coalizione militare a guida saudita nello Yemen hanno colpito bersagli civili, tra cui ospedali, scuole, mercati, magazzini cerealicoli, porti e un campo di sfollati, danneggiando gravemente infrastrutture essenziali per la fornitura degli aiuti e contribuendo alla grave carenza di generi alimentari e di carburante nel Paese; il 10 gennaio 2016 è stato bombardato nello Yemen settentrionale un ospedale finanziato da Medici senza frontiere (MSF) e ciò ha provocato la morte di almeno 6 persone e il ferimento di una dozzina, tra cui membri del personale di MSF, oltre a danneggiare gravemente le strutture mediche; si tratta dell&#8217;ultimo di una serie di attacchi ai danni di strutture mediche; anche numerosi monumenti storici e siti archeologici sono stati distrutti o danneggiati irrimediabilmente, comprese alcune parti della città vecchia di Sana&#8217;a, sito patrimonio mondiale dell&#8217;Unesco; d) alcuni Stati membri UE hanno continuato ad autorizzare il trasferimento di armi e articoli correlati verso l&#8217;Arabia saudita dopo l&#8217;inizio della guerra; tali trasferimenti violano la posizione comune 2008/944/PESC sul controllo delle esportazioni di armi, che esclude esplicitamente il rilascio di licenze relative ad armi da parte degli Stati membri, laddove vi sia il rischio evidente che la tecnologia o le attrezzature militari da esportare possano essere utilizzate per commettere gravi violazioni del diritto umanitario internazionale e per compromettere la pace, la sicurezza e la stabilità regionali;</p>
<p style="text-align: justify;">la risoluzione, nell&#8217;esprimere grave preoccupazione per gli attacchi aerei da parte della coalizione a guida saudita e il blocco navale da essa imposto allo Yemen, che hanno causato la morte di migliaia di persone, invita il vicepresidente della Commissione europea e l&#8217;alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ad avviare un&#8217;iniziativa finalizzata all&#8217;imposizione da parte della UE di un embargo sulle armi nei confronti dell&#8217;Arabia saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale Paese nello Yemen e del fatto che il continuo rilascio di licenze di vendita di armi all&#8217;Arabia saudita violerebbe pertanto la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio dell&#8217;8 dicembre 2008,</p>
<p style="text-align: justify;">si chiede di sapere se, con particolare riferimento alla recente risoluzione approvata dal Parlamento europeo, non si reputi opportuno disporre la sospensione immediata di tutte le autorizzazioni ai trasferimenti, movimentazioni ed esportazioni di armamenti, o parti di essi, prodotti nel nostro Paese dalla Rwm Italia SpA e destinati all&#8217;Arabia saudita o ai Paesi che con essa fanno parte della coalizione impegnata nel conflitto in Yemen.<a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/10552467_530819717062521_5864140094393114843_n.jpg"><img class="alignnone wp-image-793 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2016/03/10552467_530819717062521_5864140094393114843_n.jpg" alt="10552467_530819717062521_5864140094393114843_n" width="960" height="540" /></a></p>
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		<title>Casaleggio e Grillo (M5S)  contro la guerra.Bloccare armi e finanziamenti all&#8217;Isis.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 15:51:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[                                   Gianroberto Casaleggio (M5S):&#8221;  L&#8217;Isis è figlio di guerre insensate &#8221; . Georges Abou Khazen (vicario apostolico di Aleppo): &#8220;L&#8217;Isis è un&#8217;invenzione dell&#8217;Occidente&#8221; .                                   ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Y4euHrUWu4o" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<strong>                                   Gianroberto Casaleggio (M5S):&#8221;  L&#8217;Isis è figlio di guerre insensate &#8221; .</strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/qwe-NUhkCTY" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Georges Abou Khazen (vicario apostolico di Aleppo)</strong>: &#8220;L&#8217;Isis è un&#8217;invenzione dell&#8217;Occidente&#8221; .<br />
<strong> <iframe src="https://www.youtube.com/embed/zilD8IGleX8" width="600" height="415" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></strong><br />
<strong>                                   Beppe Grillo (M5S) e la NATO.</strong></p>
<h1 style="text-align: justify;">Il M5S è vicino alle famiglie delle vittime, alla Francia, a tutto il popolo francese, colpito venerdì da un attacco terribile, che deploriamo con fermezza.</h1>
<h1 style="text-align: justify;">Occorre bloccare la vendita e produzione di armi dall&#8217;Italia, tagliare ogni finanziamento diretto e indiretto ai terroristi dell&#8217;Isis .</h1>
<h1><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/10/bombe3.png"><img class="wp-image-622 size-full aligncenter" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/10/bombe3.png" alt="bombe3" width="738" height="264" /></a></h1>
<h1 style="text-align: justify;">Stop alla vendita di missili e armi dalla Sardegna all&#8217;Arabia Saudita.</h1>
<h1 style="text-align: justify;"></h1>
<p>&nbsp;</p>
<h1 style="text-align: justify;"><strong>-Sorial Girgis Giorgio(M5S)-</strong></h1>
<h1 style="text-align: justify;"><strong>-16 novembre 2015-Intervento alla Camera dei Deputati</strong></h1>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/11/sorial.png"><img class="aligncenter wp-image-713 size-full" src="http://www.robertocotti.it/wp-content/uploads/2015/11/sorial.png" alt="sorial" width="702" height="360" /></a>Gli attacchi di Parigi sono stati terribili e hanno scosso la coscienza e la percezione di ognuno di noi. Nella capitale francese è stata realizzata una vera e propria azione militare con un commando specificatamente addestrato e pronto a morire.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attacchi di Parigi sottolineano ormai quanto siano deboli e facilmente attaccabili i sistemi occidentali, incerti e fortemente divisi sulle forme di contrasto al terrorismo e il nostro Paese, con il Giubileo alle porte, rischia oggi di divenire il primo bersaglio dei<br />
fondamentalisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se i fatti di Parigi rappresentano l&#8217;11 settembre europeo, quel che è certo è che occorre rispondere in modo totalmente diverso da come si è risposto dopo l&#8217;11 settembre statunitense. Da quando si è dichiarata una guerra totale al terrore, il questo è proliferato: i dati del Global Terrorism Index rivelano che le vittime del terrorismo sono quintuplicate dagli attacchi alle Torri Gemelle e nonostante i 4.400 miliardi di dollari spesi nelle guerre in Iraq, Afghanistan e in altre aree di crisi sono nate nuove sigle jihadiste.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 45 anni, sempre secondo il Global Terrorism Index, l’80% delle organizzazioni terroristiche è stato neutralizzato grazie al miglioramento della sicurezza e alla creazione di un processo politico finalizzato alla risoluzione dei problemi che erano alla base del sostegno ai gruppi terroristici. Appena il 7% è stato invece eliminato dall’uso diretto della forza militare.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli attentati di Parigi e i loro esecutori dimostrano ancor di più che il terrorismo 2.0 si affronta internamente, non facendo alzare in volo un F35. L&#8217;Italia, ancor prima degli attentati di Parigi, aveva un disperato bisogno di sicurezza. Le forze dell&#8217;ordine sono sotto organico e mal equipaggiate. Le risorse sprecate in cacciabombardieri difettosi (ben 13 miliardi di euro) e in una guerra inutile, oltretutto persa, come quella in Afghanistan, vanno investite in sicurezza interna.</p>
<p style="text-align: justify;">La sicurezza è un investimento, non solo una voce di bilancio. Oltre alle forze dell&#8217;ordine è l&#8217;intelligence che necessita di sostegni ulteriori, anche attraverso la formazione di corpi d&#8217;élite.</p>
<p style="text-align: justify;">Sappiamo tutti che oggi non c&#8217;è una soluzione immediata al terrorismo, ma sappiamo anche che il terrorismo è una macchina che va a benzina. Per togliergli la benzina occorre da un lato lavorare sul traffico di armi e dei finanziamenti ad ISIS e contemporaneamente spegnere, uno ad uno, i focolai che alimentano il jihad dandogli forza di propaganda utile nel reclutamento di nuovi miliziani.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia deve:</p>
<p style="text-align: justify;">1. Ripristinare i fondi che il governo ha tagliato alle forze dell&#8217;ordine e dare maggiore sostegno all&#8217;intelligence.</p>
<p style="text-align: justify;">2. Interrompere ogni rapporto e sanzionare tutti quei Paesi che (direttamente e indirettamente) sostengono il jihad. In particolare le monarchie del Golfo (su tutti Arabia Saudita), che contribuiscono a finanziare in modo illegittimo milizie jihadiste con la compiacenza dell&#8217;Occidente. A Riad è in vigore la &#8220;sharia&#8221; così come a Raqqa, quartier generale dell&#8217;Isis. A Riad le donne non possono guidare, non hanno alcun diritto, è in vigore la pena di morte, la fustigazione, ma nel nostro governo nessuno sembra stupirsi, neppure quando all&#8217;Arabia Saudita viene concessa la guida del consiglio dei diritti umani dell&#8217;Onu. Non sembra stupirsi nemmeno Matteo Renzi, che solo pochi giorni fa era in visita proprio a Riad.</p>
<p style="text-align: justify;">3. L&#8217;Italia deve: varare subito una moratoria sulla vendita di armi ai Paesi coinvolti in conflitti, anche indirettamente, anche in guerre per procure come quella siriana (sono stati dati diritti alle merci, tra cui le armi e tolti alle persone. Oggi vogliono limitare la libertà delle persone ma non quella delle armi).</p>
<p style="text-align: justify;">4. Rafforzare le nostre frontiere: siamo la porta di ingresso in Ue, l&#8217;Italia è sottoposta a rischi maggiori. Servono maggiori controlli, controlli efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;">5. Introdurre misure volte alla prevenzione del terrorismo, misure atte ad avviare processi di de-radicalizzazione, che nel decreto Alfano sono assenti. Non possiamo sempre reagire, bisogna anticipare l&#8217;ipotesi di attacchi. Non sarà un aumento delle pena di carcere a convincere un kamikaze a non farsi saltare in aria in una piazza.</p>
<p style="text-align: justify;">VANNO ALTRESI&#8217; SPENTI I FOCOLAI CHE ALIMENTANO LA PROPAGANDA JIHADISTA.</p>
<p style="text-align: justify;">LA STABILITA&#8217; IN MEDIORIENTE E&#8217; LA CONDIZIONE NECESSARIA PER SCONFIGGERE IL TERRORISMO.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi:<br />
-Ritiro immediato delle truppe italiane dall&#8217;Afghanistan.<br />
Ogni militare che si trova in una inutile missione all&#8217;estero è un uomo in divisa in meno a difesa del nostro territorio e dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">-Coinvolgere nel processo diplomatico attori cruciali ma finora rimasti al margine del dibattito internazionale, come Lega araba e Unione africana.<br />
I governi europei finora hanno portato avanti iniziative di politica estera non considerando gli interessi e le volontà dei propri popoli. Anziché colpire il terrorismo e salvaguardare la sicurezza e le frontiere d&#8217;Europa, hanno garantito interessi privati delle multinazionali e perseguito altri obbiettivi. La situazione sta precipitando ed è necessario un cambiamento di rotta drastico e immediato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la responsabilità degli attentati in Francia è dell&#8217;ISIS e l&#8217;obiettivo comune è smantellare l&#8217;organizzazione dello Stato Islamico nel territorio in cui si è insediato in Siria e Iraq, si inizi con l&#8217;individuare e il punire chi compra il loro petrolio, con i proventi del quale finanziano la loro struttura e le attività terroristiche in tutto il mondo. Stime indicano che si tratta di 500 milioni di euro ogni anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi finanzia i terroristi va considerato loro pari.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Europa deve riconoscere come suo alleato qualsiasi Paese mostra il chiaro interesse di combattere il terrorismo, compresa la Russia. L&#8217;Italia e i Ventotto devono innanzitutto revocare le sanzioni sancite nei confronti di Mosca per facilitare il percorso di cooperazione e lo svolgimento delle attività diplomatiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo italiano ha il dovere di agire per garantire la sicurezza interna dei cittadini italiani, ma FINORA HA DIMOSTRATO DI NON AVER ALCUNA CREDIBILITÀ. Quanto detto sino ad ora, gentili colleghi, è infatti la sintesi di atti parlamentari già depositati dal M5S alla Camera e in Senato, che ci auguriamo questo governo sostenga.</p>
<p style="text-align: justify;">Colgo infine occasione per ribadire la ferma condanna del M5S ad ogni forma di violenza, odio e terrore, nonché la nostra vicinanza al popolo francese e a tutti nostri connazionali coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci stringiamo attorno al dolore della famiglia di Valeria Solesin, alla quale dedichiamo il nostro più profondo rispetto, pensiero e saluto.</p>
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