Cattura

Fluorsid, sotto accusa le analisi dell’Arpas. Ci avevo visto bene

“Nei terreni interni ed esterni allo stabilimento della Fluorsid, azienda specializzata nella produzione di acido solforico e derivati del fluoro, la presenza di materiali pericolosi quali alluminio, arsenico, berillio, cobalto, ferro, manganese, nichel e piombo, è quasi sempre oltre il limite di legge, in alcuni casi superiore di 10 volte. Così nelle acque sotterranee, e sono contaminati anche la salina e il canale che passa sotto il deposito dei gessi e sfocia nella laguna”. E’ quanto riporta una cronaca dell’Unione Sarda, che aggiunge: “Sei mesi dopo la richiesta del pm Marco Cocco, che coordina l’inchiesta per disastro ambientale e inquinamento nella zona industriale di Macchiareddu, sono stati consegnati i risultati delle analisi eseguite nel territorio che si espande tra Assemini e Cagliari. Tiziana Pivetta e Silvia Porcedda del dipartimento di Scienze chimiche e geologiche dell’Università spiegano che dai controlli di 48 campioni di acqua, suolo e sedimenti emergerebbe una «diffusa contaminazione» e che, nonostante fosse noto da anni, nulla sarebbe stato fatto per «analizzare i cicli produttivi in cerca delle possibili fonti di inquinamento». Nel documento si critica anche l’Arpas: nei suoi controlli passati avrebbe utilizzato unità di misura non adeguate (milligrammi e non microgrammi) per verificare l’eventuale eccessiva presenza di fluoruri (una «scelta che altera la percezione del superamento della soglia di contaminazione», è scritto nella relazione), tra l’altro senza spiegare che si trattava «di elementi manipolati in grosse quantità dalla Fluorsid»; per l’agenzia inoltre la contaminazione potrebbe essere dovuta «ai filoni mineralizzati» di Medau Becciu (ipotesi respinta dalle consulenti) e l’inquinamento «non essere legato all’attività industriale », affermazione però definita da Pivetta e Porcedda «non scientificamente giustificabile né accettabile, non essendo validata da riferimenti documentali». Il metodo di studio dell’Arpas, dunque, ha «diverse criticità» e in parte è «inaffidabile»”.

Un bomba ambientale, quindi. Che esplode sul tavolo della Regione Sardegna, coi servizi e i controlli dell’Arpas finiti sul banco degli accusati. La cosa non mi sorprende per nulla. Infatti, nel maggio scorso il caso Fluorsid sbarcò in Parlamento con la prima interrogazione urgente da me depositata (https://goo.gl/Chkgbm) .  In questa, dopo avere riassunto i fatti che hanno portato all’arresto dei vertici Fluorsid con l’accusa di disastro ambientale, inquinamento e associazione a delinquere finalizzata alla commissione di plurimi delitti ambientali, chiedevo al ministro dell’Ambiente se ritenesse corrette e sufficientemente appropriata non solo l’azione e i controlli assicurati dall’Ispra, ma anche a quando risalisse la prima informativa prodotta dalla Regione Sardegna all’attenzione dell’Ispra e del Ministero competente, ovvero se fossero rilevabili mancanze e insufficienze di controlli da parte dell’Arpa Sardegna.

Di più. Con l’interrogazione chiedevo anche quali urgenti iniziative si intendesse intraprendere a fronte dei ritardi e lacune nel sistema dei controlli e per garantire la tutela dell’ambiente, della salute e sicurezza, affinché episodi analoghi non avessero a ripetersi, ma soprattutto se non fosse il caso di promuovere con urgenza un piano specifico di finanziamento per l’Arpa Sardegna, perché questa venisse dotata della strumentazione adeguata per un monitoraggio più completo ed efficace, senza poi escludere la possibilità  di sospendere l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) in corso per la Fluorsid S.pA., o comunque il procedimento di rinnovo per ulteriori approfondimenti o chiarimenti, rigettando o rivedendo tutte le dichiarazioni, analisi e autocertificazioni prodotte finora dalla stessa azienda.

Risposta del ministro? Nessuna. Ora le risultanze della Procura di Cagliari che confermano i miei sospetti. Sarà interessante apprendere, ora, che intenzioni ha la Regione Sardegna, in primis col suo assessore all’Ambiente. La quale, dopo i risultati dell’Arpas, rivelatisi “sballati”, si precipitò sui media per annunciare che la situazione non era grave. Bella roba…

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