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Abusi edilizi militari al Poetto: la Regione perde un’occasione per stare zitta

Quindi, sull’Unione Sarda – oggi – la Regione Sardegna si degna di dare un segno di vita. Lo fa rispondendo sugli abusi edilizi rilevati sulla spiaggia del Poetto, da noi portati all’attenzione dell’opinione pubblica il giorno prima (https://goo.gl/ExnURb). Peccato però che la conoscenza degli stessi abusi, con relative domande di chiarimento, fosse all’attenzione della Regione fin dal 19 agosto del 2016. Si, 2016! Come? Semplice,  con una richiesta di accesso agli atti  (vedi nota). E peccato che alla stessa richiesta, benchè più volte sollecitata, la Regione non abbia mai risposto (a differenza del comune di Quartu e della Provincia di Cagliari).  Cosa si chiedeva nel lontano agosto 2016, data in cui si venne a sapere degli interventi di demolizione degli abusi edilizi? Lo leggete nella stessa nota. Riassumiamo: […] “…chiede di acquisire informazioni e copia degli atti relativi ai lavori di manutenzione straordinaria del “Lido del Finanziere” in località Poetto a Quartu Sant’Elena…più precisamente di quelli in cui la Direzione Generale del Servizio del Genio Civile di Cagliari della Regione Sardegna ha assunto impegno di spesa a favore della Provincia di Cagliari, autorizzando il finanziamento di € 570.987,00…con evidenziazione dell’origine, provenienza ed iscrizione in bilancio di detto finanziamento”.

Ebbene, a fronte di ciò, oggi, la Regione replica (“…fa chiarezza sulla vicenda…”, sic) raccontando che “i soldi spesi per gli interventi nello stabilimento della Guardia di finanza li ha messi la Regione, ma sono fondi dello Stato”. Più precisamente dice: “Si tratta di un finanziamento statale la cui attuazione è stata curata dalla Regione, assessorato dei Lavori pubblici in quanto materia delegata ai sensi del Dpr 348/79,  la materia delegata riguarda interventi su edifici di proprietà statale nella Regione Sardegna, in prevalenza di manutenzione straordinaria”. E’ quello che volevamo sapere fin dall’agosto 2016, però non va bene lo stesso.

E non va bene perché, se pure fosse vero (in tal senso, più che alle parole vorremmo attenerci ai fatti:  attendiamo di conoscere, documentalmente,  la voce precisa di bilancio regionale in cui sarebbe stato iscritto il finanziamento, così come quella di origine dello stesso), detto finanziamento, se poteva avere come destinazione la manutenzione di edifici statali, certamente non è stato concesso  per rimediare ad abusi edilizi (a questi dovrebbe pensare chi ha realizzato gli stessi, una volta identificato – a proposito, è stato identificato? –   senza fare ricorso a risorse pubbliche). Tanto è vero che la Provincia di Cagliari, una volta accertati gli abusi edilizi, ha chiesto espressa autorizzazione alla Regione. Non per impegnare il finanziamento negli interventi di manutenzione, bensì in quelli di demolizione (48mila euro!). E la Regione ha autorizzato. Se fosse come racconta la Regione, oggi, sull’Unione Sarda, non ci sarebbe stato bisogno di chiedere alcuna autorizzazione.  Perché una domanda bisognerà pur farsela, a questo punto: ma il “Servizio tutela del paesaggio e vigilanza”, quello di “Pianificazione urbanistica territoriale, vigilanza edilizia e repressione dell’abusivismo edilizio” della Regione Sardegna, esistono ancora? E se esistono, hanno nulla da dire? Forse tutto va ben, madama la Marchesa?

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manutenzione

 

 

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