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“Sarroch: suolo, sottosuolo e acqua contaminata per attività Saras”, ora lo ammette anche il Ministro dell’Ambiente

Roma, 26 luglio 2016 – Più di tre anni, tanto ha impiegato il ministro dell’Ambiente per rispondere all’interrogazione del cittadino portavoce in Senato, il cinquestelle Roberto Cotti, sui rischi per la salute delle popolazioni, per l’ambiente e le attività agricole che gravitano intorno al polo industriale di Sarroch. La riposta è tutto tranne che rassicurante. Così il ministro dell’Ambiente ammette il grave stato di inquinamento, identificandone l’origine: “Si è provveduto ad effettuare l’analisi dello stato qualitativo della falda…la contaminazione della matrice suolo/sottosuolo insaturo e acque di falda risulta effettivamente riconducibile alle attività della Sarlux (ex Saras) e l’azienda ha provveduto ad attivare le necessarie misure di messa in sicurezza della falda…”

saras3L’interrogazione del senatore Cotti, del maggio 2013, a seguito di notizie stampa che riferivano di una causa civile avviata da Liliana Mura e da suo figlio Carlo Romanino per i danni subiti dall’azienda di famiglia (10.000 metri quadri di terreno in località Leonaxi, Sarroch). Secondo quanto riportava la cronaca dell’epoca, l’inquinamento del polo industriale di Sarroch avrebbe contaminato le produzioni agricole, col seguente risultato: pomodori all’antimonio, all’arsenico, al nichel, al piombo, al vanadio, al rame, allo zinco. Produzioni che i grossisti della zona si rifiutavano di comprare. La Saras, da parte sua, ha sempre negato il nesso di causalità necessaria tra tale asserita contaminazione e la cessazione dell’attività agricola della famiglia Mura/Romanino.

“La situazione ha dell’incredibile – dice il senatore Cotti – soprattutto quando con la risposta del ministro Galletti si viene a scoprire che l’analisi di rischio dei suoli è stata approvata nella Conferenza di servizio decisoria tenutasi il 30 dicembre 2015, mentre il progetto di Messa in Sicurezza Operativa della falda è ancor più antecedente, datato 2 luglio 2015. Ebbene, da allora, a fronte di una così grave situazione, il vertice istituzionale della tutela dell’ambiente ammette candidamente: “Il relativo decreto di approvazione finale è ancora in fase di perfezionamento“.

“Poi – aggiunge Cotti – veniamo anche a scoprire che relativamente alla raffineria Saras sono in corso la bellezza di 8 procedimenti per l’aggiornamento dell’Autorizzazione Integrale Ambientale (A.I.A) al fine di garantire il rispetto dei documenti comunitari di riferimento, un rispetto che evidentemente, allo stato attuale, non è documentabile”.

saras2“Con preoccupazione e sconcerto – conclude il senatore cinquestelle, non posso in ultimo non notare che il ministro dell’Ambiente si è ben guardato dal rispondere a tre fondamentali domande che avevo sollevato alla sua attenzione, come a quella dei ministri della Salute e della Giustizia, evidentemente latitanti. E quindi: silenzio assoluto sulla necessità di avviare urgenti e specifiche indagini epidemiologiche volte ad accertare i danni sanitari collegati all’inquinamento dei luoghi e miranti a verificare se sussista un preciso ed inequivocabile nesso di causa-effetto con la presenza della raffineria della Saras. E silenzio, assordante, anche sull’intendimento di disporre uno screening sulla popolazione, commissionando studi e ricerche ad enti super partes, così come sulla volontà di intervenire per verificare le responsabilità dell’inquinamento, sanzionando gli autori dello stesso: mancanza di coraggio o di volontà? Nel mentre, da cittadino, mi faccio una semplice domanda: quali acque di falda vengono utilizzate per le colture locali e quali garanzie si possono dare sulla salubrità dei terreni e su quello che finisce nelle tavole della popolazione?”.

Si pubblica qui di seguito la risposta integrale  del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti.

Oggetto: Interrogazione parlamentare n. 4-00188 presentata dal Sen. Cotti ed altri.

Con riferimento all’interrogazione in oggetto, per quanto di competenza, sulla base degli elementi acquisiti dalla competente Direzione Generale del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con specifico riferimento al procedimento di bonifica relativo alle matrici suolo/sottosuolo e alle acque di falda, si rappresenta quanto segue.

Nell’ambito della procedure di bonifica delle matrici suolo/sottosuolo insaturo e acque di falda dell’area dello Stabilimento Sarlux (ex Saras), l’accertamento dello stato di contaminazione delle matrici ambientali ha portato all’apertura del procedimento di bonifica e all’attivazione della seguenti misure di messa in sicurezza della falda, consistenti in:
– Stato qualitativo dei suoli: (principale contaminazione relativa ai parametri) Cr tot, Cu, V, idrocarburi C>12;- Stato qualitativo della falda: (principale contaminazione relativa ai parametri) idrocarburi totali, PCB, Solfati, Mn, Ni, Benzene, Toluene, Etilbenzene, Xilene,
stirene, MTBE, IPA, Nitriti.
Anche per quanto concerne la situazione delle acque sotterranee, sorgenti e falde acquifere, nonché delle acque superficiali, dei corsi d’acqua e degli invasi naturali o artificiali della zona, si è provveduto ad effettuare l’analisi dello stato qualitativo della falda:
(principale contaminazione relativa ai parametri) idrocarburi totali, PCB, Solfati, Mn, Ni, Benzene, Toluene, Etilbenzene, Xilene, stirene, MTBE, IPA, Nitriti.
La contaminazione della matrice suolo/sottosuolo insaturo e acque di falda risulta effettivamente riconducibile alle attività della Sarlux (ex Saras) e l’azienda ha provveduto ad attivare le necessarie misure di messa in sicurezza della falda. In particolare, è stata posizionata una barriera idraulica costituita da 46 pozzi, di cui 26 in linea mediana, 12 fronte mare, 7 a monte idrogeologico dello stabilimento ed 1 di ravvenamento a sud dello stabilimento (tot. Portata emunta 274m³/g). Tra il 2007 e il 2009 i 26 pozzi hanno recuperato 800m³ di LNPL (Light Non-Aqueous Phase Liquid).
L’analisi di rischio dei suoli è stata approvata nella Conferenza di servizio decisoria tenutasi il 30 dicembre 2015. Attualmente, si è in attesa del progetto di bonifica dei suoli.
Il progetto di Messa in Sicurezza Operativa della falda è stato approvato nella Conferenza di servizi decisoria del 2 luglio 2015 ed è in fase di perfezionamento il relativo decreto di approvazione finale.
La raffineria di Sarroch è stato uno dei primi impianti ad essere dotato di Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) da parte del Ministero dell’ambiente, il 24 marzo 2009.
Tale autorizzazione in questi anni ha avuto numerosi aggiornamenti a seguito della progettazione da parte del gestore di 18 modifiche non sostanziali e di 3 modifiche sostanziali all’installazione. 

Sono tuttora in corso 8 ulteriori procedimenti per l’aggiornamento di tale A.I.A., cinque di essi avviati su richiesta del gestore, uno relativo alla validazione della relazione di riferimento (per caratterizzare lo stato di contaminazione del sottosuolo) e l’ultimo infine, avviato l’8 aprile 2016, finalizzato al complessivo riesame (con valenza di rinnovo) dell’intera A.I.A. al fine di garantirne l’aggiornamento alla luce della emanazione di nuovi documenti comunitari di riferimento (le conclusioni sulle BAT – Best Available Techniques –
ossia le migliori tecniche disponibili, per il settore della raffinazione)

L’istruttoria di tale ultimo procedimento potrà, in particolare, essere l’occasione per rivalutare ogni aspetto dell’autorizzazione, anche con riferimento a possibili criticità sul territorio rappresentate dalle Amministrazioni chiamate a partecipare alle Conferenze di
Servizi.
Della vicenda sono interessati anche altri Ministeri, pertanto, qualora dovessero pervenire ulteriori elementi informativi si provvederà a fornire un aggiornamento.
Per quanto di competenza il Ministero continuerà a tenersi informato e a svolgere un’attività di monitoraggio, anche al fine di valutare un eventuale coinvolgimento di altri soggetti istituzionali.
Gian Luca Galletti

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